FOCUS – Mauro Icardi: tra record, offerte inadeguate e le opinioni della tifoseria…

FOCUS – Mauro Icardi: tra record, offerte inadeguate e le opinioni della tifoseria…

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Oggi vi raccontiamo una storia: un giovane attaccante di ventidue anni raggiunge quota 50 gol in Serie A, nell’anno in cui ne compirà ventitré, diventando così lo straniero più giovane a siglare un tale numero di reti nel principale campionato italiano. Un dato eclatante, cifre che – nero su bianco – fanno pensare a qualcosa di eccezionale, giustamente. Se non fosse che tale soggetto è Mauro Icardi, capitano e goleador dell’Inter. Il bomber argentino ha dimostrato grande precocità, trovando sin dalle sue prime apparizioni in Italia reti pesanti e che mostrano tutto il suo repertorio da centravanti d’area di rigore, a cui tuttavia non mancano qualità tecniche importanti. Nonostante le premesse, è ancora aperto e acceso un dibattito riguardante il vero valore assoluto di Maurito, tra chi lo difende a spada tratta, anche in virtù di questi numeri che parlano da sé, e chi invece non lo ritiene l’uomo giusto per il ruolo di unica punta, accusandolo di scarsa mobilità e di non fornire il necessario apporto alla manovra, come il manuale del centravanti moderno, a parer loro, richiede. Alla notizia del rifiuto di un’offerta di 30 milioni di euro, formulata dal Manchester United negli ultimi giorni di mercato, altrettanto molteplici sono state le reazioni: dall’incredulità per la cifra irrisoria, visti anche i recenti prezzi a cui vengono acquistati giocatori inferiori o alla pari dello stesso Icardi, alle proteste per non aver accettato una cifra comunque importante.

Guardando al campo, non è corretto crocifiggere Maurito né, d’altro canto, fare di lui l’idolo delle masse, in quanto i margini di miglioramento per questo giocatore sono ancora molti, ed è proprio ciò a renderlo un importantissimo patrimonio per l’Inter. La facilità con cui il centravanti argentino trova il gol, in rapporto alla quantità di tiri che effettua verso la porta, è disarmante: i 9 gol in campionato sono frutto di soli 17 tiri in porta e 18 fuori dallo specchio. In pratica, Icardi segna ogni due volte che tira nello specchio (dati di Squawka.com). Inoltre, alla quasi metà dei suoi gol sono corrisposte altrettante vittorie: quattro volte la gara si è conclusa per 1-0 con la rete di Icardi, capace di risolvere gare intricate. Oltre all’ultima gioia contro il Chievo, pesano ancora di più i gol siglati a Bologna ed Empoli, specie nel secondo caso, in una partita davvero tosta, e all’andata contro il Chievo stesso, quando il giovane attaccante nerazzurro sfruttò una bella giocata sull’asse Kondogbia-Jovetić per sciorinare parte del suo repertorio: stop con sombrero a saltare il portiere e appoggio a spiazzare la chiusura del difensore, per un gol tanto ravvicinato quanto bello.

Tutto il mestiere di Mauro Icardi, con il gol che vale lo 0-1 finale in casa del Chievo, girone di andata.

 Ripensando alla scorsa stagione d’oro dell’argentino, in cui ha siglato 22 reti, guadagnandosi il titolo di capocannoniere alla pari di Luca Toni, è lecito comunque porsi qualche interrogativo. Sebbene, per caratteristiche, Icardi non rappresenti il centravanti moderno – per intenderci, un Mandžukić della Juventus o un Higuaín del Napoli – nella parte di anno in cui Mancini è subentrato a Mazzarri è stato possibile notare ottimi miglioramenti su questo frangente. In diverse occasioni, il bomber nerazzurro usciva dall’area per offrire più soluzioni di passaggio ai suoi, meritandosi anche gli elogi di Mancini nelle conferenze post partita. Per ammissione dello stesso tecnico, una parziale modernizzazione di Maurito era nei piani del tecnico nerazzurro, che sembra però aver compreso, almeno in parte, anche la necessità di una transizione più fluida. In questo senso, l’acquisto di Éder e l’insistenza con cui Ljajić viene fatto abbassare a ricevere palla rappresentano due escamotage ben chiari per mettere il centravanti in condizione di fare il suo mestiere, ossia trasformare in oro i palloni giocabili e, dunque, aumentare il numero di questi ultimi. Certamente, l’innesto di un regista, o quantomeno di un metodista con piedi mediamente buoni, migliorerebbe la manvora della squadra nerazzurra, ma – come sottolineato dallo stesso Ausilio in conferenza stampa – è difficile acquistarne uno con i soldi che sono stati spesi per Éder. Verosimilmente, se ne riparlerà a giugno, con lo stesso Banega già bloccato per il prossimo anno.

In conclusione, in medio stat virtus. Il proverbio latino, che vuole la mezza misura come portatrice di saggezza e veridicità, sintetizza bene il trattamento che sarebbe giusto riservare a Mauro Icardi nella sua quotidiana analisi. Ricordandoci che, nonostante la prestazione in corso o quella della domenica precedente, si sta parlando del capocannoniere in carica della Serie A, dell’attuale miglior marcatore dell’Inter, ma anche di un ventiduenne che – se si sacrificherà con umiltà – potrà migliorare molto, per raggiungere livelli di rendimento ancora più alti.

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