PARTITE STORICHE: Inter-Aston Villa 3-0 1990/91

PARTITE STORICHE: Inter-Aston Villa 3-0 1990/91

di
intervista klinsmann

Si dice che dopo un tramonto venga sempre l’alba. E’ sempre stato così, per ogni cosa, e la consapevolezza di poter stare a guardare il sole sorgere ci fa sperare che prima o poi quel sole sorga davvero. Ma ci sono due elementi imprescindibili perché tutto ciò possa accadere: uno è la certezza del tramonto precedente, l’altro è il sentimento di scoramento che esso lascia. Se la coscienza di questi due eventi latita, allora l’alba rimarrà lontana.

TRAMONTO – Sono le 23.00 di mercoledì 24 ottobre 1990 e nel cielo d’Inghilterra il sole è già tramontato da un pezzo, ma in quello di Birmingham la luna non trova ancora posto. L’Inter sta infatti tornando negli spogliatoi del Villa Park dopo una sonora sconfitta: sonora non tanto per il finale in sè, un freddo 2-0 d’autunno (gol di Nielsen e Platt), quanto per il peso che un risultato del genere assume se sei costretto a ribaltarlo per continuare a sognare. Sono infatti i sedicesimi di finale di Coppa Uefa e la porta per gli ottavi passa comunque dal ritorno al Meazza. Nel turno precedente l’Inter aveva eliminato il Rapid Vienna, dopo aver perso 2-1 in Austria e vinto 3-1 a San Siro: una piccola rimonta, un’anticipazione di quello che il destino aveva voluto presentare al cospetto dei nerazzurri qualche settimana più tardi. Ma ora davanti ci sono i ben più quotati inglesi di David Platt, e l’impresa è più ardua. Prima di rientrare negli spogliatoi, nel buio di quella serata, i nerazzurri avevano cercato il conforto della luna, assente, trovando però solo tanta altra delusione. A quel punto era certo: il tramonto c’era stato e lo scoramento era grande. L’operazione riscatto poteva partire.

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FIDUCIA – Le parole di Trapattoni fanno breccia nel cuore della Milano nerazzurra, una Milano che ci crede. I biglietti finiscono qualche giorno prima della partita: a San Siro il 7 novembre arriva l’Aston Villa, forte del 2-0 dell’andata, ed è previsto il pienone, con 80.000 persone che renderanno la Scala del calcio una bolgia. Quell’Inter è a tratti la stessa che conquistò lo scudetto dei record due anni prima. In porta c’è sempre Walter Zenga, ormai una bandiera nerazzurra; davanti a lui lo zio Bergomi, Ferri, Battistini e il terzino sinistro della Germania Brehme; la spinta a centrocampo la danno l’onnipresente Nicola Berti, Bianchi, Pizzi e il monumentale Lothar Matthaus; le due punte di diamante sono Aldo Serena, bomber dell’ultimo scudetto, e Jurgen Klinsmann, fuoriclasse ex Stoccarda e campione del mondo con la nazionale: è lui il valore aggiunto di un’Inter che in Italia non era riuscita a vincere dopo il tredicesimo titolo, ma che voleva farlo in Europa. Anche dai suoi piedi passa la rimonta.

SPIRAGLIO – Gli inglesi sono squadra solida, oltre che molto fisica, ma passano sette minuti dal fischio d’inizio che il primo boato scalda gli undici nerazzurri: lancio di Battistini da dietro la metà campo, Jürgen Klinsmann si incunea nella difesa avversaria e dopo aver subito una carica dal difensore, cade riuscendo però a battere a rete. Il portiere non può nulla, e l’Inter è già avanti: 1-0 e il sogno continua. Mentre il pubblico incita i propri beniamini, la partita va avanti e la squadra di Trapattoni è padrona del campo, schiaccia gli inglesi senza però riuscire ad affondare ancora in maniera letale. La prima frazione finisce, ma c’è ancora tutto il tempo per provare l’assalto.

SOGNO – Negli spogliatoi il tecnico di Cusano Milanino carica la squadra a dovere e al rientro in campo i nerazzurri divorano gli avversari, mettendo in mostra un gran pressing e un’aggressività raddoppiata rispetto al primo tempo. Al minuto 62 in numero dieci Lothar Matthaus batte una punizione dalla destra dell’area: il pallone è indirizzato sul primo palo, dove Pizzi prolunga di testa; sul secondo palo è appostato Berti, l’idolo dello stadio, che calcia di controbalzo di sinistro sul palo opposto. La rete si gonfia per il 2-0, e la partita vera, come suggerisce Pizzul in telecronaca, inizia ora. L’Aston Villa cede di schianto sotto i colpi di San Siro, galvanizzato dalla nuova situazione di parità; i nerazzurri invece sembrano correre il doppio. E’ proprio questa la sensazione che si ha al 74′, quando Brehme lancia sulla fascia Pizzi, che si invola e, dopo aver sbagliato il primo cross, azzecca il secondo. Sul secondo palo attende Alessandro Bianchi, il quale incrocia di destro al volo e batte ancora una volta Spink. Il 3-0 manda l’Inter in paradiso e l’Aston Villa all’inferno. L’Inter ha un’altra occasione con Klinsmann per arrotondare il punteggio, ma il panzer spreca dopo aver costruito tutto benissimo. Finisce così e per gli 80.000 di San Siro è festa grande. La rimonta è completata, l’Inter è agli ottavi della Coppa Uefa (che poi vincerà nel maggio successivo) e la luna torna a splendere nel cielo prima che possa rinascere il sole.

INTER-ASTON VILLA 3-0 (1-0) MARCATORI: 7? Klinsmann, 62? Berti, 74? Bianchi INTER (4-4-2): Zenga; Bergomi, Brehme, Battistini (85′ Paganin), Ferri; Bianchi, Berti (81′ Mandorlini), Pizzi, Matthaus; Klinsmann, Serena. Allenatore: Giovanni Trapattoni ASTON VILLA (4-4-2): Spink; Price, Gray, McGrath, Mountfield (81′ Olney); Nielsen, Daley, Platt, Birch; Cowans, Cascarino. Allenatore: Jozef Venglos ARBITRO: Aleksey Spirin (Russia) [youtube]http://youtu.be/EBfrveF-oEE[/youtube]

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