2 Gennaio 2018

EDITORIALE – Tre buoni propositi per un 2018 da cacciatori di sogni

Anche l'Inter è chiamata a fare una lista di buoni propositi per l'anno nuovo. Continuità, mercato e Champions League, per continuare ad essere .

Inizia un nuovo anno solare ed è usanza fare dei buoni propositi che possano spronare a fare meglio. Aspettative che ci si autoimpone per poter raggiungere obiettivi e valorizzare il proprio tempo e la propria persona. È bello pensare che anche l’Inter abbia fatto altrettanto, al termine di un mese di dicembre davvero difficile dove la macchina imbattibile allestita da Luciano Spalletti si è ingolfata in modo inaspettato e continuativo. L’attacco non segna più, a centrocampo mancano le idee e in difesa la coperta è talmente corta che anche il sudore diventa freddo a pensare a Santon utilizzato come centrale. Non serve fare grandi liste, di buoni propositi ne bastano anche soltanto tre. Pochi, ma fondamentali.

UNA NUOVA INTER – Il primo obiettivo non può che essere quello di essere continui. Troppe volte le rose dell’Inter di questi anni hanno fatto un buon campionato fino a dicembre, per poi perdere la propria identità. Quasi come se i giocatori non avessero nelle gambe 40 partite stagionali. Quest’anno non ci sarà una vera e propria pausa. Niente gite a Dubai o negli Emirati per prendere un po’ di caldo e un po’ di soldi freschi. Soltanto continuità di lavoro per quello che è l’unico trofeo per il quale siamo rimasti in corsa: il campionato. Perché il derby di Coppa Italia è stato lo specchio di questi ultimi 30 giorni. L’incapacità di avere la meglio contro una squadra che ha vinto solo per una questione di atteggiamento. Perché l’ordine messo in campo dai nerazzurri non è stato diverso dal solito, a cambiare è il ritmo e la lucidità in fase di impostazione. Se Candreva e Perisic si inceppano, la macchina va in crisi e mostra tutte le pecche di un gruppo di titolarissimi che si discosta di poco dalle undici unità.

UN GENNAIO DIFFERENTE – Il mercato di gennaio, come vi abbiamo mostrato con i cinque migliori acquisti, e i cinque peggiori flop, rappresenta una bella sfida per l’apporto che la società può dare al campionato. Perché in campo ci vanno i giocatori e l’allenatore è chiamato a dare il massimo, ma in una finestra di mercato una società ha l’obbligo di fare altrettanto per poter offrire un “aggiornamento di sistema” utile per poter raggiungere le mete prefissate. Il Fair Play Finanziario, i problemi degli investimenti esteri cinesi e la situazione generale del mercato, rendono la rosa di acquisti papabili davvero ridotta all’osso. Impossibile però pensare che non verrà preso almeno un difensore, a prescindere, e un trequartista a fronte di una cessione importante (Brozovic o Joao Mario). Ausilio prima della gara contro la Lazio ha confermato entrambi, ma è chiaro che se si vuole comprare, serve vendere.

LA CHAMPIONS – Sarà banale, ma questo è il vero buono proposito della beneamata. Tornare a sentire l’orchestra sinfonica che suona l’inno della Champions League mentre giovani steward muovono il telo del pallone stellato in mezzo al campo. Un’immagine da lacrimuccia amarcord. Un’immagine che non può non diventare certezza. Perché è l’unico obiettivo rimasto, perché se sarà scudetto sarà come una dieta per perdere 5Kg che invece ti porta a diventare un fisico scolpito in modo sorprendente. L’Inter ha bisogno della Champions League, questi giocatori ne hanno bisogno, i tifosi ne hanno bisogno. E che sia un buon anno perché, come dice Steven Zhang, i nerazzurri sono <Cacciatori di sogni>.

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