Mancini a Sky: “Alla Samp gli anni più belli, alla Lazio le vittorie”

Mancini a Sky: “Alla Samp gli anni più belli, alla Lazio le vittorie”

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L’allenatore dell’Inter, Roberto Mancini, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sky, incalzato dalle domande di Paolo Condò. Queste le parole del tecnico jesino, che ripercorre le varie fasi della sua carriera da calciatore:

BOLOGNA – “Giocare nelle giovanili di una squadra professionistica era il sogno di tutti i ragazzi. Io avevo avuto quella fortuna, quindi il giorno passava bene, la sera un po’ meno perché eravamo in un convitto a Casteldebole, dove spesso c’era la nebbia e abitavamo con altri ragazzi più grandi di noi. Sarei voluto rimanere a Bologna, perché mi trovavo bene con le persone, con i bolognesi, stavo benissimo. Non avrei mai pensato di lasciare, però, retrocedemmo in B quell’anno lì e il Bologna aveva bisogno di fare cassa e c’erano diverse offerte”.

SAMPDORIA – “Nella sfortuna di lasciare Bologna, dov’ero cresciuto calcisticamente, sono andato a Genova e ho trovato un’altra famiglia, praticamente, tutti ragazzi giovani, un grande presidente come Mantovani, un grande direttore sportivo come Paolo Borea, una famiglia vera. Sicuramente, sono stati gli anni più belli di gioventù. Noi vivevamo in simbiosi praticamente 24 ore al giorno. La finale persa contro il Barcellona? Quell’anno eravamo molto concentrati sulla Coppa dei Campioni, qualcosa di anche troppo grande, forse. Però, volevamo provare ad arrivare fino in fondo e arrivammo alla finale. Sapevamo che era l’unica chance che avremmo avuto, sapevamo che, probabilmente, dopo quella partita sarebbero cambiate tante cose.

LAZIO – “Furono tre anni bellissimi. All’inizio era impossibile viverci per uno che arriva da Nervi, era un caos totale. Pero, dopo uno si abitua e ci vive bene. Poi, perché la Lazio stava costruendo una squadra molto forte, che voleva vincere, il presidente Cragnotti fece degli investimenti enormi per quella squadra e alla fine furono tre anni importanti, pieni di vittorie e straordinari, forse i  più belli della Lazio, insieme allo scudetto di Maestrelli. Forse ha vinto anche poco per la qualità dei giocatori che aveva”.

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