ESCLUSIVA – Alessio Stigliano (The Show): “Mi è dispiaciuto vedere Icardi quasi in lacrime. Fiducia in Spalletti e Marotta”. E su San Siro…

ESCLUSIVA – Alessio Stigliano (The Show): “Mi è dispiaciuto vedere Icardi quasi in lacrime. Fiducia in Spalletti e Marotta”. E su San Siro…

Il membro del duo che ha spopolato su Youtube e che conta 2,6 milioni di iscritti ai microfoni di Passioneinter commenta il caso Icardi, la vittoria schiacciante sul Genoa e fa il punto sul futuro di San Siro

di Raffaele Caruso

“Inter Show”: è questa la formula forse più adatta da utilizzare se dovessimo descrivere la prestazione fornita dalla squadra nerazzurra di Luciano Spalletti ieri sera al Marassi di Genova. Uno 0-4 schiacciante, una vittoria voluta dal primo istante e mai messa in discussione durante i 90 minuti: la giusta occasione per festeggiare il ritorno in campo e il ritorno al gol di Mauro Icardi.

Così la redazione di Passioneinter.com ha deciso proprio di rivolgersi ai… The Show! Lo abbiamo fatto intervistando Alessio Stigliano, membro del duo che ha raggiunto una grande popolarità sul web grazie a scherzi ed esperimenti sociali e in televisione con la vittoria di Pechino Express e che attualmente sul proprio canale YouTube conta circa 2,6 milioni di iscritti.

Alessio però è anche un grande tifoso nerazzurro, si reca sempre a San Siro per seguire la squadra da vicino e da un paio di settimane ha deciso per pura passione di dedicarsi anche su Youtube (sul suo canale personale: Alessio Stigliano) ai colori nerazzurri fornendo la propria analisi riguardo alle tematiche principali di casa Inter.

Alessio, una vittoria bella e netta che finalmente scaccia un po’ i fantasmi e dà respiro alla classifica. Come hai visto la squadra ieri sera? Cosa ne pensi della prestazione fornita dai nerazzurri?

“Ero molto curioso prima del match, per svariati motivi. Soprattutto per il rientro di Mauro Icardi all’interno della squadra. C’erano delle dinamiche che erano belle da scoprire. Qui ci sono dei milanisti davanti a me che mi fanno dei gestacci mentre parlo, ma sicuramente siamo stati bravissimi a sfruttare l’occasione per allungare sul Milan e sulle dirette concorrenti per la lotta Champions. Ho visto una bella partita, la inserisco di certo nella top 3 delle prestazioni migliori del campionato. Abbiamo giocato benissimo, anche se il Genoa è rimasto in 10 dopo pochi minuti”.

Ovviamente il ritorno di Mauro Icardi è il tema attorno al quale ha ruotato la partita di ieri e ruota tutto il presente nerazzurro…

“Per quanto posso essere stato arrabbiato con lui, per tutti i suoi comportamenti che hanno provocato instabilità nell’ambiente Inter, mi è dispiaciuto vederlo così. A me è sembrato, da diverse inquadrature, di vederlo con le lacrime agli occhi mentre giocava. La Curva ha mantenuto la sua promessa, quella di non riconoscerlo come un giocatore dell’Inter e umanamente mi è dispiaciuto tanto. E’ un ragazzo di 25 anni, deve ancora diventare un uomo”.

Che idea ti sei fatto dell’intera vicenda?

“La posizione è la stessa. Penso che i tifosi non conoscono le vere dinamiche. La società si è espressa, la sua procuratrice anche ma non potremo mai sapere la verità assoluta perché sono anche cose private. Io penso che ci siano state solo delle mancanze di rispetto da parte di Icardi e del suo entourage nei confronti della società. C’è da riconoscere che è un centravanti comunque bravo, che fa movimenti pazzeschi. Ieri si muoveva come un pazzo. Anche Lautaro è un grande attaccante. Ma come si dice, l’Inter rimane e i giocatori cambiano. Io spero che tutti quelli che vestono quella maglia, abbiano tutti la stessa voglia di dimostrare all’Inter e all’intero mondo quanto valgono. L’Inter è un top club europeo, con una storia importante e con una delle tifoserie più calde d’Europa”.

Sul web tu e Alessandro siete i numeri uno per quanto riguarda le candid camera. Ieri nel video da te pubblicato a fine partita, hai parlato di un Genoa-Inter che si avvicina ad una commedia ai limiti della fantascienza. Usando il linguaggio dei The Show, potremmo dire che vedere Perisic che abbraccia Icardi o assistere alla doppietta di Gagliardini può essere una bella trama proprio tipica di una candid camera. No?

“Esattamente. Sì, l’ho definita una commedia perché a tutti gli effetti quella andata in scena ieri è una commedia. Dopo una tempesta, il litigio tra Icardi e Perisic si è risolto con questa vena poetica anche se poi non sappiamo se c’è stato per davvero. E poi il termine fantascienza esclusivamente per la doppietta di Gagliardini. A me dispiace per lui, è sempre criticato quando gioca a San Siro. Mi immagino il povero padre di Gagliardini sugli spalti che sente tutti questi insulti verso il proprio figlio. Ieri sarà stato sicuramente felice. Comunque sono contento per lui, è un bravo ragazzo. Ed è uno dei pochi che rappresenta l’Inter in Nazionale. Quando vede il Genoa si scatena”.

