FOCUS – Pazza, unica, semplicemente EPICa. Ora caccia ad un’altra rimonta…

FOCUS – Pazza, unica, semplicemente EPICa. Ora caccia ad un’altra rimonta…

Un’impresa sfiorata, una partita epica. Cosa resta dopo Inter-Juventus? Cerchiamo di capirlo insieme.

Il giorno dopo fa male, anzi malissimo. Uscire ai rigori contro la Juventus, dopo essersi resi protagonisti di una partita assolutamente straordinaria è difficile da accettare. Nessuno interista era preparato a vivere un’ulteriore cocente delusione. Proprio così, perché ammettiamolo: chi ieri sera era seduto davanti alla tv o si trovava allo stadio, aveva la tranquillità di chi sapeva di non aver molto da perdere, visti i tre gol che i bianconeri ci avevano rifilato allo Juventus Stadium. L’unica speranza – sicuramente lecita – era che i calciatori disputassero una partita piena di orgoglio, lontana parente dall’inguardabile prestazione offerta pochi giorni prima proprio contro i Campioni d’Italia.

Brozovic

 

 

Eppure ci sbagliavamo, non ci siamo fidati dell’Inter, non ci siamo fidati della nostra storia. Se esiste al mondo una squadra che ha nel proprio DNA imprese di questo genere, questa squadra è sicuramente l’Inter.
La partita contro la Juventus ha fatto ricordare a molti di noi (semmai qualcuno se ne fosse dimenticato) cosa significa essere interisti: per noi nulla è impossibile, abbiamo qualcosa di speciale che ci distingue da qualsiasi altro club al mondo, che ci fa essere diversi, non una squadra come tante altre, ma una centrifuga di emozioni, orgoglio, passione, appartenenza e pazzia, un cocktail che rende la nostra amata Inter portatrice sana di fascino ed imprevedibilità.
La sfida disputata ieri sera a San Siro è stata la classica favola alla quale è mancato il lieto fine, un finale strappalacrime che onestamente l’Inter meritava e che la lotteria dei calci di rigore le ha immeritatamente negato.

Inter-Juventus però sembra aver riacceso l’entusiasmo intorno alla squadra, sembra aver alimentato nuovamente la fiammella della speranza. Ieri sera si è avuta la dimostrazione che l’Inter non è quella degli ultimi due mesi.
Di certo non è quella della prima parte della stagione, capace di rimanere in testa al campionato per molto tempo, ma allo stesso tempo, non può essere quella rinunciataria, smarrita e indolente delle ultime settimane. L’enorme prestazione fornita deve rappresentare un nuovo inizio: Inter-Palermo dovrà essere la prima partita di un nuovo campionato.

Eder

Quello che la squadra ha fatto ieri sera non dovrà restare un semplice episodio, quella vissuta al Meazza non dovrà essere bollata come la serata dell’orgoglio interista, fine a se stessa. Dovrà trasformarsi in un trampolino di lancio per il futuro, altrimenti sarà stato tutto inutile.
Per qualche settimana cerchiamo di dimenticare gli ultimi due mesi, cerchiamo di non ricordare la miriade di occasioni perse, i tanti punti gettati dalla finestra. Avremo molto tempo per dilaniarci e per fare processi. Ora però, l’obiettivo deve essere quello di alimentare quella fiammella di entusiasmo che si è riaccesa, coltivare la speranza di centrare quel benedetto terzo posto che tanto sarebbe importante per le sorti della nostra Inter.
Da una rimonta fallita, ma sfiorata, concentriamoci su un’altra rimonta, questa volta più semplice: quella di recuperare 5 punti a Fiorentina e Roma in 11 giornate. Per chi nella propria storia è abituato a realizzare o a sfiorare imprese leggendarie, recuperare 5 punti di svantaggio non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile.
L’importante sarà crederci, proprio come abbiamo fatto ieri sera. Crederci fino a quando sarà possibile, anzi, anche quando sembrerà quasi impossibile come alla vigilia di Inter-Juventus.

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