Cedric, dove sei? Da Palombo a Schelotto, passando per Shaqiri: i peggiori flop del mercato di gennaio

Cedric, dove sei? Da Palombo a Schelotto, passando per Shaqiri: i peggiori flop del mercato di gennaio

Nelle ultime stagioni l’Inter è intervenuta spesso sul mercato a gennaio, sbagliando più volte le scelte: andiamo a ripercorrere tutti gli acquisti fallimentari degli ultimi 10 anni

di Nunzio Corrasco, @ncorrasco

 SCHELOTTO E IL GOL NEL DERBY 

Ezequiel Schelotto

Nella stagione 2012-2013 l’Inter decide di confermare la fiducia ad Andrea Stramaccioni. A convincere definitivamente Moratti è il finale di stagione del campionato 2011-2012, quando la Beneamata riesce a battere il Milan in un derby entusiasmante, con una tripletta di Milito ed un gol straordinario messo a segno da Maicon. Il campionato inizia con il piede giusto per la nuova Inter targata Stramaccioni, con i nerazzurri che riescono anche a togliersi la soddisfazione di essere la prima squadra capace di conquistare i tre punti allo Juventus Stadium, battendo 3-1 la Vecchia Signora con la doppietta del solito Milito e con il gol di Palacio. A partire da dicembre, però, per l’Inter inizia un lento ma inesorabile declino che si tramuta in una seconda parte di stagione davvero catastrofica. A gennaio il club di proprietà di Massimo Moratti acquista Ezequiel Schelotto e Tommaso Rocchi. Soffermiamoci prima sul Galgo che arriva a Milano dopo essere stato a lungo corteggiato da Marco Branca. L’esterno italo-argentino arriva a Milano per 3,5 milioni di euro dall’Atalanta, ma non riesce mai ad affermarsi con la maglia nerazzurra dell’Inter. Nella sua deludente esperienza a Milano, però, non si può dimenticare il gol realizzato nel derby contro il Milan, gol che ha permesso alla squadra di Stramaccioni di fissare il punteggio sull’1-1. Subito dopo aver realizzato la rete del pareggio con un bel colpo di testa su cross preciso di Nagatomo, Schelotto scoppia in un’esultanza liberatoria, nella quale non riesce a trattenere le lacrime per la gioia di quel momento. Gioia immensa, ma probabilmente l’unica della sua carriera nerazzurra.

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