Voi dei The Show avete girato un video fuori a San Siro intitolato: “Le 20 frasi da non dire da un interista prima del derby”. Se tornassi ora magari un’altra certamente da non poter dire ad un tifoso dell’Inter oggi è: ”Icardi è il vero capitano dell’Inter”. Cosa ne pensi di questa diatriba tra la Curva Nord e come te lo aspetti San Siro domenica sera?

“Domenica pomeriggio penso che la Curva riserverà lo stesso trattamento fornito ieri. La fascia da capitano tolta? L’Inter sarà stata spinta da alcune ragioni, altrimenti la dirigenza non lo avrebbe mai fatto. Su questa però voglio dire una cosa. Handanovic è uno che se la merita alla grande. In questi anni l’Inter non ha certamente brillato, nonostante questo lui ogni volta ci ha messo del suo ed è rimasto qui. Quando lo vedevo giocare con Rocchi, Schelotto e Kuzmanovic pensavo: ‘Ma chi glielo fa fare?”. Potrebbe giocare in qualsiasi squadra, per me è un fenomeno tra i pali. Dobbiamo continuare a costruire la squadra e Handanovic deve essere un punto fermo”.

E sul futuro di San Siro che idea ti sei fatto? Meglio rimanere lì o costruirne uno nuovo?

“Questo tema mi è molto caro perché io ho studiato architettura. San Siro rappresenta per la storia di Milano, un monumento e un punto saldo. Io sono sempre per la riqualificazione per svariati motivi, non per la costruzione di nuove cose. Però ci sono altre problematiche da dover fronteggiare. Dove giocherebbe l’Inter in caso di ristrutturazione di San Siro? Una soluzione così potrebbe essere quella di costruire un nuovo stadio e parallelamente una riqualificazione di San Siro che potrebbe diventare altro, tipo un impianto per soli concerti. Come ha detto Sala, sarebbe un dispiacere buttare giù San Siro. E’ anche vero però che in Inghilterra questa prassi va avanti da anni. E’ come quando dai via la prima macchina, sei affezionato e hai vissuto un sacco di esperienze. Ti dispiace ma ora come ora, come ha insegnato la Juventus in Italia, serve a livello di marketing uno stadio di proprietà. Altrimenti si rimane negli anni 80′ e 90′, dove il modello di business era tutt’altro. Ora sul canale dei ‘The Show’ uscirà un nuovo video, dopo le frasi da non dire ad un milanista e ad un interista, con le frasi da non dire ad un tifoso juventino. Abbiamo girato all’Allianz Stadium, è un’altra struttura. Un altro modo di concepire lo stadio. L’ho trovato più adatto alle famiglie, è diverso. Sembrava come di essere al centro commerciale”.

Capitolo Spalletti. Merita la conferma sulla panchina? E chi sceglieresti come suo successore in caso di addio? In pole c’è Conte, anche sei i tifosi nerazzurri sognano il grande ritorno di Mourinho…

“Con la squadra che abbiamo, con i problemi che abbiamo avuto, Spalletti ha fatto un lavoro egregio. Siamo terzi, a quattro punti dal Milan. Se pensiamo all’anno scorso, la musica è completamente diversa. E ovvio che ogni anno si spera di vincere lo scudetto, ma non lo si fa da un giorno all’altro. Se dovessi scogliere, io scelgo ancora Spalletti, anche se gli tirerei le orecchie per la gestione delle tre coppe. Non so quanti avrebbero fatto la stessa stagione in queste condizioni. Conte è ovvio, è stata una bandiera della Juve ma credo che tutti siamo professionisti. E’ come quando un manager di un’azienda dopo aver dato il 100% alla sua azienda, va da un’altra parte. Oggi i tifosi non riescono a scindere bene le due cose”.

Anche perché il caso Marotta insegna…

Lui stesso ha dichiarato di non essere juventino ma di essere un professionista. Marotta per me è un grandissimo dirigente e non lo dico tanto per quello che ha fatto con la Juventus, ma per quello che ha fatto con la Sampdoria riportandola in Champions League. Con tutto il rispetto per la Sampdoria, è un gran traguardo. Sono fiducioso nel suo operato, con la nuova dirigenza si respira una bella aria”.

Milan fuori dalla Champions o ennesima Champions mancata per la Juventus. Se dovessi scegliere una delle due cose cosa sceglieresti?

“E’ come scegliere tra mamma e papà. Ti rispondo con una bella finale persa dalla Juventus. Anche perché anche se il Milan si qualifica in Champions…”

Tu e Alessandro Onnis de Le Iene avete deciso di comprare le maglie proprio di Icardi e Perisic: in occasione di Inter-Tottenham vi siete presentati a San Siro con quelle di Modric e Vidal. In un Paese dove il calcio è vissuto forse con un eccessivo sentimento, l’ironia può sicuramente aiutare e portare un pizzico di simpatia in questo mondo. Qual è il tuo riscontro?

“La foto della maglia di Modric e Vidal ha fatto il giro di molti portali. Siamo arrivati in Polonia, Albania e in Germania. A me diverte, non mi interessa fare sangue amaro. Lo sport lo vivo come una passione che mi deve intrattenere. Non deve essere motivo di odio e rancore. Non vivo per questo, è una mia grande passione che coltivo. Lo sfotto deve essere uno delle cose principali che deve continuare ad esserci. E’ la cosa più divertente e fa soltanto bene al calcio!”.

LA REDAZIONE DI PASSIONEINTER RINGRAZIA ALESSIO STIGLIANO PER LA CORTESIA E DISPONIBILITÀ CONCESSA

 

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