FOCUS – Oltre l’altare del calciomercato: the show must go on

FOCUS – Oltre l’altare del calciomercato: the show must go on

dinamo zagabria indagata

Il mantra del “vendere per comprare“, che piaccia o no, accompagna ormai da anni ogni operazione di mercato di stampo nerazzurro. Il gioco di incastri che ha da sempre contraddistinto il calciomercato porta con sè la possibilità di imbattersi in mattinate roventi come quella odierna, dove nel silenzio assordante della caccia al nuovo esterno si ci si ritrovi quasi casualmente dinanzi all’inatteso quanto roboante tonfo ispanico-croato, bomba ad orologeria esplosa senza neppure mezzo ticchettio d’avvertimento.
Mateo Kovacic potrebbe presto essere un nuovo giocatore del Real Madrid, la squadra più affascinante al mondo, un museo itinerante di fenomeni e di storia, costantemente ai vertici dell’Olimpo del campo da praticamente più di un secolo.
La possibile operazione, come prevedibile, ha spaccato in due la tifoseria nerazzurra: da una parte sta chi su Kovacic punterebbe ciecamente, affidandogli le redini di quel centrocampo orfano di un leader tattico in grado di creare gioco da troppo tempo, mentre dall’altra parte sta chi benedice l’operazione, ritenendo quella ricevuta dai Blancos la “classica offerta che non si può rifiutare”. Fazioni a parte, è propedeutico capire che la cessione del giocatore nasce più da una necessità che da una mera volontà: l’immobilismo forzato in uscita spesso porta al compimento di scelte obbligate, ancor più necessarie se la rosa a quindici giorni dalla chiusura del calciomercato risulta ancora parzialmente incompleta. Vendere uno dei due migliori prospetti in rosa per puntellare almeno due reparti, una scommessa coraggiosa, possibile e da calibrare tenendo contro anche delle esigenze di bilancio,quasi un Everest vista così. Che la rosa dell’Inter sia ancora incompleta (più qualitativamente che quantitativamente) è quasi un dato di fatto: l’adattamento di Juan Jesus come terzino sinistro in più di un’occasione manifesta chiaramente la volontà del tecnico jesino di intervenire sulla corsìa bassa mancina, sempre più attratto dall’idea di ottenere un uomo di fascia moderno ed in grado di gestire entrambe le fasi di gioco in maniera costante e prolifica. Siqueira e Coentrao, per motivi differenti, sarebbero identikit quasi perfetti: progressione, capacità di andare al cross con facilità ed intensità di gioco. Le due operazioni, fino a ieri praticamente impossibili visti i costi e le modalità di pagamento, potrebbero clamorosamente prendere vita, grazie al sacrificio del genietto croato. Niente follie però, nè nel reparto più debole della scorsa stagione nè in altri: bisogna almeno parzialmente rientrare nei limiti imposti dal FFP, rimandando ogni ipotetico capriccio di mercato a tempi migliori. La stessa cessione dell’attuale numero 10 nerazzurro aprirebbe le porte, pur non rappresentando la priorità, ad un possibile innesto in linea mediana: nonostante l’elevato numero di centrocampisti a disposizione di Mancini (Brozovic, Guarin, Gnoukouri, Hernanes, Kondogbia, Medel ), nessuno tra questi sembra poter svolgere il ruolo cucito sul croato nella prima parte di pre-campionato, ovvero quello di costruttore di gioco in grado di sviluppare la manovra in verticale. L’operazione, vista però la necessità di intervenire sul fronte offensivo e sulla corsia mancina potrebbe però essere rimandata alla prossima sessione di calciomercato, verosimilmente in concomitanza con almeno un’ulteriore uscita nella zona nevralgica del campo. Certo risulterebbe invece l’intervento in zona gol, dove l’uscita di Kovacic potrebbe finalmente propiziare l’arrivo del connazionale Perisic, oggetto del desiderio di Mancini non ancora arrivato a Milano a causa del muro eretto dal Wolfsburg riguardo i termini della cessione: niente pagamenti postdatati, niente sconti, l’Inter deve alzare la propria offerta o non si chiude. La trattativa, complice il bonifico proveniente da Madrid ed i tempi sempre più stretti, potrebbe addirittura subire un’accelerata già nei prossimi giorni, con l’arrivo dell’ex Borussia Dortmund che regalerebbe all’allenatore nerazzurro la possibilità di varare più soluzioni offensive. Le alternative al forte croato non sembrano realmente convincere: Perisic è il prescelto da mesi e la capacità di poter giocare sia sulla corsia sinistra che su quella destra allettano e non poco Mancini. La volontà del giocatore sembra inoltre chiara, e lo stesso agente ha confermato più volte che convincendo il Wolfsburg la trattativa potrebbe concretamente spiccare il volo.
Chiudiamo con un rapido ragionamento sul peso economico dell’uscita di Kovacic, dati alla mano una tra le più importanti degli ultimi anni. A bilancio per poco più di sette milioni di euro, garantirebbe, nel momento in cui i trentacinque milioni più bonus venissero confermati, una plusvalenza di quasi ventotto milioni di euro. Non sta a noi giudicare l’operazione, ma il calcolo va comunque a favore della nuova gestione dei conti di casa Inter soprattutto se ci si sofferma sulla mancanza di alternative in grado di far venir meno la cessione del talento balcanico, a maggior ragione in un momento storico in cui è impossibile avere certezze sul futuro valore del giocatore, dal talento purissimo ma non ancora tale da poter essere considerato uno dei perni portanti di questa Inter. Kovacic stesso difficilmente direbbe di no al Real Madrid, squadra dei sogni ed adatta ai giocatori di grande qualità, dove ritroverebbe il compagno di nazionale ed amico Modric, nuova possibile chioccia nell’avventura madrilena.
Sull’altare del calciomercato è andato Mateo con assieme al suo immenso bagaglio di talento. Madrid potrebbe essere la sua terra promessa  o il suo inferno in terra, solo il tempo lo dirà. L’Inter intanto non si ferma e guarda inevitabilmente avanti, saluta il genio del calciatore croato e va a caccia dei rinforzi necessari per iniziare al meglio la prossima stagione, quella in cui è davvero impossibile sbagliare. The show must go on, non ci si può fermare, lo spettacolo deve andare avanti.

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