Focus – Gagliardini, la Juventus e i like: ma sul serio?

Focus – Gagliardini, la Juventus e i like: ma sul serio?

Una riflessione sulle polemiche riguardanti la presenza di Gagliardini allo Juventus Stadium e il suo “Mio piace ” alla foto di Bonucci su Instagram: sono davvero questi i problemi su cui focalizzarsi?

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Come conda non ci fossero questioni ben più importanti di cui parlare, con un’Inter ancora lontana dalla Champions League e in lotta per l’Europa League, i tifosi nerazzurri hanno deciso di scatenare una discussione riguardante le azioni di Gagliardini, a loro detta oltraggiose e per qualche motivo inaccettabili. Il giovane centrocampista, a cui erano bastate le prime presenze per passare da strapagato a nuovo idolo e panacea di tutti i mali, si è ritrovato a subire un altro cambio di etichetta, venendo accusato da una frangia di sostenitori dell’Inter di essere filo-juventino, o comunque esageratamente compiacente verso la Juventus e i suoi giocatori.

SPETTATORE SCOMODO  I terribili gesti di cui il centrocampista bergamasco sarebbe colpevole sono principalmente due, a cominciare dalla presenza in tribuna allo Juventus Stadium in occasione di Juventus-Barcellona, andata dei quarti di finale di Champions League. Per quale motivo un giocatore dell’Inter, acerrima rivale della Juventus, dovrebbe andare ad assistere alla partita di quest’ultima? Tanto per cominciare, si parte dal presupposto che un giocatore dell’Inter può assistere a partite della Juventus in Champions League, mentre non può fisicamente avvenire il contrario, dal momento che i nerazzurri non si qualificano alla competizione da cinque stagioni. In secondo luogo, nessuno sembra aver provato a riflettere sulla provenienza e sul recente passato di Roberto Gagliardini: posto che non ci sarebbe stato nulla di strano e obiettabile nello scorgere in tribuna un giocatore più affermato o abituato a palcoscenici simili, come ad esempio Miranda, è assurdo che si critichi la scelta del centrocampista nerazzurro. Forse dimentichiamo che la stagione scorsa del numero 5 nerazzurro è stata a cavallo tra una prima parte in Serie B, al Vicenza, e una seconda tra le panchine e le tribune dell’Atalanta, con una sola partita disputata. Pensandoci, non è così assurdo che Gagliardini possa avere il genuino desiderio di assistere a una partita di Champions League, specie se aggiungiamo anche la presenza in campo di diversi suoi compagni di Nazionale (altro mondo nuovo per lui), e quella in tribuna, al suo fianco, di Leonardo Spinazzola, prossimo sì a vestire la maglia della Juventus, ma anche ex compagno di squadra del Gaglio nell’Atalanta. Come se non bastasse, veniamo agli avversari della Juventus: c’è davvero chi fa sul serio, nel biasimare un ragazzo di 23 anni che va allo stadio per veder giocare gente del calibro di MessiNeymar, Iniesta e tutti gli altri campioni del Barcellona, contro i suoi compagni di Nazionale e insieme ad un amico?

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A sinistra, Roberto Gagliardini sulle tribune dello Juventus Stadium; a destra il “Mi piace” incriminato

GALEOTTO FU IL LIKE E CHI LO MISE – La seconda polemica è anche più assurda della prima e riguarda parzialmente lo stesso argomento. Dopo il ritorno dei quarti di finale di Champions League, Bonucci ha pubblicato su Instagram una classica foto dei festeggiamenti nello spogliatoio, dopo la qualificazione ottenuta con il pareggio a Barcellona. Apriti cielo. Ai tifosi nerazzurri non è proprio andato giù quel “Mi piace” di Gagliardini, visto come un segno di appoggio alla Juventus e di felicità per il passaggio del turno. Tralasciando il fatto che il centrocampista nerazzurro potrebbe provare antipatia per il Barça o simpatizzarne le rivali spagnole (ma questo non ci è dato sapere), il focus deve essere posto sul mezzo social in generale. Non è possibile fossilizzarsi su delle azioni così immediate, quotidiane, banali e ormai sempre più vuote di significato. Non nel 2017 e non dopo diverso tempo che i social caratterizzano la vita di tutti i giorni. Leonardo Bonucci è un compagno di Nazionale di Roberto e fa parte di una squadra che ha battuto il Barcellona, motivo per cui Gagliardini ha tutto il diritto di mettere mi piace a una sua foto mentre festeggia, specie se insieme ad altri azzurri come Chiellini, Buffon, Barzagli. Sicuramente un giocatore più esperto, militante nell’Inter da diversi anni, avrebbe potuto analizzare meglio il momento e – forse – evitare il gesto, ma questa morbosità nel voler censurare una quotidiana azione da social rasenta il ridicolo. È il momento di abituarsi, di smettere di dare peso a ciò che non lo ha e di fare i conti con la volatilità dei social e la loro intrinseca leggerezza. L’unico fattore che allevia leggermente le colpe dei tifosi che istericamente si sono arrabbiati per questa vicenda è il ruolo della stampa, sempre fondamentale in questioni simili. In un paese come il nostro, dove il ruolo del giornalismo e soprattutto di quello sportivo è costantemente oggetto di critiche, sarebbe opportuno riflettere sull’utilità dei polveroni costantemente sollevati con notizie di tale frivolezza e inutilità. La spinta in questa direzione deve però inevitabilmente partire dai tifosi, mai abbastanza maturi e compatti nell’ignorare polemiche irrilevanti e nell’accorgersi dell’inconsistenza di certi argomenti.

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