FOCUS – Boa sorte, Barbosa

FOCUS – Boa sorte, Barbosa

Focus odierno dedicato al possibile esordio in nerazzurro di Gabriel Barbosa, nuovo attaccante dell’Inter.

intervista canovi

Chissà cosa è passato per la testa di Gabriel Barbosa, a.k.a. Gabigol, in questo intenso ed altalenante inizio di stagione di stampo interista: prima la tempesta, poi la quiete, in seguito, chi lo sa. Arrivato un po’ a sorpresa, senza troppe anticipazioni ma con tante attese sulle spalle, Barbosa (chi vi scrive preferisce chiamarlo così, scegliete voi se per eccesso di zelo o di scaramanzia), a discapito del look da icona musicale estiva e dei balletti (ne avrebbe promesso uno proprio per il primo gol in nerazzurro) post gol, sembra avere tutti i connotati del professionista serio ed ambizioso, determinato a lasciare il proprio marchio sin da subito nonostante il “nuovo mondo” sportivo scoperto da pochissime settimane. L’allenamento nel giorno libero ed il personal trainer a disposizione trasudano professionismo e conoscenza, in un calcio sempre più improntato sulla corsa e sulla necessità di una condizione atletica improntante per poter fare la differenza sin da subito. Questa, in realtà, non sembra neppure essere una novità visto che il giocatore, per questi motivi e non solo, è stato l’oggetto del desiderio di tantissimi top club, dal Manchester United alla Juventus passando per il Barça che addirittura vantava una prelazione sul suo acquisto dai tempi dell’operazione Neymar.

Con gli occhi delle super big addosso, Barbosa ha dimostrato una graduale crescita che nel suo piccolo ha dato vita ad una sorta di mini rivoluzione riguardante il suo approccio al match, passando dal funambolismo alla concretezza, senza però rinunciare del tutto al colpo smaliziato che ne ha caratterizzato la prima parte di carriera: meno rabone è più cattiveria, come piace in Europa. Anche tatticamente, il classe ’96 di Sao Bernardo do Campo, ha pian piano trovato la propria dimensione tattica affermandosi come una sorta di falso esterno destro capace di sfruttare la progressione sino a giocare quasi a fianco della punta di riferimento gravitando quasi attorno a quest’ultimo, come successo sia con la maglia del Santos che con quella della nazionale verdeoro. La particolare collocazione non lo trasforma in una macchina da gol totale (i gol con la maglia del Santos sono 24 in 82 gare) ma più in una costante spina nel fianco per le difese, obbligate a seguire il costante svariare del brasiliano che, come specificato da de Boer nella scorsa conferenza (QUI la versione integrale), “Riesce a saltare l’uomo a testa alta”.

Un partner per Icardi, quindi, e non un sostituto. O forse, più realisticamente, come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Non è infatti da escludere del tutto l’utilizzo di Barbosa come prima punta dinamica anche in sostituzione del capitano, ad oggi non ancora totalmente coperto da una riserva in grado di garantire il suo stesso tipo di lavoro in campo. Barbosa in questo senso, può offrire più dinamismo “da attaccante vero” di Jovetic e più concretezza di Eder, offrendo una ulteriore soluzione in zona gol anche a gara in corso.

Eletto a nuovo simbolo mediatico nel mondo della nuova giovane ed ambiziosa inter, le attese in vista dell’esordio del giocatore in maglia nerazzurra sono enormi e tra poche ore potrebbe diventare realtà:  boa sorte, Barbosa!
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