Focus – Il rinnovo di Nagatomo fino al 2019: cause, aspettative, pregi e difetti

Focus – Il rinnovo di Nagatomo fino al 2019: cause, aspettative, pregi e difetti

Nella giornata di oggi, è stato reso ufficiale il rinnovo di Yuto Nagatomo con l’Inter: il giapponese ha firmato fino al 2019. Qualche riflessione su questa operazione, con i possibili vantaggi e le implicazioni che porta con sé…

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nagatomo rinnovo 2019

Dopo che se ne vociferava da mesi, questa mattina è stato ufficializzato il rinnovo di contratto che Yuto Nagatomo ha concordato con l’Inter. Fino ad oggi, le ipotesi più verosimili parlavano di un biennale con opzione per il terzo anno, mentre le carte firmate dal giapponese riportano un prolungamento di tre anni, rimandando la scadenza di quest’estate a giugno 2019. Quest’operazione, che sui social ha spaccato i tifosi della Beneamata e offerto assist ai non nerazzurri per battute e sfottò, permette un ragionamento più ampio, sia sul rinnovo stesso a Nagatomo, sia sulle ambizioni e sul progetto dell’Inter.

Per iniziare, la durata del contratto proposto e accettato dal giapponese sembra far decadere l’ipotesi di un rinnovo studiato a tavolino per poter vendere il terzino ed ottenere una plusvalenza, piuttosto che perderlo a parametro zero. Se questa fosse stata l’unica intenzione della società, probabilmente avremmo assistito ad un prolungamento annuale, magari con opzione sul secondo, mentre sembra esagerato un contratto di tre anni per un giocatore che si vuole vendere a ogni costo. Sicuramente, verrà ascoltata ogni offerta, potendo pretendere una cifra utile per fare una piccola plusvalenza che, di questi tempi, farebbe comunque bene alle casse nerazzurre. In ogni caso, un rinnovo così lungo rappresenta un’arma a doppio taglio: se, da un lato, può legittimare richieste superiori, dall’altro potrebbe allontanare acquirenti meno facoltosi e interessati a lui più come occasione in scadenza che come acquisto per cui spendere soldi quanto il suo valore richiede. Secondo transfermarkt, a proposito, il valore del cartellino del giapponese è di sei milioni di euro, cifra a cui l’Inter non dovrebbe esitare, accettando anche di incassare un paio di milioni in meno e realizzando comunque plusvalenza. Il fatto che il suo stipendio verrà ritoccato – si parla di un aumento da 1,3 a 1,5 milioni annui – conferma ulteriormente come il rinnovo non sia stato fatto come mossa in ottica cessione, o quantomeno come questo non sia stato il motivo principale.

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Per quanto concerne l’aspetto tecnico, non è eresia dire che Nagatomo non rappresenti, per livello, il terzino titolare ideale di una squadra che vuole giocarsi una Champions League o i primi posti in campionato. Dopo qualche anno da quasi titolare fisso delle varie Inter del post Triplete, sembrava arrivato il momento, per il giapponese, di accettare di diventare un sostituto, un buon rincalzo, ma nulla di più. Invece, qualche buon exploit come quello di Inter-Roma, partita in cui il giapponese annullò Momo Salah, e la forma altalenante di tutti i suoi compagni di ruolo hanno permesso a Yuto di collezionare un buon numero di gettoni anche nella nuova squadra di Roberto Mancini, convinto a premiarlo con il rinnovo, di comune accordo con la società. Se c’è qualcosa che bisogna riconoscere al Samurai nerazzurro è la sua infinita dedizione alla causa: come ogni giapponese che si rispetti, Nagatomo ha una visione sacra del lavoro e dell’impegno, si mette sempre al servizio della squadra, accetta eventuali panchine e non rappresenta mai un problema nello spogliatoio, divenendo, anzi, spesso un ingrediente per amalgamare il gruppo, con la sua simpatia. Lungi dal voler affermare che impegno e simpatia siano credenziali sufficienti per ottenere un rinnovo e un adeguamento di stipendio, possiamo comunque ipotizzare che anche queste caratteristiche abbiano pesato sulla decisione finale riguardo a Yuto. Considerando inoltre il momento storico dell’Inter e la questione fair play finanziario, che parrebbe non permettere di esercitare il riscatto di Alex Telles (fissato a 8,5 milioni, ndr), sembra difficile ipotizzare l’acquisto di un sostituto del giapponese a un prezzo vantaggioso per rispettare i parametri imposti dall’UEFA. Ipotizzando dunque un buon acquisto su una delle due fasce, o un eventuale acquisto a titolo definitivo del terzino brasiliano, Nagatomo potrebbe diventare un buon rincalzo per i futuri titolari, accettando con la sua filosofia anche lo status di riserva.

Per concludere, l’ultimo dettaglio da non sottovalutare assolutamente riguarda il mercato asiatico. Può sembrare qualcosa di intangibile, come un mantra per convincere i detrattori del giapponese ad accettarne la permanenza all’Inter, ma la società ha sicuramente ragionato sull’impatto di Nagatomo a livello economico, con gli introiti provenienti dall’Oriente che sono destinati a formare una parte sempre più consistente delle entrate delle società calcistiche. Oltre alla non banale vendita di merchandising, anche l’interesse dei tifosi asiatici è attirato maggiormente da una squadra che può vantare un nipponico tra le sue fila ed evidentemente – non possiamo sapere in che misura – all’azienda Inter farà comodo, in termini economici, trattenere Yuto. Non abbiamo dati per affermare o negare l’ipotesi che segue, ma può anche essere che l’intero stipendio di Nagatomo venga pagato con soldi provenienti dal mercato asiatico: in tal caso, con in mente le premesse di cui sopra sul Fair Play Finanziario, sarebbe stato sbagliato privarsi, senza plusvalenza, di un giocatore che porta alla società una cifra simile a quella che percepisce per il suo lavoro.

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