EDITORIALE – La guerra è finita (per ora)

EDITORIALE – La guerra è finita (per ora)

Torna ancora una volta il consueto editoriale settimanale per tutti voi affezionatissimi, stavolta necessariamente privo di ogni riferimento al calcio giocato, visto che la stagione nerazzurra è terminata da otto giorni. Dunque, per una volta, vale la pena chiudere gli occhi e riposare

di Giorgio Crico, @gio_prankster

Appena il campionato è finito, il pensiero è volato alla finale di Champions League. Adesso che è andata in archivio pure quella, tutta l’attenzione è già incanalata verso i Mondiali, pronti al decollo nel giro di qualche settimana. In tutto ciò il calcio dei club farà capolino qua e là per le questioni sempiterne legate al mercato ma, formalmente, fino al giorno della finale la pagina principale sarà il calcio giocato delle Nazionali. Il che si traduce in quello che è il riposo del guerriero per il calciatore di club che non ha parte in causa nel difendere la propria bandiera ma, soprattutto, è un periodo di ristagno emotivo e di riposo mentale per il tifoso. Specie dopo un finale di stagione così intenso, partecipato e probante. E, tra l’altro, per la prima volta da diversi anni, l’interista può finalmente stendersi al sole, togliersi le scarpe e accendersi un avana. Metaforicamente o anche non, a seconda di quanto si apprezzino i sigari.

Perché queste prime settimane post fine campionato e pre Mondiali sono qualcosa di molto simile all’interruzione estiva della scuola dell’obbligo quando si è adolescenti: certo, ci saranno anche dei compiti, ma intanto me la dormo/diverto/viaggio senza pensare a nulla. E stavolta non c’è il retropensiero di “non avercela fatta” ma, al contrario, la morbida sensazione di aver centrato ambizioni, soddisfatto doveri e svolto il proprio dovere. La proverbiale pancia piena, insomma. Poi – per carità – questa sensazione non è che debba essere elaborata per i prossimi tre anni ma qualche settimana di relax ci sta tutta. Specie per le coronarie del tifoso medio, messe a dura prova anche quest’anno.

Insomma, al momento non c’è molto altro da puntualizzare se non che l’interista può finalmente iniziare a vivere un principio di trepidazione per la prossima stagione già ora perché, per la prima volta da sette anni, sono state poste delle basi minime per potersi godere il viaggio 2018/2019. E, guarda un po’, i primi tre rinforzi per il prossimo anno sono già anche arrivati – anche se si materializzeranno sul campo solo a luglio – e sono un segno tangibile del fatto che, questa volta, la dirigenza sembrerebbe voler fare tutto ciò che occorre per tempo. E anche questa è una gran bella novità, che ci piace pensare segno tangibile di una nuova voglia di essere organizzati.

Dunque non c’è che assaporare lentamente l’aroma intenso del cubano mentre si osserva l’orizzonte e chiudere lentamente gli occhi, lasciandosi cullare dal tepore del tramonto. Solo questa volta, magari. Ma è meritatissima.

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