Focus – Ma dove vai, se non sai da dove vieni? Banega e altre questioni…

Focus – Ma dove vai, se non sai da dove vieni? Banega e altre questioni…

L’assenza di obiettivi nelle ultime gare ha dato spunto a molti tifosi per confrontarsi sui social network, ipotizzando la nuova Inter 2016/2017 e discutendo, troppo prematuramente, sulla posizione di Banega, primo acquisto per la sessione estiva…

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intervista de calò

– No, Banega non può fare assolutamente il trequartista, hai visto quanti pochi gol ha fatto nella sua carriera?

– Per me Banega deve giocare da regista, in mezzo a tutti quei centrocampisti “cagnacci” che ci ritroviamo.

– Banega è un interno di centrocampo, altro giocatore inutile, preso per una posizione già coperta. Brozović è la sua bella copia.

– Banega falso nueve, e la chiudiamo qua.

 

Forse, stiamo esagerando. È vero che a questo campionato l’Inter ha ormai poco da chiedere, che la delusione lasciata dal mancato accesso al preliminare di Champions può essere dura da digerire e spinge a guardare avanti anche prima del dovuto, ma ciò non giustifica le conclusioni affrettate sulla squadra che Ausilio sta cercando di costruire, da tempo, per la prossima stagione, né tantomeno sui singoli giocatori. A Milano, i nuovi acquisti sono sempre osservati con scetticismo dal pubblico nerazzurro, pronto ad evidenziarne i limiti e le prime prestazioni al di sotto delle aspettative, ma bocciare un acquisto ancor prima che esso diventi ufficiale pare francamente assurdo. Sui social network, nella giornata di oggi, si è parlato molto di Éver Banega, calciatore argentino del Siviglia che – se la clausola anti rinnovo di circa un milione di euro verrà pagata – diventerà nerazzurro a inizio estate. Traendo spunto dalla partita di ieri sera tra Shaktar Donetsk e Siviglia, molti hanno esaltato la prova dell’argentino, ma hanno anche cercato di inquadrarlo tatticamente e di sistemarlo nell’Inter 2016/2017. C’è però un dettaglio: qualcuno ha idea di come sarà la squadra nerazzurra tra qualche mese?

Come è stato ultimamente evidenziato, sicuramente la compagine allenata da Mancini ha finalmente un’anima, uno zoccolo duro di giocatori che, puntellato con qualche buon elemento, può diventare una squadra competitiva. Ciononostante, è azzardato bocciare o promuovere un acquisto adesso, senza sapere quali saranno gli altri dieci che lo affiancheranno in campo, quale modulo verrà utilizzato e magari, sebbene Mancini non sembri intenzionato ad andarsene, chi allenerà questa squadra. Senza che il mercato abbia preso il via, e magari portato le prime ufficialità di qualche cessione o acquisto, tutte queste ipotesi sembrano inutili e ogni ragionamento lascia il tempo che trova.
Chi può dire che Brozović non verrà ceduto?
E se poi arrivasse un trequartista puro, o un mediano
da far giocare davanti alla difesa?
Siamo sicuri che giocheremo con il trequartista e che non si insisterà sul 4-3-3 come modulo di base?
Ci si potrebbero porre decine di domande retoriche del genere, a dimostrazione dell’aleatorietà del discorso.

Quanto a Banega, se proprio se ne vuole parlare in anticipo, c’è poco da dire. L’estro del centrocampista argentino è abbastanza noto, i colpi non gli mancano e, in un centrocampo muscolare e meno tecnico come quello nerazzurro, rappresenta una soluzione differente e, per questo, importante. Dal punto di vista economico, poi, andiamo ancora meglio: se il ragazzo pagherà davvero la clausola anti rinnovo, l’Inter si aggiudicherà a parametro zero un calciatore di esperienza internazionale, non abbastanza giovane da rappresentare una scommesse né troppo vecchio per considerarsi finito. L’incognita, su di lui, è a livello disciplinare. In Spagna, Banega ha dimostrato un carattere particolarmente vivace e nel 2011, per esempio, fece notizia lo screzio avuto coi tifosi del Valencia per via di una foto con la maglietta del Real Madrid. A ventisette anni, Éver Banega giungerebbe comunque a Milano in quello che è il momento migliore per un calciatore, quando l’esperienza accumulata è sufficiente ma il fisico regge ancora i ritmi di un campionato competitivo. Questo è quello che conta, piuttosto che la posizione occupata in un centrocampo, o una squadra, che ancora deve delinearsi con precisione. E di questo dovremo, se tutto andrà bene, ringraziare Piero Ausilio, capace di battere la concorrenza delle altre squadre italiane e di preparare un’operazione ottima anche per il capitolo Fair Play Finanziario, dimostrandosi ancora una volta attento e – forse – sottovalutato rispetto ad altri colleghi di fama migliore.

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