La stagione di… Ivan Perisic. Il mondiale da protagonista, gli attriti con Icardi e quel sogno chiamato Premier League

La stagione di… Ivan Perisic. Il mondiale da protagonista, gli attriti con Icardi e quel sogno chiamato Premier League

Un viaggio nella stagione del croato che è stata decisamente sotto le aspettative

di Alexander Ginestous, @AGinestous

L’Inter è riuscita a centrare la qualificazione in Champions League per il secondo anno consecutivo e lo ha fatto soffrendo fino all’ultimo come al suo solito. Una qualificazione che è arrivata grazie all’impegno e alla forza di volontà di tutto il gruppo, anche da chi durante la stagione (per un motivo o per l’altro) non è riuscito ad esprimere tutto il suo potenziale.

E’ questo il caso di Ivan Perisic, l’esterno sinistro croato, che ha vissuto quest’anno una stagione decisamente al di sotto degli standard a cui ci aveva abituato nelle prime stagioni in nerazzurro. Diverse le cause: la stanchezza post mondiale, le divergenze con Icardi e quella voglia di partire per tentare nuove esperienze. E questo nonostante a fine anno il suo score personale reciti numeri in linea con le sue precedenti annate: 9 gol e 8 assist in 45 partite giocate. E allora come mai molti addetti ai lavori e soprattutto la tifoseria, hanno bocciato le prestazioni dell’ala di Spalato? Riviviamo assieme la sua stagione.

Estate 2018, un mondiale da protagonista

Perisic

La stagione 2018/2019 di Perisic inizia già nel mese di giugno, quando con la sua Croazia è impegnato nella campagna mondiale di Russia. Sempre in campo nelle sette partite disputate, Ivan è assoluto protagonista della sua nazionale che raggiunge un’incredibile secondo posto inchinandosi in finale solamente davanti alla Francia di Mbappè e compagni. L’esterno contribuisce con 3 gol complessivi, di cui uno in finale del momentaneo – e illusorio – pareggio.

Il bel mondiale è stato però un’arma a doppio taglio per l’Inter: da sempre sul banco dei possibili partenti, il il torneo ha fatto  lievitare il prezzo del suo cartellino, facendo nascere il dubbio alla dirigenza nerazzurra se fosse giusto o meno privarsi di uno dei giocatori più importanti della rosa. Solamente il veto di Spalletti alla cessione fa in modo che Perisic rimanga a Milano, nonostante le molte richieste dall’estero, riconoscendogli nuovamente un ruolo centrale da protagonista nel progetto tecnico di quest’anno.

L’inizio di stagione con il freno tirato

Perisic

L’Inter debutta il 19 agosto al Mapei Stadium di Sassuolo, uscendone sconfitta per 1-0. L’inizio della truppa di Spalletti non è dei migliori: due sconfitte e un pareggio nelle prime 4 uscite stagionali. In queste quattro sfide Ivan va a segno con due gol e un assist, cercando di caricarsi la squadra sulle spalle. Da lì in poi però il giocatore comincia ad avvertire i primi cali fisici, dovuti proprio alle fatiche “mondiali” che gli hanno tenuto impegnato gran parte del periodo estivo, non facendolo di fatto mai riposare veramente.

Per Spalletti però Perisic rimane fondamentale nel gioco nerazzurro. Il tecnico di Certaldo non lo sostituisce quasi mai in campionato, facendoli giocare tutti i 90 minuti in ben 22 occasioni su 34 totali. Esterno di spinta in attacco, la sua dinamicità e il suo atletismo lo aiutano a ricoprire bene la fase difensiva, dando spesso una mano ad Asamoah in copertura e in aiuto. Passano le partite ma Ivan non riesce mai ad essere decisivo sotto porta, fornendo pochi assist, sbagliando spesso la giocata finale e non mostrando mai quelle qualità tecniche che nelle prime due stagioni in nerazzurro lo rendevano spesso immarcabile. Anche in Champions League il suo apporto il fase d’attacco risulta spesso nullo. Contro il Chievo, il 22 dicembre, trova il terzo gol in campionato, troppo poco per chi, come dice lui, sa di essere un top player. E il dubbio sorge spontaneo: non è che abbiamo magari a che fare con un terzino?

