PARTITE STORICHE: Roma-Inter 4-5 1998/99

PARTITE STORICHE: Roma-Inter 4-5 1998/99

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Nel giorno in cui Roy Hodgson è diventato il nuovo c.t. della Nazionale inglese, ci sembra quasi doveroso dedicargli il nostro consueto appuntamento con la storia, tirando in ballo una di quelle partite che il tifoso nerazzurro non potrà mai dimenticare, nonostante non abbia contribuito a portare in bacheca trofei o targhette: è il 3 maggio del 1999 e l’Inter, guidata proprio dal tecnico britannico, scende in campo a Roma, contro il giallorossi di Mister Zeman. Ronaldo e compagnia si presentano all’Olimpico con 40 punti in classifica, dopo un’annata deludente, fatta di punti di massimo lodevoli (vedi la vittoria interna con il Real Madrid per 3-1) e di momenti censurabili (come la sconfitta a Genova per mano di una quasi retrocessa Sampdoria per 4 a 0): il tutto condito dall’alternarsi di ben quattro allenatori, ovvero Simoni, Lucescu, Castellini e proprio Hodgson, al ritorno a Milano dopo due anni. Proprio quella di Roma è la sua nuova prima volta da allenatore dell’Inter. La Roma, al contrario, vive un momento di calcio esaltante che dura da circa due anni: sulla panca dell’Olimpico siede il boemo Zdenek Zeman, maestro di calcio e di vita, noto anche per le sue fresche accuse di doping nel mondo del calcio. Ma agli amanti del calcio giocato sono rimaste impresse soprattutto le varie “imprese” raggiunte con il Foggia dei miracoli e la Lazio della metà degli anni ’90; da due stagioni il nipote di Céstmir Vycpàlek ha cambiato sponda del Tevere e continua imperterrito a insegnare ai suoi giocatori quella che è la filosofia più incondizionata del gioco del calcio: la costante ricerca del gol.

LE SQUADRE – Zeman mette in campo lo storico 4-3-3: a guardia della porta c’è l’austriaco Konsel, mentre in difesa giocano centrali Zago e Aldair, con Candela e Quadrini pendolini sulle fasce. Nello scacchiere tattico del boemo i terzini sono come sempre fondamentali: non ricevono ogni volta la sfera per partecipare direttamente all’azione, ma sono utilissimi nel portar via l’avversario che marca l’attaccante esterno in possesso di palla. Non è nemmeno un caso che questi ultimi giochino sulle fasce “improprie”, quelle opposte al loro piede preferito, in modo da poter convergere ogni volta verso il centro e suggerire per Delvecchio, attaccante centrale: Paulo Sergio, mancino, gioca a destra, mentre Totti, destro, gioca quasi esterno a sinistra. Nell’Inter il neo-allenatore Hodgson sistema la squadra con un 4-3-1-2, mettendo in campo Roberto Baggio alle spalle di Ronaldo e Zamorano. A centrocampo l’inglese schiera i tre mastini Simeone, Zanetti e Cauet, che faranno da guardia a una difesa in linea in cui gli esterni, Bergomi e Colonnese, attaccano poco mentre i centrali spesso si perderanno tra le trame offensive della squadra avversaria.

FIAMMATE – Il primo tempo è maggiormente di marca interista, e vede protagonista un ispiratissimo Baggio, fenomeno come sempre nel dettare più volte il passaggio decisivo e i tempi della gara. E’ su un suo suggerimento che Ronaldo taglia in due la difesa giallorossa e salta Konsel in uscita al 16′, siglando l’uno a zero. I più si aspetterebbero la risposta veemente della Roma, ma è l’Inter ad amministrare la partita e affondare più volte, fino a trovare il secondo gol con Zamorano, bravo e fortunato nel girare a rete un cross dal fondo del solito numero 10 interista. Finalmente la Roma si scuote e si fa vedere più volte nella metà campo avversaria, con i soliti inserimenti negli spazi: è su uno di questi che Paulo Sergio viene braccato da Silvestre al centro dell’area di rigore. Tiro dagli undici metri e gol di Totti, che batte Pagliuca. La Roma gioca da squadra vera, ma l’Inter ha nei suoi attaccanti delle punte di diamante pregevoli, particolarmente in serata all’Olimpico. Dieci minuti prima dell’intervallo, Zanetti regala un assist meraviglioso a Zamorano, che scatta sul filo del fuorigioco e con un grandissimo scavetto segna il 3-1: la difesa ballerina delle squadre di Zeman è un dato di fatto.

CUORE ROMA, MA L’INTER C’E’ – Non sappiamo cosa gli allenatori abbiano detto ai loro uomini negli spogliatoi, ma i giocatori romanisti sembrano di tutt’altra pasta rispetto al primo tempo, quando non avevano demeritato ma non erano stati capaci di reggere l’urto degli avanti nerazzurri: dopo tre minuti infatti si è già sul 3-3. Prima Paulo Sergio, poi Delvecchio battono il portierone interista con due colpi testa: è curioso notare che nessuno dei cross venga dal fondo, così la responsabilità di questi gol è tutta della difesa degli ospiti. A questo punti l’ago della bilancia è tutto a favore dei ragazzi di Zeman, ma il contropiede nerazzurro è micidiale. La difesa dei padroni di casa si alza, Baggio lancia  Zamorano che, a tu per tu con Konsel, serve il liberissimo Ronaldo: il brasiliano deve solo depositare in porta per la doppietta personale e il nuovo vantaggio interista. Al 63′ Pagliuca deve uscire per infortunio e viene sostituito da Frey, che resiste solo per un quarto d’ora. Al 78′ infatti da un tiro sbagliato di Paulo Sergio la palla arriva a Totti, che fa una sponda per Di Francesco: il tiro del centrocampista non è irresistibile, ma Frey non può nulla. Sembra finita, ma prima Djorkaeff impegna Konsel da fuori area, poi ancora Baggio va al cross su punizione: Simeone stacca di testa e segna il clamoroso 5-4.

DOPO IL MATCH – Con la vittoria dell’Olimpico la squadra di Hodgson conquista tre punti che la portano a quota 43: chiuderà la stagione con un pessimo ottavo posto e perdendo due delle ultime tre gare di campionato. Il tecnico lascerà l’Inter subito dopo la fine del campionato, quando Moratti decide che è giunta l’ora di voltare pagina e chiamare uno degli allenatori più vincenti che ci siano sulla piazza: Marcello Lippi. La Roma invece perderà la gara successiva a Piacenza, ma vincerà le ultime due, chiudendo a 54 punti, a una sola lunghezza dalla Champions League: per la squadra capitolina, che in estate rinuncerà a Zeman per instaurare un ciclo vincente ma non spettacolare con Capello, sarà solo Coppa Uefa.

ROMA-INTER 4-5 (1-3) MARCATORI: 16′ Ronaldo, 21′ Zamorano, 25′ Totti, 34′ Zamorano, 47′ Paulo Sergio, 48′ Delvecchio, 55′ Ronaldo, 78′ Di Francesco, 87′ Simeone. ROMA (4-3-3): Konsel; Quadrini, Zago, Aldair, Candela; Alenitchev (32′ Tommasi), Di Biagio (84′ Tomic), Di Francesco; Paulo Sergio (79′ Gautieri), Delvecchio, Totti. Allenatore: Zeman. INTER (4-3-1-2): Pagliuca (63′ Frey); Bergomi, Silvestre, Simic, Colonnese; J. Zanetti (79′ Djorkaeff), Cauet, Simeone; R. Baggio; Ronaldo, Zamorano. Allenatore: Hodgson. ARBITRO: Collina (Italia)

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