FOCUS – Breve guida agli oggetti misteriosi in casa Inter

FOCUS – Breve guida agli oggetti misteriosi in casa Inter

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di Michele Femminella

Il vento dei successi (sette di fila tra campionato ed Europa League) sta spingendo finalmente in alto un?Inter che ora torna a sognare traguardi decisamente importanti, e questo grazie soprattutto al lavoro del giovane ma sempre più brillante Stramaccioni e al mix quasi perfetto tra ?vecchia guardia? e nuovi nomi arrivati durante il mercato della scorsa estate e che, partita dopo partita, stanno dando un contributo importantissimo alla causa nerazzurra.

Ma come in ogni squadra di calcio che si rispetti, anche quando le cose sembrano andare per il meglio, nell’attuale Inter restano all’interno della rosa alcune ?questioni? irrisolte, dei giocatori che per un motivo o per l’altro non sono riusciti ad inserirsi al meglio nei meccanismi di gioco o nella mentalità condivisa della squadra. Fortunatamente, almeno per ora, in casa Inter di ?oggetti misteriosi? ce ne sono da segnalare pochi, e anche da questo punto di vista un plauso va all’allenatore, che evidentemente sta riuscendo a tirare fuori il meglio da ognuno dei suoi uomini. Ciò non toglie però che alcuni casi degni di essere analizzati non mancano, anche per capire quelle che sono le possibilità di ?recupero? di questi giocatori.

Matias Agustin Silvestre ? Arrivato agli inizi di luglio dal Palermo, l’argentino si presentò dicendo di voler essere ?il nuovo Lucio?. In realtà almeno per ora del brasiliano sembra aver  preso  in dote soprattutto la capacità di commettere improvvisi svarioni difensivi più o meno gravi, risultando nel complesso un difensore poco affidabile e non eccelso né da un punto di vista fisico né da uno prettamente tecnico. Lui che doveva essere il nuovo titolarissimo nella retroguardia nerazzurra formato 2012/2013 è stato invece ampiamente superato nelle gerarchie dai giovani Ranocchia e Juan Jesus, collezionando in questa prima parte di stagione soltanto otto presenze. Il passaggio alla difesa a tre pare poi aver reso più evidenti alcuni suoi limiti di velocità, tempismo e concentrazione. Possibilità di recupero: medio-basse. Certamente non si tratta di un pessimo difensore, anzi, ha delle qualità da non sottovalutare, ma di certo sembra attualmente praticamente impossibile che possa superare nelle gerarchie di Stramaccioni gente come Ranocchia, Juan Jesus e Samuel. Molto più probabile che continui a rivestire per il resto della stagione il ruolo di riserva, possibilmente da non utilizzare in sfide particolarmente delicate.

Jonathan Cicero Moreira ? Tutte le volte (a dir vero poche) che il brasiliano compare nelle formazione  titolare di Stramaccioni un brivido corre lungo la schiena dei tifosi nerazzurri. Questo Maicon in versione compatta e budget, ha infatti la capacità di combinarne di brutte ogni qualvolta mette piede sul terreno di gioco. Se in fase offensiva il brasiliano pur non essendo mai lontanamente dirompente di guai tutto sommato non ne combina, è in fase di difesa che fa venire sistematicamente la tachicardia al popolo nerazzurro: piuttosto lento, goffo nei movimenti e con uno spiccato talento a perdersi il diretto avversario, ha nelle fin qui poche sue apparizioni già ampiamente dimostrato che probabilmente su di lui si può contare solo come ultima risorsa. Possibilità di recupero: basse. Il ragazzo francamente non pare riuscire a garantire un livello qualitativo e/o quantitativo in linea con le pretese di un club come l’Inter e la pressione che ha addosso di certo non lo aiuta. Col nuovo modulo impiegato da Stramaccioni ha però la possibilità di giocare come esterno di centrocampo e non come terzino puro, ruolo quest?ultimo in cui è risultato in passato spesso disastroso. Con qualcuno di forte che gli copra le spalle e la possibilità di dedicarsi prevalentemente alla fase d?attacco, forse qualcosa di buono dai suoi piedi riuscirà a venir fuori? la speranza d?altronde si sa, è l’ultima a morire.

McDonald Wanyama Mariga ? L’Oscar per l’oggetto ?più misterioso? in assoluto se lo aggiudica senza dubbio il keniota. In molti probabilmente non sanno nemmeno della sua presenza nella rosa attuale dell’Inter e al suo nome riescono solo con seria difficoltà ad associare un volto. Il centrocampista classe ?87 in realtà non mette piede su un campo da gioco dall’aprile dell’anno scorso, quando con la maglia del Parma cui era in prestito, rimediò un bruttissimo infortunio al ginocchio sinistro. Il peggio però sembra alle spalle e Mariga potrebbe ritornare disponibile già fra un paio di settimane. Per quel po’ che si è visto in maglia nerazzurra nelle passate stagioni (in totale 34 presenze e 2 gol), il ragazzo potrebbe dare il suo contributo a centrocampo, in particolare potrebbe diventare il vice di Mudingayi (che a sua volta pero è il vice di qualcun altro, ma questa è un?altra storia), viste soprattutto le sue importanti doti atletiche. Possibilità di recupero: discrete. Prima di dare un giudizio sulle sue possibilità di dare una seria mano alla causa nerazzurra, per Mariga occorre fare una valutazione sul suo stato fisico, dato il grave infortunio subito e conseguente prolungata assenza dal terreno di gioco. Tutto sommato, per quanto fatto vedere prima di fermarsi, il keniota sembra tra gli ?oggetti misteriosi? uno dei più promettenti, e tra turnover continui qualche possibilità di mettersi in mostra non gli mancherà.

Alvarez Ricardo Gabriel ? Su di lui si è già detto praticamente tutto e sintetizzando: il ragazzo è bravo, ha qualità, sprazzi di puro talento, ma continua a essere troppo lento e macchinoso con la palla tra i piedi per il calcio italiano. La concorrenza in avanti quest?anno è poi particolarmente agguerrita e lui non è considerato da Stramaccioni un titolare. La classe però non gli manca e forse con una buona dose di caffeina e un?iniezione di fiducia saprà ritagliarsi uno spazio importante in questa Inter. Possibilità di recupero: cautamente buone. In realtà per Alvarez di un vero recupero non si tratterebbe, visto che qualche gettone di presenza riesce spesso a portarlo a casa. Ma fin qui non è stato certamente così determinante come ci si poteva attendere da uno che si faceva chiamare Ricky Maravilla e che è costato 13 milioni di euro. Il calcio italiano è questo baby, urge darsi una svegliata.

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