Sconcerti promuove la Nazionale: “Mancini valore aggiunto, forse il peggio è passato”

Sconcerti promuove la Nazionale: “Mancini valore aggiunto, forse il peggio è passato”

Il noto opinionista ha analizzato la situazione della Nazionale attualmente allenata dall’ex nerazzurro per il Corriere della Sera

di Marco Calore, @marcocalore00
intervista sconcerti

In un articolo presente oggi sul Corriere della Sera, Mario Sconcerti ha analizzato la situazione della Nazionale dal drammatico post ItaliaSvezia fino all’arrivo dello stimato Mancini, con uno sguardo significativo anche alla determinante sfida di questa sera contro la Polonia: “L’Italia che gioca stasera è una buona squadra, forse il peggio è alle spalle. Non sto parlando di miracoli, solo di una buona guida (Mancini) molto rispettata dentro il gruppo, e di un momento particolare: nessuno sale di questi tempi, tutti si adattano. Per la prima volta non si può più crescere tecnicamente, non si può più giocare molto meglio degli altri“, scrive il giornalista toscano.

Non abbiamo fuoriclasse, ma non li hanno nemmeno gli altri. Una Nazionale che può far partire Belotti dalla panchina, forse anche Chiesa, anche Verratti, non può essere una brutta Nazionale – sottolinea Sconcerti -. Basta non mandarla fuori giri. Oggi tutto è fuori giri. Quando si parla per esempio di giovani, ci si dimentica in che modo vengono proiettati nel grande calcio eventuale. Due giorni dopo il debutto sono già un’azienda. Il procuratore diventa più importante del padre e non sempre è un buon padre. Non basta saper giocare a calcio.”

Il noto opinionista ha poi continuato: “Credo comunque che siamo davanti a un inizio. Giocatori come Bernardeschi, Belotti, Insigne, Chiesa, Bonucci, Chiellini non sono da piccola Nazionale. Sono da buona squadra. Rispetto al ciclo di Ventura hanno due anni in più, altri si sono aggiunti. Non è obbligatorio essere ottimisti, ma nemmeno continuare a pensare che non si può cambiare. Mancini è infine un valore aggiunto: nessun c.t. (a parte Deschamps) è stato un giocatore che ha conosciuto il calcio come lui. In un ambito equilibrato come quello attuale è anche questa una differenza“. Piena fiducia quindi all’ex allenatore dell’Inter, in attesa di vedere questa sera come l’Italia si presenterà in campo a Bologna.

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