Il mercato invernale e quel sogno chiamato Premier

Perisic esultanza Chievo Inter

È vero, c’era una proposta del Manchester United e stavo per lasciare l’Inter. Ma ho deciso di rimanere, come ho detto, per la perseveranza di Spalletti nel farmi giocare un ruolo importante. Ho sempre detto che il mio sogno è giocare in Premier League, nel calcio tutto è possibile, vedremo in futuro. Spero che i tifosi nerazzurri possano capire il mio punto di vista”. Con queste parole a pochi giorni dall’apertura della finestra di mercato invernale di gennaio, Perisic esce allo scoperto definitivamente mettendo ben in chiaro le sue intenzioni per il futuro. Parole che, ovviamente, non vengono gradite dal popolo nerazzurro visto il basso rendimento del croato nella stagione corrente.

Durante il mercato invernale si fa avanti l’Arsenal di Unai Emery che offre un contratto ricchissimo al giocatore da ben 7 milioni netti a stagione. Ivan è ad un passo dall’abbandonare Milano ma l’Inter rimanda al mittente qualsiasi offerta in quanto poco soddisfacenti. L’Arsenal non era mai andato infatti oltre il semplice prestito con diritto di riscatto, una proposta ovviamente neanche presa in considerazione dalla società milanese. Probabilmente però il suo approdo in Inghilterra è solo rimandato di qualche mese.

Il caso Icardi e quelli attriti mai risolti

Perisic Icardi

Un rapporto (forse) mai sbocciato e coperto agli occhi dei tifosi dagli innumerevoli assist forniti in campo negli anni passati. La grande intesa (in campo) tra Perisic e Icardi era stata certificata al termine della scorsa stagione quando i due sono risultati i migliori della rosa per rendimento durante tutto l’anno, realizzando praticamente la metà dei gol totali di squadra, che tradotto voleva dire gran parte dei punti in classifica.

Ma si sa, i giocatori slavi hanno spesso un carattere molto staccato, e anche irascibile. E anche Ivan Perisic è così. Un passaggio chiave della stagione del croato arriva quando Mauro Icardi viene delegittimato dal ruolo di capitano per motivi poco chiari. I tifosi si chiedono il perché di questa scelta, e le prime ricostruzioni non tardano ad arrivare. L’argentino infatti pare non essere mai stato riconosciuto come un vero leader nello spogliatoio, in primis proprio da Perisic seccato dalle continue parole in televisione di Wanda Nara“Dì a tua moglie di smetterla di parlare di me in tv”, sarebbero le parole pronunciate dal croato negli spogliatoi della Pinetina durante un duro faccia a faccia. Una tesi supportata dall’appoggio del cosiddetto “clan slavo”, con Brozovic e Handanovic a dar manforte all’esterno sinistro. Una situazione decisamente irrecuperabile che trova riscontro nel fatto che, dopo il ritorno in campo dell’argentino, i due, a malapena comunicavano tra loro in campo. E anzi, non è passata inosservata ai tifosi, quella “mania” di Perisic a non passare quasi più il pallone a Icardi

Il finale di stagione: addio o nuovo rilancio con Conte?

Perisic

Al termine della stagione, l’Inter riesce a qualificarsi alla Champions League all’ultima giornata grazie alla vittoria per 2-1 a San Siro contro l’Empoli. Il croato chiude il girone di ritorno con 5 gol e 2 assist e, forse, con la testa già lontana da Milano. Gli ultimi rumors di mercato lo vorrebbero inserito come contropartita  per il Manchester United nell’affare che porterebbe in Italia Romelu Lukaku.

Difficile a dirsi in questo momento. Però, se è vero che ogni anno Perisic si ritrovi sulla lista dei partenti, è altrettanto corretto dire che ogni anno per un motivo o per l’altro il giocatore riesce a rimanere in nerazzurro. E quest’anno il motivo potrebbe chiamarsi Antonio Conte. Il nuovo tecnico dell’Inter avrebbe chiesto infatti alla società di trattenere il croato, ideale nel 3-5-2 contiano come esterno a tutta fascia. Un modo per far di nuovo sprigionare quelle qualità fisiche e tecniche che ben avevano impressionato il pubblico di San Siro, e per recuperare mentalmente un giocatore che probabilmente può ancora dire la sua con la maglia nerazzurra.

FLOP 5 – I peggiori nerazzurri del 2018/19: Dalbert oggetto misterioso, Icardi e Perisic tradiscono

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy