Beccalossi: “Inter, che ricordi! San Siro sempre pieno e quel derby…”

Beccalossi: “Inter, che ricordi! San Siro sempre pieno e quel derby…”

Evaristo Beccalossi, intervistato da Inter Channel, ha ripercorso varie fasi della sua esperienza in nerazzurro, ricordando il decimo scudetto e la doppietta nel derby

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Evaristo Beccalossi, intervistato da Inter Channel, ha ripercorso varie fasi della sua esperienza in nerazzurro. Queste le sue parole:

PRIMO ANNO – “Nel mio primo anno da interista la maggior parte dei giocatori in squadra arrivavano dal settore giovanile. Tutto il gruppo sin dall’inizio era in gran sintonia con mister Bersellini. Lui aveva costruito un ottimo gruppo di soli giocatori italiani. I ritiri con la squadra erano più duri e ben diversi da quelli di adesso. Sono stato nel gruppo che ha fatto per la prima volta una tournée in Cina”.

SAN SIRO – “San Siro ai miei tempi era quasi sempre pieno, guardare i tifosi che urlavano il mio nome era qualcosa di incredibile. Penso che sia stato uno dei momenti più belli della mia carriera, lo porterò sempre con me”

SCUDETTO DELLA STELLA – “Quello che ci ha portato allo scudetto della stella è stato un percorso incredibile. Giocavamo a memoria, era tutto perfetto. Ovviamente anche la fortuna ha fatto al sua. In attacco con Altobelli e Muraro andava alla grande ma anche dietro di me avevo giocatori come Oriali, Marini e Baresi. In quegli anni la Juventus era molto forte, aveva gran parte dell’ossatura delle due nazionali del 1978 e del 1982. Giocare contro di loro era sempre difficile, avevano una squadra con grande personalità”

DERBY – “Nella gara contro il Milan in cui realizzai una doppietta capii cosa significasse il derby di Milano. L’affetto dei tifosi in giro per la città mi dava sempre molta carica. In quegli anni fortunatamente avevamo una buona tradizione nei derby”.

CESSIONE E RITIRO – “Sono andato via dall’Inter a 27 anni quando ero ancora titolare. La società aveva puntato su altri giocatori. Chiusi la mia carriera al Brescia a 32 anni. Non ho avuto difficoltà a smettere di giocare, sono stato fortunato perché in quel periodo avevo delle situazioni extra-calcistiche già pronte”.

RICORDO PIU’ BELLO – “La cosa più bella della mia esperienza all’Inter, a mio avviso, era che il popolo interista si identificava in noi. Ho lasciato un buon ricordo anche al giorno d’oggi”.

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