Il punto di Ermes – Dalle plusvalenze e Joao Cancelo a Rafinha e gli acquisti: cosa dobbiamo aspettarci adesso

Il punto di Ermes – Dalle plusvalenze e Joao Cancelo a Rafinha e gli acquisti: cosa dobbiamo aspettarci adesso

Nuova rubrica a cura dell’opinionista televisivo e youtuber interista Ermes Massignani che risponde alle domande dei tifosi nerazzurri

di Redazione Passione Inter

di Ermes Massignani

Bilanci, nuovi acquisti, soluzioni tattiche. Corre veloce l’estate dell’Inter e dei suoi tifosi che sui social fanno i conti, propongono nomi sul mercato e fantasticano su quella che sarà la formazione per affrontare la prossima stagione di Serie A e Champions League. Ma con tanti punti interrogativi, incertezze e qualche lacuna che proveremo a colmare. In questo nuovo spazio, andiamo a raccogliere quelle che sono le domande più ricorrenti tra i fan di fede nerazzurra cercando di fornire loro una risposta chiara ed esaustiva. Ecco i temi caldi di questa settimana trattati da Ermes Massignani, opinionista televisivo e uno degli youtuber interisti più apprezzati dai fan nerazzurri.

Plusvalenze: com’è riuscita l’Inter a sistemare i conti entro il 30 giugno senza cedere un big?

Andavano recuperati 40 milioni di plusvalenze per chiudere in pari il bilancio e le soluzioni erano o cedere un big, soprattutto Icardi o Skriniar, oppure piazzare una serie di cessioni di giovani o seconde linee che pesavano zero (o quasi) a bilancio e quindi rappresentavano plusvalenze pure. Si è proceduto seguendo la seconda strada e cedendo nello specifico Radu (7 milioni di plusvalenza), Valietti (7), Bettella (7), Zaniolo (3), Bardi (1), Odgaard (4), Manaj (2), Carraro (5), Kondogbia (3), Nagatomo (3), Santon (8,3), Biabiany (circa 1). Sottolineiamo però che su buona parte di questi giovani è stata inserita la clausola di riacquisto, quindi non sono tutti persi ma ci garantiscono del liquido subitaneo, che è quello che ci serviva per apparare il bilancio ed evitare nuove sanzioni, con la possibilità poi di riprenderli in futuro. La società è stata brava a tenere tutti i big. La politica di Suning è chiara: non indebolire la squadra, ma farla crescere progressivamente. 

In termini di bilancio, è necessario il sacrificio di un big oppure adesso c’è la forza economica per trattare solo a cifre irrinunciabili?

No, non c’è bisogno di alcun sacrificio adesso. A meno che non arrivino offerte veramente clamorose (per Skriniar, ad esempio, superiori agli 80 milioni mentre per Icardi fino al 15 luglio è attiva la clausola da 110), allora a quel punto lì ogni discorso cade. Ma l’Inter ha sicuramente la forza per cedere quando ed alle cifre che vuole perché non ha bisogno di capitali per fare mercato in entrata. Anzi, proprio per il discorso delle restrizioni nelle liste Uefa non ha senso fare ora tante acquisizioni a titolo definitivo e quindi per questo bilancio, anche facendo buoni colpi, non avremo un peso imponente e dunque non servono chissà quali cessioni. L’unico tra i titolari che al momento metto come possibile partente è Vecino. Poi si proverà a cedere giocatori fuori dal progetto che facevano parte dell’ultima lista Uefa come Eder, Candreva e Pinamonti. E poi c’è il nodo Joao Mario: non era in lista, ma se venduto bene si potrebbe inserire come secondo selected player al posto di Caprari venduto a 15 alla Sampdoria. In questo modo si cercherà di creare altro spazio per i nuovi arrivati in ottica Champions League.

Che tipo di operazioni dobbiamo aspettarci da qui a fine mercato: acquisti mirati o possiamo sognare un grande colpo?

Molto semplice. Un’ala destra (Malcom il prescelto), un terzino destro (penso Vrsaljko ma ci sono anche gli altri nomi) ed a centrocampo probabilmente Dembélé. Poi bisogna vedere se esce Vecino, e nel caso potrebbe arrivare un altro insieme a Dembélé. Tranne il belga del Tottenham, gli altri saranno colpi in prestito oneroso con diritto di riscatto. Questo per tutta una serie di situazioni legate soprattutto alle liste Uefa. Ma non dimentichiamoci che stiamo chiudendo un mercato di investimenti veramente importanti. Contando i valori effettivi (quindi tra cash e contropartite) degli affari conclusi, tra Nainggolan, Malcom, Politano, Dembélé, Lautaro Martinez e gli altri si viaggia verso una sessione di acquisti da quasi 200 milioni. È un mercato serio, c’è poco da dire. Ma allo stesso tempo non molto impattante per il tipo di formule con cui si opera.

Rafinha-Joao Cancelo: i mancati riscatti sono stati scelte tecniche o esigenze di bilancio?

Diciamo che volendo si potevano riscattare sia Joao Cancelo che Rafinha, però non c’era abbastanza spazio nel bilancio e l’Inter sarebbe stata davvero con l’acqua alla gola ed avrebbe dovuto vendere tantissimo. Sarebbe stato veramente un rischio. I dirigenti sono arrivati alle cifre richieste dall’Uefa solo negli ultimi giorni, prendendo anche Cancelo avrebbero dovuto cedere ancora altri tasselli importanti. Il Valencia, inoltre, aveva bisogno di soldi subito da mettere nel loro bilancio e quindi la Juve era per forza di cose favorita visto che la disponibilità immediata a spendere. Per quanto riguarda Rafinha, il riscatto si poteva fare. Vero che con Nainggolan hai messo dentro delle contropartite facendo plusvalenze, però Rafinha a bilancio pesa meno e quindi magari si poteva acquistare trovando poi altri acquirenti per Zaniolo in Italia. Ma evidentemente è stata fatta una scelta in parte tecnica: Spalletti tra Nainggolan e Rafinha ha scelto Nainggolan. Che ci siano stati i vantaggi di cui abbiamo parlato con le contropartite cedute alla Roma è vero, ok, però questo bilancia il fatto che Nainggolan a livello di ammortamento pesa più di Rafinha. È stata quindi una scelta soprattutto tecnico-tattica.

L’arrivo di Nainggolan a questo punto esclude il ritorno di Rafinha?

L’arrivo di Nainggolan esclude probabilmente l’arrivo di Rafinha. Non possiamo spendere per Rafinha, questo è il sunto. I soldi che l’Inter ha ancora disponibili serviranno per altri giocatori titolari, mentre Rafinha adesso arriverebbe per fare la seconda scelta dietro Nainggolan, appunto, che il centrocampo sarà formato dal belga trequartista, Brozovic dietro ed un mastino al suo fianco. I soldi vanno spesi prima per i titolari, quindi gli esterni destri e Dembélé. Mi viene da pensare che ormai sia perso, a meno che il Barcellona, se non trova altri acquirenti, non accetti ancora una volta un prestito molto basso con diritto di riscatto. Ma questa è l’ultima spiaggia per il Barcellona e la reputo abbastanza distante. L’alternativa altrimenti è vendere Vecino però non prendi Dembélé, ma mi pare dura.

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