FOCUS – Brutti, cattivi e fortunati: la strada è quella giusta

FOCUS – Brutti, cattivi e fortunati: la strada è quella giusta

L’Inter continua a collezionare vittorie, dando l’impressione di essere una squadra molto solida. Da più parti però la Beneamata riceve numerose critiche: la “colpa” dei nerazzurri sarebbe quella di giocare male e avere solo fortuna. Nel frattempo nell’ambiente interista c’è una parola che molti non osano pronunciare: “Scudetto”. Sognare è lecito o la vittoria del campionato rischia di restare un’utopia?

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Dopo le sconfitte rimediate nella tournée cinese e i k.o. collezionati nel Trofeo Tim, per buona parte degli addetti ai lavori, dei media e dei tifosi in generale, la stagione dell’Inter poteva dirsi conclusa prima ancora di cominciare.
Per alcuni giorni il “calcio d’agosto” pareva essere diventato un giudice insindacabile, non c’erano margini di ripresa. La squadra era stata costruita senza logica, Mancini era inadeguato e continuava a chiedere calciatori che non sarebbero stati utili alla causa (Felipe Melo), mentre le altre compagini viaggiavano a vele spiegate grazie ad amichevoli vinte a ripetizione.
Per fortuna però è arrivato il momento di fare sul serio, è iniziato il campionato e finalmente ci siamo confrontati con impegni ufficiali. È terminato il tempo di quelle inutili amichevoli che non sono mai state importanti ai fini della valutazione di una squadra e mai lo saranno.
5 vittorie in altrettante partite, punteggio pieno e primato in classifica. Questo è il rullino di marcia della nuova Inter di Roberto Mancini. I risultati dovrebbero, almeno sul piano teorico, portare ad elogiare l’operato del tecnico di Jesi, capace di assemblare in pochissimo tempo una squadra solida e dannatamente concreta.

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La realtà però è un’altra: in questo momento in Italia sembrano essere diventati tutti esteti del gioco. Si parla solo di un’Inter brutta, di una squadra che gioca male e che crea poco.
In altre annate, conquistare vittorie con un semplice 1-0 veniva accolto come un sintomo evidente di “grande squadra”. Senza scomodare infatti il Milan di Capello, basti pensare alla Juventus dei record di Antonio Conte: due stagioni fa i bianconeri conquistarono il campionato, collezionando 102 punti, vincendo moltissime partite con il minimo scarto.
Allora si parlava di squadra schiacciasassi, solida, con una difesa imperforabile, e nessuno si preoccupava del fatto che non esprimesse un calcio champagne. Giustamente contava poco, soprattutto in Italia dove quasi mai hanno vinto squadre che davano spettacolo.
Ora però, sembra quasi che le vittorie con il minimo scarto valgano meno, la concretezza e la solidità paiono diventati dei difetti.

Le chiacchiere però le porta via il vento, quel che rimane sono i punti conquistati sul campo e la sensazione di avere finalmente un gruppo che rema compatto nella stessa direzione.
Chiaramente molti aspetti si possono e si devono migliorare, ma quel che fa essere molto fiduciosi è il fatto che questa Inter ha ancora enormi margini di miglioramento.
È proprio questo potenziale ancora inespresso che sta cominciando a far circolare nell’ambiente nerazzurro una parola che pare quasi impronunciabile: “Scudetto“.
Questa semplice parola di 8 lettere però è ampiamente utilizzata da tutti coloro che non fanno parte del mondo Inter. Infatti chi in estate parlava di una squadra imbarazzante, è stato abile nel mettere in atto un cambio di atteggiamento repentino, ritenendo ora che i nerazzurri debbano necessariamente competere per vincere lo scudetto.
Chiaramente tutto ciò è finalizzato a mettere pressione sull’Inter e su Mancini, quando invece, come spesso accade, la verità sta nel mezzo: in questo momento è folle parlare di un’Inter che lotterà sicuramente per lo scudetto, ma è altrettanto folle precludersi questo traguardo.
Per ora sappiamo di avere una squadra molto più competitiva rispetto al passato, ma non sappiamo ancora quanto. Non sappiamo quale evoluzione avranno alcuni calciatori, non possiamo prevedere se ci saranno infortuni o meno, non sappiamo se la Roma (sulla carta la vera favorita) spiccherà il definitivo volo, o se la Juventus risorgerà una volta per tutte e riuscirà a tornare sui livelli degli ultimi campionati.

icardi

Per ora sappiamo poco o nulla, ma proprio per questo non possiamo precluderci nessun traguardo.
Una cosa però possiamo dirla, magari anche a bassa voce: dopo molti anni, ogni tifoso della Beneamata si è realmente chiesto, almeno una volta, se questa squadra è davvero da scudetto ed il solo chiederselo rappresenta un passo in avanti davvero importante.
Si dovrà dunque trovare il giusto equilibrio tra “l’Inter deve necessariamente vincere lo scudetto” e “l’Inter non può assolutamente competere per vincere il campionato”. D’altronde va ricordato come spesso realismo e ambizione siano due facce della stessa medaglia.

P.S. Finora la società sul mercato e la squadra in campo hanno risposto presente. È il momento che anche i tifosi nerazzurri rispondano presente. Domenica contro la Fiorentina dovrà esserci il pubblico delle grandi occasioni. Sognare è bello, ma farlo INSIEME lo è ancor di più.

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