FOCUS – All’attacco!

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jovetic ljajic fiorentina

Di fatto, InterFrosinone è stato l’ennesimo crocevia della stagione dell’Inter: era richiesta una prova di forza contro una piccola dopo aver arrancato contro Bologna e Carpi, e la banda del Mancio ha risposto con un sonoro 4-0. Oltre al dato numerico, che finalmente vede i nerazzurri sbloccarsi dall’avaria di reti segnate, la notizia della serata di domenica è un’altra: l’Inter ha giocato bene a calcio. Dopo una sfilza di prove non entusiasmanti sul piano estetico, compensate da un agonismo spietato, gli uomini di Mancini hanno schiacciato i ciociari giocando un calcio piacevole e ben organizzato anche a livello offensivo.

Tutto parte dal 4-2-3-1, richiesto a gran voce dal popolo interista e varato finalmente dal tecnico jesino: l’effetto è una squadra incalzante, in grado di giocare nello stretto con grande efficacia, ben nutrita di talento e iniziative dei singoli, che si sono espressi al meglio in un contesto coeso. Il primo dato positivo riguarda Mauro Icardi, che finalmente è inserito nella manovra d’attacco: il centravanti rosarino scende spesso sulla linea degli esterni Ljajic e Biabiany per fare da sponda, favorire inserimenti, triangoli e, come nel caso della rete del 2-0,rientrando poi nella posizione di puntero e segnare. Una buonissima prova, rafforzata dall’impressione generale che l’intesa con il protagonista di questo inizio stagione, Stevan Jovetic, stia crescendo: il montenegrino ha giocato da trequartista, limitando la propria ingerenza in area, ma la sensazione è che, a forza di giocare insieme, i due assi dell’Inter possano costruire un feeling importante. Il capitolo esterni è tutto da analizzare: sulla destra, Mancini dà fiducia a Jonathan Biabiany, che lo ripaga subito con una rete dall’altissimo tasso poetico, viste le sue vicende personali e quelle sociali che hanno coinvolto la sua Parigi in questo periodo. L’esterno ex Parma ha giocato il proprio calcio, un calcio fatto di strappi fulminanti e di metri mangiati: qualche errore di misura purtroppo è nelle sue corde, ma la presenza in rosa di un giocatore in grado di guadagnare tempi di gioco con le sue doti fisiche devastanti può essere sempre utile (vedere Palermo-Inter). Al momento il francese è l’unico attaccante esterno di ruolo presente in squadra, e questo testimonia che, almeno fino a gennaio, il sistema utilizzato contro il Frosinone non sarà una costante di questa poliedrica Inter. Sul versante sinistro, a sorpresa, Adem Ljajic scalza Ivan Perisic per una maglia da titolare dal primo minuto. Il serbo impiega le proprie doti tecniche nel contesto della squadra, giocando spesso nello stretto e fraseggiando con Kondogbia (ottimo nell’azione del gol) e Alex Telles, sempre in pieno possesso del fondo quando la squadra occupa la trequarti campo avversaria. Unica pecca: il numero 22 si è preso un paio di tiri sbilenchi invece che giocare il pallone in maniera più costruttiva. Piccolezze.

Come detto in precedenza, è difficile immaginare un utilizzo costante di questo modo prima della finestra invernale di calciomercato, in primo luogo perché Mancini ha finora costruito il successo dei nerazzurri preparando le partite ad hoc in base all’avversario, cambiando più moduli, e in secondo luogo perché l’unico attaccante esterno è Jonathan Biabiany, una risorsa più che una certezza. Il prossimo impegno sarà contro il Napoli, una sfida di vertice per capire dove porterà davvero questo viaggio: l’ultima volta che ci siamo posti questa domanda è stato prima di Inter-Roma. Nel frattempo l’Inter ha guadagnato la vetta solitaria della classifica. E’ davvero così importante ricevere una risposta?

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