ESCLUSIVA – Pistocchi: “Inter, scelta giusta: Icardi ha dato tanto, ma Wanda è insostenibile. Darei la fascia a Nainggolan o Brozovic, ecco perché”

ESCLUSIVA – Pistocchi: “Inter, scelta giusta: Icardi ha dato tanto, ma Wanda è insostenibile. Darei la fascia a Nainggolan o Brozovic, ecco perché”

L’oramai ex capitano nerazzurro non è partito per Vienna, dove l’Inter affronterà il Rapid in Europa League

di Marco Accarino, @AccarinoMarco

Sono ore di grande fermento quelle in casa Inter: nella mattinata la società nerazzurra ha informato i propri tifosi della decisione di rimuovere la fascia da capitano dal braccio di Mauro Icardi per affidarla a Samir Handanovic. In un periodo molto delicato per l’ambiente interista ora la società e Luciano Spalletti dovranno far fronte anche a tutti gli scenari che potrebbero ricollegarsi a questa scelta. La redazione di Passioneinter.com ha intervistato in esclusiva Maurizio Pistocchi, storico volto del giornalismo italiano, per fare il punto della situazione: “Questo è un momento topico della stagione dell’Inter e come succede sempre in questo Paese sono i risultati che potranno mettere in discussione la società o meno. Al di là di questo vengono prima i principi, e questa decisione penso che sia giusta.”

Partiamo innanzitutto dalla più semplice delle domande: cosa ne pensa di tutta questa situazione?

Credo che davanti ad una situazione insostenibile come questa la società non potesse prendere una decisione diversa. Non più tardi di domenica sera Wanda Nara, moglie e procuratrice del calciatore Icardi, ha attaccato in televisione la società, i compagni di squadra di Icardi ed anche l’allenatore. Tutto questo non è compatibile con il ruolo di capitano della squadra: il capitano deve essere un leader al di sopra di tutto e di tutti. Deve rappresentare prima di tutto i suoi compagni, l’identità e l’immagine della squadra davanti al mondo. Non è compatibile la fascia di capitano con l’agire della procuratrice del calciatore in questione. La società deve dimostrare a tutti che quella che conta e decide è lei, gli interessi personali vengono in secondo piano e vanno gestiti in tutt’altro modo: se ne parla a tempo debito e nei luoghi adatti, negli uffici della società, non davanti a milioni di telespettatori in tv”.

L’arrivo di Marotta è coinciso con un cambio radicale nelle scelte della società, a partire dall’esclusione di Nainggolan a Santo Stefano per arrivare a questa decisione: pensa che sia la strada giusta da seguire?

“Non tutte le società sono uguali, così come non tutte le persone sono uguali tra di loro. Una cosa è chiara: da tanti anni, anche i tifosi, si lamentavano del fatto che la società non esistesse. Ora è arrivato il momento di prendere decisioni da società vera. Sono convinto che questa fosse l’unica decisione possibile per uscire da una situazione di impasse molto imbarazzante”.

Anche lo spogliatoio potrebbe essere coinvolto in queste dinamiche societarie, secondo lei come potrebbe reagire?

“In questo periodo ogni settimana c’è un caso di questo tipo, e naturalmente se lo fa il capitano allora anche i suoi compagni sentono di poterlo fare. Ci rendiamo conto che una cosa del genere non è possibile. Il capitano, per fare un paragone, erano i Valentino Mazzola, che con il Torino firmava contratti in bianco su un fazzoletto di carta, oppure c’erano gli Armando Picchi, uno che quando parlava zittiva tutto lo spogliatoio della Grande Inter. Mi sembra che ci sia una sostanziale differenza tra Mauro Icardi, che è sicuramente un grande calciatore, ed i suoi predecessori. Forse il suo contratto è anche inferiore a quanto dovrebbe dopo tutti i gol segnati in questi anni ed il ruolo fondamentale che ha avuto nell’Inter di oggi, ma al di là di questo c’è un comportamento che il capitano deve mantenere e sul quale non si può assolutamente transigere, perché facendolo si lascia aperta la porta a tutto. In una società seria viene sempre il collettivo prima dei singoli. Riferimento alla Juventus? Sì, non è sbagliato: due anni fa Bonucci sbagliò e gli venne tolta la fascia prima di cederlo. Poi lui si pentì e chiese scusa, tornando a Torino”.

Una delle possibili soluzioni potrebbe essere la cessione in estate di Icardi, tenendo conto anche della clausola rescissioria fissata a 110 milioni di euro. Sarebbe la mossa giusta da parte dell’Inter?

“Non credo che Icardi abbia delle carenze di valori morali: ricordo che in estate 2018 ha rifiutato la Juventus non per motivi personali, ma perché si sente interista. Lui ha dimostrato attaccamento all’Inter e le prestazioni ci dicono che è stato uno dei giocatori più importanti di tutti. Però c’è da valutare anche il ruolo di Wanda Nara, che mette spesso in difficoltà la società. Evidentemente Icardi in questa situazione è tra l’incudine ed il martello: ci sono di mezzo valori famigliari e valori sportivi. In una società importante nessuno è indispensabile e quindi se dovesse arrivare un’offerta concreta Icardi potrebbe anche partire”.

Il punto di partenza è però un altro…

Bisogna partire dal bene della squadra, innanzitutto. Una squadra di calcio è l’insieme di 25 giocatori, ognuno con la sua personalità e con la sua complessità. Il capitano, come dicevo prima, è il simbolo della società. Rappresenta la squadra davanti agli avversari ed all’opinione pubblica. Icardi deve farsi una domanda: il suo ruolo all’interno della squadra è importantissimo, ma è compatibile con gli atteggiamenti che in questo ultimo anno Wanda Nara ha tenuto? Io penso che lui abbia ragione a chiedere un adeguamento, se lo merita, ma non lo ha fatto nel modo più giusto possibile”.

In molti, dopo la notizia della fascia ad Handanovic, hanno espresso il desiderio di vedere Skriniar capitano. Qual è la sua idea in merito?

“Il capitano della Juventus era Buffon, il capitano della Nazionale italiana è stato Dino Zoff. Io credo che sia una questione riguardante la personalità. Non conosco Handanovic personalmente ma credo che, da quanto si evince dalle sue parole dopo le partite, sia una persona molto equilibrata. E’ un ragazzo serio. Io da allenatore farei capitano un calciatore di movimento però, perché il capitano è l’unico che può interloquire con l’arbitro e, se ad esempio succedesse qualcosa nell’area di rigore avversaria, Handanovic non potrebbe andare a discutere del fatto. Se fossi stato in Marotta o in Ausilio avrei dato la fascia da capitano ad un centrocampista: ad esempio o a Nainggolan o a Brozovic“.

LA REDAZIONE RINGRAZIA IL SIG. MAURIZIO PISTOCCHI PER LA CONSUETA CORTESIA MOSTRATA NEL CORSO DELL’INTERVISTA

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