FOCUS – Corsa ad ostacoli

FOCUS – Corsa ad ostacoli

Focus odierno dedicato alla lettura emotiva di Inter-Juventus, vera propria corsa ad ostacoli a caccia della serenità mancata.

intervista de boer

Essere Frank de Boer non è facile, essere Frank de Boer alla vigilia di Inter-Juventus P.H.B.S (post Hapoel Beer’Sheva), nuovo spartiacque temporale del quale si è mediaticamente condannati a convivere in eterno, è una vera e propria impresa da titani. Il peggior avversario possibile nella nuova era di cui sopra non può che essere la Juve schiacciasassi di questo momento: squadra convinta dei propri mezzi, rodata, affamata e reduce da tre successi consecutivi in campionato senza neppure proferire il massimo sforzo necessario. E’ la nuova Juve di Higuain, di Pjanic, di Benatia, certezze assolute delle passate edizioni della Serie A e pronti ad affermarsi con la maglia dei campioni in carica. E’ la Juve di Allegri, allenatore rinato in bianconero dopo la caduta in rossonero, è una Juve ambiziosa, pubblicamente a caccia della coppa dalle grandi orecchie dopo averla sfiorata due stagioni fa. Inutile nascondere che, per come è iniziata la stagione nerazzurra, la gara di domani sarà una vera e propria corsa ad ostacoli: c’è tanto da dimostrare ma anche tanto da evitare, su tutto una sconfitta arrendevole (per molti già annunciata senza neppure l’annuncio dei ventidue titolari) che, nel giorno 3 P.H.B.S, creerebbe un malcontento collettivo da Guinness World Record considerando gli appena ventotto giorni dall’inizio del campionato. Altrettanto inutile è negare che l’unico modo per battere i bianconeri o quantomeno giocarsela alla pari è reggere sul piano emotivo, aspetto apparso particolarmente deficitario in tutte le ultime uscite dove (eccezion fatta per Pescara), e non può essere un caso, non si è avuta la reazione sperata alla rete subita. Servirà un’Inter guardinga ma allo stesso tempo sfacciata, alla prima vera prova di maturità dopo un’adolescenza, se così si possono definire le prime quattro uscite stagionali, poco rassicurante. Guardando il bicchiere mezzo pieno, il peso emotivo della gara può e deve essere uno stimolo per i tanti giocatori d’esperienza internazionale che hanno sposato il progetto nerazzurro, coscienti dell’importanza dell’aspetto psicologico in una vera e propria gara da dentro o fuori, figlia di una situazione nata a causa anche di tante leggerezze individuali più che evitabili. Una sorta di riscatto anticipato, per provare a continuare la stagione con la serenità mancata, per tanti motivi, in questo caracollante inizio di stagione: la lettura del match sotto l’aspetto mentale non può che essere questa. Una mezza impresa? Possibile, ma il calcio, per dannazione o per fortuna, non chiude le porte a nessun tipo di sorpresa, della quale più volte, e da entrambe le parti della prospettiva, siamo stati protagonisti. Una sorta di caccia alla serenità come obiettivo generale, dai giocatori alla dirigenza, passando per de Boer, nuovo mostro sbattuto in prima pagina per giustificare il poco convincente avvio di stagione in casa Inter. Già, de Boer, il più chiacchierato di questo inizio di stagione, indicato come unico artefice dello sciagurato avvio di stagione nerazzurra, tralasciando le invece evidenti radici evidentissime già nell’immediato finale della passata stagione. Una boccata di serenità vorrebbe dire tantissimo per l’olandese, per il quale il tempo per lavorare non è mai abbastanza in questo inizio di stagione e per il quale tutti riusciamo a capire quanto diverso possa esserlo farlo con serenità o meno. A caccia della svolta, contro un’avversario temibile, un ambiente ostile, un avvio di stagione pieno di imprevisti, la corsa ad ostacoli sta per iniziare, con la speranza che il P.H.B.S usato in apertura possa presto trasformarsi in P.J, post Juventus, gara della coscienza e della maturità, a prescindere dal risultato.

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