ESCLUSIVA – El Jardinero Cruz: “Riguardo ancora la doppietta alla Juve. San Siro è storia, non abbattetelo”. E su Icardi…

ESCLUSIVA – El Jardinero Cruz: “Riguardo ancora la doppietta alla Juve. San Siro è storia, non abbattetelo”. E su Icardi…

L’ex bomber argentino a cuore aperto ai microfoni di Passioneinter.com: “L’Inter è il miglior club nel quale ho giocato: spero torni presto a vincere”

di Daniele Najjar, @Daniele_najjar

È difficile spiegare cosa sia stato Julio Ricardo Cruz a chi non lo ha visto giocare. 197 presenze e 75 gol con la maglia nerazzurra non bastano a rendere l’idea di questo attaccante rimasto bene impresso nella memoria collettiva dei tifosi della Beneamata. Vuoi per i 10 (!) gol contro la Juventus. Vuoi per i 4 gol nel derby, dei quali uno dopo 11 secondi dalla sua entrata in campo. O ancora per i suoi 15 gol realizzati partendo dalla panchina, motivo per cui molti lo avevano cominciato a chiamare “Provvidenza”.

La redazione di Passioneinter.com ha avuto l’onore di intervistare l’ex bomber, per parlare della sua Inter, dei suoi gol ed anche dell’attualità del mondo nerazzurro.

Segui ancora l’Inter come tifoso? Che ricordo hai del periodo a Milano?

“Certo che sì, la seguo ovviamente! La guardo sempre in televisione e parlo molto con Francesco Toldo e gli altri dell’Inter. Ne parlo spesso con i miei amici in Italia e mi tengo aggiornato. Il ricordo che ho è anche il migliore della mia carriera. Continuo a pensare che sia stata la società più bella, la migliore nella quale sia passato, sia come giocatore che come persona. Quando torno a Milano è sempre stupendo salutare tanti amici e vedere l’affetto, reciproco, che società e tifosi dell’Inter hanno nei confronti della famiglia Cruz. Ricordi bellissimi”.

Hai fatto tanti gol con l’Inter: quali ricordi con più piacere?

“Sì, ho fatto molti gol importanti in partite che tutti avrebbero voluto giocare. Due momenti però rimangono speciali per me. Il primo è il gol all’Arsenal, in Champions a Londra. Speciale perché era la mia prima partita in quella competizione con l’Inter ed allo stesso tempo perché si trattava dell’ultima partita che i Gunners avrebbero giocato ad Highbury. Facemmo una grande partita e io feci un gol bellissimo. Fu davvero fantastico vedere la gioia di noi giocatori in campo, dei tifosi sugli spalti e di Moratti in quel momento. L’altro momento è quando abbiamo vinto a Torino dopo tanti anni di astinenza contro la Juventus, con una mia doppietta. Un momento altrettanto fantastico. Lo porterò per sempre nella mia mente e nel mio cuore. Ancora oggi rivedendo i video di quella serata mi emoziono. Soprattutto pensando al fatto che tanti giocatori importanti hanno giocato per l’Inter, ma in pochi sono riusciti a fare un’impresa come quella. E’ un orgoglio aver vinto una partita alla quale tutti tenevano in modo particolare, per giunta con una mia doppietta”.

Sol Campbell battles with Julio Ricardo Cruz

I tifosi ricordano che segnavi sempre, anche quando dovevi partire dalla panchina. Come in quel derby dove hai segnato dopo 11 secondi dalla tua entrata in campo…

“Quando partivo dalla panchina stavo molto attento a tutto quello che accadeva in campo. Poi con il Milan ho avuto anche fortuna. Ma sì, quando entravo sapevo che avendo compagni molto bravi avrei potuto trovare un’occasione da rete in qualsiasi momento. Contro il Milan è successo così. Sono entrato in campo al posto di Crespo correndo e vidi Ibrahimovic sulla destra. Mi sono buttato sul secondo palo e Zlatan l’ha messa in mezzo: quando ho visto Dida toccarla senza bloccarla ho capito che avrei fatto gol. Torno rapidissimo indietro e arrivo sul pallone per mandarlo in gol. Ho avuto un po’ di fortuna, ma entravo sempre convinto nell’area avversaria”.

VIDEO – Il gol di Cruz nel derby

Meglio battere il Milan o la Juventus?

“E’ indifferente. Erano entrambe molto sentite da tutte e due le parti. Sono le due squadre più importanti come rivali dell’Inter. Ma all’inizio era la Juventus la squadra che vinceva. Per questo credo che quando riuscivamo a batterli o gli facevo gol, ero molto contento, vedendo la stessa felicità nei membri del club ed in Moratti. più di ogni altra cosa”.

Cosa manca all’Inter oggi per tornare a vincere come facevate voi?

“Innanzitutto bisogna dire che ad un cambio societario con l’arrivo di un nuovo presidente è normale che siano conseguiti grandi cambiamenti. Alcune cose sono andate bene, altre male, però credo che oggi l’Inter stia lavorando per ricomporre i pezzi per poter tornare ad essere una squadra Top in Europa e nel Mondo. Credo che stia facendo un ottimo cammino, spero che continui così. Ovviamente non possiamo aspettarci che avvenga tutto dall’oggi al domani. Se analizziamo un po’ l’era-Moratti, non è che con lui l’Inter abbia vinto da un giorno all’altro. Sono serviti molti anni, conclusi con quello che voleva: vincere tutto. E’ un processo, i dirigenti stanno lavorando per questo. Quello che spero è che questo processo possa essere il più rapido possibile per il bene di tutti i tifosi e della società”.

 

Che ne pensi di quanto è accaduto ad Icardi?

“Non conosco bene la vicenda. Mi è parso che ci siano stati alcuni problemi di comunicazione. I social network possono essere molto utili, ma a volte ti si possono ritorcere contro. Da fuori, non posso giudicare non sapendo cosa sia successo esattamente. L’unica cosa che posso dire è che, in quanto argentino, mi dispiace un po’ per lui per questa situazione che sta vivendo, perché credo che noi argentini all’Inter abbiamo lasciato un grande ricordo per tutto quello che abbiamo fatto. Tanto che oggi abbiamo come Vicepresidente Zanetti, capitano e simbolo della società”.

Che effetto ti ha fatto leggere della possibilità che Inter e Milan possano lasciare San Siro per costruire un nuovo impianto?

“Non riesco ad immaginare un nuovo San Siro costruito da zero. Uno ha l’immagine del Meazza come il colosso di Milano quale è oggi. Ha stupito il Mondo per tanti anni. Per esempio io lo ricordo al Mondiale di Italia ’90, quando ero piccolo: mi sembrava straordinario solo vedendolo alla tv. Avendoci poi giocato ed avendo vissuto tanti momenti belli, sarò un po’ egoista: spero che continuino con San Siro, ristrutturandolo per dare maggiori comfort ai tifosi. Mi piacerebbe molto che non lo abbattessero. La storia è una cosa bella ed in un paese come l’Italia, dove vengono conservati tanti reperti storici, spero possano decidere di proseguire lì. Ha troppa storia per abbatterlo”.

LA REDAZIONE DI PASSIONEINTER.COM RINGRAZIA JULIO CRUZ PER LA CORTESIA E DISPONIBILITÀ

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