Focus – Nostalgia dalle grandi orecchie

Focus – Nostalgia dalle grandi orecchie

Focus – Nostalgia dalle grandi orecchie: l’imminente finale tra Atletico Madrid e Real Madrid accende voglia di riscatto negli ambiziosi tifosi nerazzurri, assenti per troppo tempo assenti dalla massima competizione europea

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Questa sera, la Scala del Calcio, ospita due compagnie teatrali spagnole capaci di incollare ai teleschermi di tutto il mondo milioni di spettatori. I due corposi staff, provenienti da background sociali e sportivi totalmente opposti, portano in scena a Milano la finale di Champions League, qualcosa che, soprattutto in casa interista, manca da troppo tempo. A far più male è la certezza di non esserci neppure la prossima volta, nonostante un inizio di stagione oltre le aspettative che, seppur in maniera delicata, aveva illuso i nostri sensi con il dolce profumo del ritorno alla massima competizione Europea. Sarà Atletico Madrid-Real Madrid, proprio come due anni fa: la naturale empatia creatasi tra i tifosi interisti e l’ex beniamino Diego Pablo Simeone spingono la metà nerazzurra di Milano a vestirsi di biancorosso, il resto d’Italia, invece, pare equamente diviso. A fomentare l’ambiente nerazzurro è probabilmente la perenne ed ormai costante fame d’impresa nutrita dagli uomini del Cholo, capaci di lasciare sul campo ogni minima percentuale di sforzo umanamente proferibile. Spesso, soprattutto in Champions League, la squadra biancorossa ha messo in mostra tutti quei valori che i tifosi nerazzurri vorrebbero vedere e che sono mancati all’appello in troppe sfide stagionali. Nel corso degli ultimi 5 anni, gli stessi che hanno visto l’Inter sprofondare nella parte meno nobile della Serie A, l’Atletico è riuscito a dar vita ad una scalata partita con l’Europa League e terminata con la seconda finale di Champions League in tre anni, una vera e propria impresa che risponde a tutti i requisiti richiesti dai concetti di programmazione e massima valorizzazione degli uomini a disposizione. L’Atletico sa crescere giorno dopo giorno, trascinata da un leader empatico e coraggioso in grado di far impazzire i tifosi di tutta Europa nonostante una filosofia di gioco non esattamente vicina ai moderni canoni di bel calcio. Eppure, il coraggio e l’attitude arcigna dell’Atleti, riescono a dar vita ad un fascino sui generis capace di colpire una nutritissima fetta di appassionati. Dall’altra parte della barricata sta invece il Real Madrid, emblema centenario dello sport più amato in Europa. I Blancos di Zidane, corazzata piena di superstar è protagonista di un’annata altalenante dopo l’inizio balbettante sotto la guida Benitez. Forti di una disponibilità economia senza eguali, la gestione di Bianchi di Madrid è ad oggi lontana anni luce da quella nostrana ma comunque assoluto punto di riferimento per ambizioni e costanza. Agli uomini in bianco sarebbe straordinario “rubare” la capacità di restare ai vertici del calcio mondiale senza mai incappare praticamente mai in stagioni di totale oblio. Sentire così vicino il profumo della massima gara di una competizione come la Champions League deve e può servire da stimolo: tornare grandi è ormai un dovere imprescindibile nei confronti di una città che è storicamente abituata a palcoscenici di assoluto spessore.

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