Napoli-Inter, sfida da capogiro: Spalletti al ‘San Paolo’ punta sull’effetto P-I-C

Napoli-Inter, sfida da capogiro: Spalletti al ‘San Paolo’ punta sull’effetto P-I-C

Tutto l’attacco dell’Inter in un acronimo: la freddezza di Icardi è dote rara, ma le fasce targate Perisic-Candreva sono un garantito incremento di prolificità

di Alex Angelo D’Addio

L’ebrezza della vittoria contro il Milan della scorsa domenica – per giunta, propiziata da una rete al 90’ su calcio di rigore: materiale da sceneggiatura cinematografica! – è ancora tangibile alla Pinetina, e il pianeta nerazzurro continua a cullarsi sui sogni che il gruppo diretto da Luciano Spalletti sta dispensando una partita dopo l’altra. Infatti, il successo nella Stracittadina ha instillato ulteriore entusiasmo sulla sponda interista del Naviglio, già galvanizzata dall’intraprendente e fruttuoso avvio della squadra, e proietta la Benamata in una dimensione di alta classifica che la Milano nerazzurra non frequentava da diverse stagioni, escludendo la parentesi di metà annata nel 2015/2016 con Mancini.

Al netto di un gioco che ancora deve decollare definitivamente, ma sul quale Spalletti sta lavorando per apportare accorgimenti che ne migliorino sincronismi e manovre – il perenne dilemma sulla scelta del trequartista a sostegno dell’unica punta e in appoggio agli esterni alti, e il consequenziale assetto della mediana sono le controprove -, il tecnico di Certaldo può comunque crogiolarsi sull’infallibilità di Mauro Icardi – arrivato a quota nove marcature con la tripletta che ha steso i rossoneri, in sole otto giornate di campionato: benché prodotto di un tris, due doppiette, e altri due rigori, si tratta di un bottino iniziale mai così cospicuo da quando è all’Inter – e sulla affidabilità delle schegge Ivan Perisic ed Antonio Candreva, irrefrenabili colleghi d’assedio offensivo dell’argentino.

Come ampiamente descritto in più di un’occasione, il reparto avanzato dell’Inter può di certo sfoggiare le qualità da cecchino di MI9, ma la sua altrettanto chiacchierata ritrosia al supporto della causa tattica dei compagni – che, per dovere di cronaca, sta smussando ogni gara di più, anche grazie alle dottrine spallettiane – è un dato indiscutibile; ecco, dunque, che l’assistenza di Perisic e di Candreva diviene determinante, perché la vena finalizzatrice del puntero albiceleste si esalti e garantisca efficacia alla fase offensiva interista.

Dando un’occhiata ai numeri, questa tesi trova piena convalida: su un totale di 17 reti – una media di 2.13 a partita -, i tiri complessivi effettuati dagli uomini di Spalletti sono 103: Icardi è capolista con 21 conclusioni (20,38%), seguito da Perisic a quota 20 (19,41%), e con Candreva fermo a 9 (9,27%). Ma è sugli assist che l’incidenza del binomio italo-croato stravolge gli equilibri, e concede le luci della ribalta a Maurito: dei 38 suggerimenti eseguiti – dei quali 10 hanno condotto a marcature -, che collocano l’Inter in testa alla graduatoria delle assistenze in compartecipazione col Napoli, il 28,94% (11) è stato assicurato dal 44 balcanico, e il 21.05% (8) dall’ex laziale; in pratica – su quel succitato computo di 10 passaggi a cui sono succedute altrettante segnature -, rispettivamente il 40% e il 30%.

Se poi si considera che 13 di quei 17 goal siano stati siglati su azione, e che 5 siano griffati Icardi su tre traversoni di Perisic e due di Candreva, le proporzioni sono ancora più attendibili. Quindi, in ragione di questi dati, e senza nulla detrarre al valore di Icardi, è evidente che le sue abilità di concretizzazione vengano rimarcate dal supporto delle due ali, specie in circostanze ove gli spazi siano decisamente più ampi. Ad ogni modo, la proprietà commutativa non sbaglia mai: pur invertendo l’ordine dei fattori, l’effetto P-I-C non cambia. È sempre decisivo e devastante. E stasera al ‘San Paolo’ è atteso dalla prova Napoli, in un confronto a distanza con i tre tenori che stanno trascinando gli azzurri.

VERSO IL BIG MATCH: I NUMERI DI NAPOLI-INTER

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