Focus – Tanto c’ha ragione chi fa gol

Focus – Tanto c’ha ragione chi fa gol

Focus dedicato ai problemi in fase offensiva della squadra di Mancini. Da dove ripartire per sfatare questo taboo? Perché i nerazzurri segnano così poco?

È finita, questa volta per davvero. Passa ormai in rassegna la stagione 2015/2016, annata contraddistinta da alti e bassi, da gioie, delusioni, stupori ed ovvietà. La sconfitta di ieri in terra emiliana, totalmente indolore per le aspettative nerazzurre, contribuisce a consolidare quello che probabilmente è il dato più preoccupante tra quelli raccolti negli ultimi nove mesi: i troppi pochi gol. Cinquanta per l’esattezza, pochi in relazione alle altre contendenti (83 Roma, 80 Napoli e 75 Juventus), pochissimi in relazione al parco attaccanti vantato dalla compagine nerazzurra per la stagione in corso. Numeri che fanno riflettere e che non possono essere analizzati soltanto alla luce di quell’inizio di stagione contraddistinto dalle tante vittorie di misura dove, paradossalmente, si arrivava a volte a creare anche più di quanto visto nelle ultime uscite. Numeri alla mano, l’Inter chiude la stagione con la media di 1.3 reti a partita, molte meno di quelle di Roma e Napoli, rispettivamente assestate su 2.2 e 2.1.
Mattatore assoluto di stagione è stato Mauro Icardi, autore di 16 gol, praticamente un terzo di quelli messi a segno da tutta rosa: la poca uniformità nella distribuzione delle marcature è data anche dalle diverse soluzioni scelte dal tecnico, protagonista soprattutto nella prima parte di stagione di parecchi cambi di formazione dal centrocampo in su. Il problema, persistente praticamente dalle prime gare, ha portato gli uomini mercato nerazzurri a focalizzare tutte le attenzioni della sessione invernale di calciomercato su Eder, rafforzando ulteriormente un reparto pieno di uomini ma avaro di gol. La musica, nonostante l’innesto dell’ex Sampdoria, non è però cambiata: il solo gol messo a segno dal numero 23 ha ancor più evidenziato le difficoltà di un reparto potenzialmente dotato di un arsenale bellico ma che realisticamente è più volte parso armato di pistole ad acqua. Secondo marcatore di stagione è stato Ivan Perisic, che dopo la partenza balbettante ha conquistato San Siro a suon di grandi prestazioni e gol. Sette marcature, in linea con quanto messo in mostra ai tempi del Wolfsburg e con quanto sia possibile pretendere da un esterno di fascia purissimo, obbligato il più delle volte ad un infinito lavoro di corsa.
Ed il resto? Il resto è veramente bottino magro: 6 gol Jovetic, con il terzo ed il quarto distanti esattamente un girone intero, 3 Ljajic, 2 Palacio ed uno EderBiabiany. Mancini, con grande serenità e lucidità, ha più volte analizzato la questione, definendo tanti dei sopracitati “Giocatori da 10/15 gol“, numeri abbondantemente distanti da quelli attuali. Archiviando questa poco prolifica stagione e spostando già l’attenzione, cosa può davvero servire a questa squadre per riuscire a segnare di più? Intanto, conoscenza dei propri mezzi: Jovetic ed Eder, ad esempio, seppur con background differenti, hanno storicamente mostrato una certa confidenza con il gol, che va assolutamente ritrovata per il bene proprio e per quello dell’Inter. Altrettanto fondamentale sarà la prossima preparazione estiva, fondamentale per mettere idee e benzina a servizio di una stagione che sarà particolarmente lunga. Poi, senza dubbio, un gioco più corale, semplice e meno individualista. La manovra nerazzurra, si è spesso persa in banali leziosità assolutamente non necessarie in quella che doveva e poteva essere una stagione chiave. Il quarto ed ultimo elemento può invece coincidere con maggiore qualità in mezzo al campo: spesso infatti, la manovra nerazzurra perde uno o più tempi di gioco a causa della scarsa verve degli attuali interpreti nell’innescare il motore offensivo di una squadra che nonostante i tanti cavalli sotto al cofano riesce a spingere troppo poco. Soprattutto contro compagini organizzate e compatte, i limiti della manovra nerazzurra sbattono contro il muro avversario costruito al ridosso dei trequarti dell’area opposta a quella interista, arenando ogni tentativo di manovra ad un possesso orizzontale in grado a volte di garantire poco più di due o tre occasioni per tempo. Tre vie per sfatare il taboo gol, può bastare? Troppo presto per dirlo. Può essere un buon punto di partenza? Ce lo auguriamo, sperando di soffrire meno e segnare di più, ricordando sempre che, comunque vada, ha ragione solo chi fa gol.

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