ESCLUSIVA – Gianfelice Facchetti: “Derby atmosfera unica, bravo Spalletti a ricordare la storia. Su Icardi, scudetto e var…”

ESCLUSIVA – Gianfelice Facchetti: “Derby atmosfera unica, bravo Spalletti a ricordare la storia. Su Icardi, scudetto e var…”

In vista del derby tra Inter e Milan di domenica il figlio di Giacinto Facchetti, Gianfelice, è intervenuto ai microfoni di Passioneinter.com per anticipare la stracittadina

Sono ben trenta i derby di Milano giocati in Serie A da Giacinto Facchetti e alcuni dei quali indossando al braccio la fascia di capitano dell’Inter. Due di questi trenta derby è riuscito anche a firmarli con un suo gol. La prima volta in un incontro del 1966/67 e la seconda in un match della stagione 73/74. Facchetti, che ha guidato la squadra nerazzurra anche da presidente, è una leggenda per i tifosi della Beneamata. All’atteso derby tra Inter e Milan mancano pochi giorni ormai e per questo motivo la redazione di Passioneinter.com ha avuto l’onore di intervistare ai propri microfoni il figlio Gianfelice, ovviamente grande tifoso nerazzurro.

Che ricordi ha dei derby giocati da suo padre? Ce n’è uno in particolare che le è rimasto nel cuore?

“In realtà di derby giocati da mio papà dal vivo non ne ricordo. Ce n’è uno che spesso si vede nelle vecchie immagini che credo fosse un derby degli anni ’70 in cui lui segna. Nel Milan c’era in porta Vecchi, lui entra in area scartando Bianchi: fa un dribbling e poi calcia forte sul primo palo. Però è un derby che ho registrato perché spesso l’hanno ripescato nei filmati. Da spettatore, invece, ce ne sono talmente tanti che faccio fatica a sceglierne uno in particolare. Secondo me ciò che li lega tutti insieme è l’atmosfera della partita. È un’atmosfera unica che ha soltanto Milano. È vero che anche gli altri derby sono sentiti, ma questa capacità di vivere la rivalità dentro certi paletti è una caratteristica tutta milanese. Poi, è chiaro che i derby che si ricordano meglio sono quelli vinti. Ma l’attesa si ricrea ogni volta proprio perché è un clima unico”.

Che partita si aspetta domenica? Su cosa deve puntare l’Inter per raggiungere la vittoria?

“L’Inter deve continuare così. Deve proseguire a fare al meglio e più intensamente ciò che di buono ha fatto sin qui, mantenere la concentrazione che ha trovato nel difendersi e anche con l’intraprendenza che a tratti ha mostrato in alcune partite nell’attaccare quando magari gestisce la manovra e tiene troppo a lungo il pallone sui piedi”.

Che opinione si è fatto del lavoro svolto sin qui da Luciano Spalletti?

“È un lavoro che ha dato i suoi frutti sul campo in termini di punti e di convinzione, perché comunque a tratti si percepisce una convinzione maggiore da parte della squadra e sicuramente è un lavoro che ha valorizzato anche l’attaccamento dei tifosi. Attaccamento che l’anno scorso non è mancato nonostante le difficoltà. Però le parole di Spalletti hanno saputo riconoscere ai tifosi il merito della loro passione costante che non si può dare sempre per scontata. I tifosi non hanno mai fatto mancare il loro appoggio alla squadra e mi sembra che il tecnico abbia visto quanto sia sorprendente quest’amore e ha toccato le corde giuste anche citando la storia con qualche nome e qualche episodio. La narrazione calcistica è declinata sempre al presente, quindi se vinci può bastare. Però, ogni tanto, sapere che si ha conoscenza di ciò che siamo stati non dispiace e la storia ha un valore che non si discute”.

Lo scudetto è un sogno destinato a rimanere tale? Meglio badare al sodo e concentrarsi esclusivamente sulla qualificazione alla prossima Champions League?

“Penso che in questo momento l’Inter debba cercare il più possibile di andare avanti su questa strada perché per togliersi la negatività delle annate storte che abbiamo alle spalle ci vuole del tempo. Poi chi lo sa. Il primo giro di boa sarà a gennaio per capire l’entità di quale può essere la nostra stagione. Bisogna andare avanti a testa bassa fino a gennaio e poi si potrà fare un bilancio. L’obiettivo chiaro che hanno società e squadra è quello di rientrare in Champions League e quello è un obiettivo che non si può mancare. Poi tutto il resto può essere un plus. Adesso ci saranno dei confronti significativi con Milan e Napoli che danno un po’ anche la misura di ciò che possiamo diventare”.

Mauro Icardi è un giocatore adatto a indossare la fascia di capitano dell’Inter?

“Sì, non vedo perché non lo debba essere. Icardi è un atleta esemplare nell’atteggiamento in campo. Non ha fatto mancare i suoi gol all’Inter in questi anni, anche in stagioni complicate. In campo si è sempre dimostrato un calciatore all’altezza del ruolo. Certo che non è facile diventare leader di una squadra così importante nel momento in cui – come negli ultimi due-tre anni – si fa fatica a raccogliere risultati. È diventato un po’ colui che viene caricato di una responsabilità sproporzionata. Le partite non le può vincere da solo: può fare tutti i gol del mondo ma non basta. Credo che Icardi vada giudicato per come va in campo e si debbano dimenticare le vicende sulla sua vita privata. La sua vita privata sono affari suoi. Interessa che in campo corra e faccia ciò per cui indossa la maglia numero 9 dell’Inter e la fascia da capitano”.

Considerato che la proprietà dell’Inter è cinese e che a parte Zanetti sono in pochi nel club ad aver contribuito a scrivere la storia nerazzurra, le piacerebbe avere un ruolo in società?

“Io sto bene dove sono, ho il mio posto nel mondo e sono contento di ciò che faccio. Poi l’Inter è sempre nel cuore e c’è sempre un legame indissolubile al di là di farne parte con un incarico o meno. Questo è un qualcosa di viscerale quindi non è necessario. L’Inter è una passione e lo sarà sempre“.

L’allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, si è lamentato dell’abuso dell’utilizzo del Var. Lei è favorevole o fa parte della cerchia dei contrari?

“Io lascerei stare i riferimenti a una squadra piuttosto che a un’altra. Al di là della Juve, ha dato la possibilità di correggere in tempo reale alcuni errori e mi sembra anacronistico non utilizzare una risorsa come questa. Ovviamente andrà messa a punto, come tutte le novità all’interno di uno sport che è abituato a farne a meno. Non saprei se per accelerare i tempi magari ci vorrà una stagione intera, però mi sembra che statisticamente sono più le volte che ci abbia preso che quelle in cui abbia sbagliato“.

La redazione di PassioneInter.com ringrazia Gianfelice Facchetti per la grande gentilezza e disponibilità mostrate nel corso dell’intervista.

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