CHE FINE HA FATTO – Ricky Alvarez, il funambolo argentino arrivato all’Inter come nuovo Kakà

CHE FINE HA FATTO – Ricky Alvarez, il funambolo argentino arrivato all’Inter come nuovo Kakà

29° appuntamento con la rubrica settimanale di Passioneinter.com

di Simone Tortoriello, @simonzibon

“Che fine ha fatto” è la rubrica settimanale di Passioneinter.com che tratterà i vari giocatori transitati in nerazzurro che sono poi finiti nel dimenticatoio, raccontando come è proseguita la loro carriera una volta andati via dall’Inter.

Oggi è il turno di Ricardo Gabriel Alvarez, noto come Ricky Alvarez, il trequartista argentino arrivato all’Inter dal Velez Sarsfield e paragonato a Kakà per le sue doti balistiche nel 2011. Le sue prestazioni però, non si sono rivelate all’altezza, alternando prestazioni da grande giocatore ad altre da ectoplasma.

Ricky Alvarez è sicuramente una delle figure più controverse passate in orbita nerazzurra, per le sue indubbie qualità che però è riuscito a far vedere solo a sprazzi, un po’ per mancanza di carattere, complice anche il momento delicatissimo dell’Inter post-triplete in cui è arrivato, che di certo non ne hanno agevolato l’ambientamento.

Arrivato per 11 mln a luglio del 2011, sotto la guida di Gasperini, fa il suo esordio in nerazzurro nella finale di Supercoppa Italiana persa 2-1 contro il Milan, dove viene schierato come ala destra. Dopo sole 3 partite di campionato, in cui l’argentino gioca solo 19 minuti,  il tecnico abruzzese viene però esonerato, ma con Ranieri le cose non cambiano, e l’argentino vedrà il campo quasi sempre da subentrato. Il primo gol arriva in Champions League, il 22 novembre 2011, nella gara pareggiata 1-1 contro il Trabzonspor. Il mese successivo si ripete in campionato, dove sigla il suo primo gol in Serie A contro il Lecce, nella partita vinta dai nerazzurri per 4-0. Conclude la prima stagione in nerazzurro con 29 partite giocate e 3 gol segnati.

La stagione successiva, con Stramaccioni allenatore, durante la prima parte di stagione non vede quasi  mai il campo, per la perfetta quadratura trovata dal tecnico romano con il tridente Cassano-Milito-Palacio. Nella seconda parte, a causa di un incredibile serie di infortuni che priverà l’Inter di tutti e 3 gli attaccanti per molte partite, Ricky riesce a trovare una maglia da titolare. Le cose però vanno malissimo, e l’Inter dal primo posto conquistato a novembre dopo la vittoria per 3-1 allo Juventus, termina la stagione addirittura al 9° posto, dietro al Catania.

Nella stagione 2013/14 l’Inter cambia nuovamente allenatore. Arriva Walter Mazzarri, fresco di secondo posto ottenuto con il Napoli di Cavani e Hamsik. Con il tecnico toscano, Alvarez sembra ritrovarsi, conquista subito una maglia da titolare e conclude il girone di andata come miglior centrocampista del campionato per rendimento, con 4 gol e ben 7 assist realizzati in 19 partite. Dopo il giro di boa però, l’argentino si spegne, e sembra tornare improvvisamente il Ricky Alvarez visto nelle prime due stagioni. Conclude la stagione aggiungendo un solo assist e tante prestazioni opache allo score del girone di andata.

Con essa si chiude anche l’avventura in quel di Milano per l’ex Velez, che viene ceduto agli inglesi del Sunderland in prestito con diritto di riscatto a 11 milioni. Diritto che diventa obbligo in caso di raggiungimento della salvezza della squadra.

SUNDERLAND – L’esperienza in Premier League di certo non è da ricordare per l’argentino. Fa il suo esordio con la nuova maglia il 13 settembre 2014, nella partita pareggiata 2-2 contro il Tottenham. Per il suo primo e unico gol con la maglia dei biancorossi bisogna aspettare il 3 febbraio 2015, quando segna la rete del 3-1 nel ritorno dello spareggio contro il Fulham. Al termine della stagione, nonostante la salvezza raggiunta, il Sunderland si rifiuta di riscattare il giocatore, e così finisce in causa con l’Inter.

Nella stagione successiva, nell’attesa che la FIFA desse il suo verdetto nella disputa tra Inter e Sunderland (che arriva il 16 giugno 2017, con esito positivo per i nerazzurri), si allena per 6 mesi in Argentina, con il suo ex Velez.

SAMPDORIA – Il 4 gennaio 2016 fa il suo ritorno in Italia, questa volta con la maglia della Sampdoria. Per problemi burocratici sempre relativi al braccio di ferro tra Inter e Sunderland, è costretto a saltare le prime 3 partite. Il suo esordio in blucerchiato avviene il 24 gennaio nella sconfitta per 2-4 a Marassi contro il Napoli. Il 3 aprile invece arriva il primo gol, contro la Fiorentina. A Genova resta per 2 anni, dove segna 4 reti in 45 presenze, tra cui una che sicuramente ha strappato un sorriso ai suoi ex tifosi nerazzurri, quella del 2-0 lampo contro il Milan arrivata un minuto dopo il suo ingresso in campo al 90° minuto.

ATLAS – Conclusa la parentesi in Liguria, nell’estate 2018 l’argentino fa ritorno in Sud America, nei messicani dell’Atlas. Dopo un buon inizio, con due reti e buone prestazioni sfornate in 12 partite, l’argentino è incappato purtroppo in un brutto infortunio che gli ha provocato la lesione del legamento crociato. Il ritorno in campo è previsto per il prossimo maggio.

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