FOCUS – Eder 2.0

FOCUS – Eder 2.0

Focus odierno dedicato ad Eder, pronto a riprendersi l’Inter dopo il difficile avvio della scorsa stagione

eder sampdoria

Nel miglior momento personale da quando indossa la maglia nerazzurra, Eder torna a giocare sul campo nel quale si è a lungo imposto come uno dei più quotati tra gli attaccanti della Serie A. Era un Eder oggettivamente incontenibile, autore di gol pesanti che lo hanno di fatto spinto, dopo un primo corteggiamento estivo sfumato sul più bello, a passare all‘Inter nella sessione invernale di calciomercato dello scorso anno. Inutile rimarcare che non furono tutte rose e fiori tra l’ex Samp ed il mondo interista: una sola rete (contro l’Udinese) fino all’inizio dell’attuale stagione, qualche errore ed il peso di quei tredici milioni di valutazione che acuiscono la diffidenze dei tifosi nei confronti del numero 23 nerazzurro. Eppure Eder non ha mai smesso di crederci, rendendosi, durante l’estate successiva, protagonista di un Europeo di buon livello (condito da un gol pesantissimo contro la Svezia) e, nonostante tante voci di mercato, ha lavorato in vista della nuova stagione, iniziata per la sua squadra tra le turbolenze dell’avvicendamento Mancini-de Boer. Nuove idee, nuovi compagni, nuovi concorrenti: il già folto reparto offensivo nerazzurro, aggiunge al proprio roaster Ever Banega, Gabriel Barbosa ed Antonio Candreva, acquisti importanti che, per un motivo o per l’altro, avrebbero dovuto scavalcare l’italo-brasiliano nelle gerarchie del nuovo tecnico olandese. Nello specifico, Eder, complice la grande annata e l’altrettanto positivo Europeo del croato Perisic, allora considerato inamovibile, avrebbe duellato per una maglia da titolare con i nuovi acquisti Candreva e Barbosa per il ruolo di esterno offensivo destro, probabilmente quello meno congeniale alle sue caratteristiche.
In barba alle previsioni iniziali, l’oriundo spodesta i più quotati compagni facendo leva sulla sua grande duttilità che lo porta a giocare praticamente in ogni zona dell’attacco: da seconda punta contro il Chievo, da esterno destro contro il Palermo e da sinistro contro Juventus, Atalanta e Torino. E’ proprio in quest’ultima  posizione che il rendimento di Eder è stato maggiormente utile alla causa nerazzurra: tra i migliori in campo contro Juventus e Torino ed autore del gol del vantaggio interista in casa degli orobici. A convincere de Boer è senza dubbio la particolare interpretazione del ruolo che l’ex Sampdoria riesce a garantire: pur partendo da esterno, riesce ad appoggiarsi ad Icardi gravitando attorno allo stesso quasi fosse una seconda punta. Eder, inoltre, riesce a sfruttare le proprie grandi doti di progressione dalla sinistra verso il centro del campo per provare a creare superiorità ed eventualmente concludere in porta, aspetto fondamentale contro le squadre particolarmente chiuse e compatte. Il gol liberatorio di Bergamo (e che gol!) è soltanto la ciliegina su una torta d’intensità ed abnegazione, tali da non rendere casuale le nuove gerarchie del tecnico olandese, che al momento preferisce l’attaccante della Nazionale a Perisic. A suggellare il momento di Eder, ci pensa la condizione atletica, in questo momento superiore a quella dei compagni di reparto, spesso e volentieri vincolati alle folate dell’ italo-brasiliano, che stan pian piano riconquistando la fiducia dei tifosi dando vita allo sperato “upgrade” che lo trasforma in un più moderno, usando una metafora tecnologica, Eder 2.0. A questo punto, non sembra più essere una mera questione di gol: de Boer schiera sin dall’inizio chi sta meglio e chi può garantire qualcosa in più in quello specifico momento ed Eder, ad oggi, è sotto questo aspetto una certezza incontestabile.

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