Brozovic è il motore dell’Inter di Spalletti: ecco perchè molto della crescita della squadra passa dal croato

Brozovic è il motore dell’Inter di Spalletti: ecco perchè molto della crescita della squadra passa dal croato

La prestazione del croato a Bologna è passata sottotraccia ma non è stata sottotono: primo per chilometri percorsi, palle giocate e palloni recuperati

di Luca Tagliabue

A Bologna l’Inter ha superato le difficoltà create dall’atteggiamento molto difensivista degli uomini di Inzaghi riuscendo così a portare a casa i primi tre punti stagionali. A prendersi le luci della ribalta è stato principalmente Radja Nainggolan, che ha saputo coronare il suo match di debutto ufficiale con la maglia dell’Inter con il gol che ha sbloccato la partita e spianato la strada per le reti successive.

E’ stato molto meno al centro dell’attenzione invece Marcelo Brozovic, che però, finalmente in una condizione atletica sufficiente per reggere i novanta minuti, si è dimostrato ancora una volta il vero motore dell’Inter di Spalletti. Il croato è stato infatti il primo nerazzurro per chilometri percorsi (13), palle giocate (137) e palle recuperate (6): tre statistiche che dimostrano quanto Marcelo sia centrale nelle dinamiche di gioco della squadra e quanto dalla sua prestazione dipenda molto delle partite dell’Inter nel suo complesso.

E quella contro il Bologna, come detto, è stata la prima partita che ha visto il croato a pieno regime per tutti i novanta minuti: se pensiamo al non-gioco visto in Emilia contro il Sassuolo e per larghi tratti del secondo tempo della partita contro il Torino, non possiamo non associarlo alle prestazioni non all’altezza di un Brozovic ancora indietro dal punto di vista atletico. Il suo miglioramento sotto questo aspetto visto sabato, per quanto è evidente che non sia ancora al top, è coinciso con un miglioramento della squadra nell’intensità e nell’attenzione necessarie per condurre al meglio tutte le fasi della partita. Ecco perchè dalla crescita del croato passerà molto della crescita di un’Inter che deve ancora lavorare molto per raggiungere i livelli che è lecito aspettarsi dalla rosa costruita in modo quasi impeccabile durante l’ultimo mercato.

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