Calciopoli – La Juve chiede i danni a FIGC ed Inter. Il TAR si pronuncerà tra 45 giorni

Calciopoli – La Juve chiede i danni a FIGC ed Inter. Il TAR si pronuncerà tra 45 giorni

Si avvia a concludersi quello che potrebbe essere l’ultimo atto della vicenda Calciopoli. La società bianconera ha fatto richiesta al TAR del Lazio di un risarcimento pari a 440 milioni. Il giudizio arriverà dopo l’estate

intervista ghirardi

A distanza di 10 anni non si placano i veleni dello scandalo Calciopoli tra Juventus, società condannata in tutte le sedi di giudizio, FIGC ed Inter. Con un dibattimento di circa 30 minuti le parti hanno illustrato le loro ragioni: i bianconeri, supportati dall’avv. Chiappero e dal consulente amministrativo Pasquale Landi, chiedono un risarcimento di 440 milioni per il danno subito dalla revoca dello scudetto del 2006; dall’altro lato FIGC ed Inter, difesi dagli avvocati Medugno e Torchia, reputano infondate ed eccessive le richieste del club torinese.

LANDI E AVV. CHIAPPERO – “Il punto principale – spiega Landi al termine dell’udienza – è che a fronte di una situazione dove l’Inter ha avuto lo scudetto per scorrimento della graduatoria a seguito di una sanzione sportiva inflitta dagli organi di giustizia sportiva, successivamente, quando anche sono stati accertati illeciti sportivi prescritti, il Consiglio federale della Figc non ha adottato alcun provvedimento. Le disparità di trattamento in questo processo – aggiunge l’avv. Chiappero – ci sono state e credo che se qualcuno le voglia rivedere non sia così difficile farlo”.

AVV. MEDUGNO – “La richiesta della Juventus – precisa l’avvocato della Federcalcio – è astronomica anche in ragione della debolezza degli argomenti giuridici che la supportano. La Figc resiste dunque a una richiesta risarcitoria che ritiene infondata”

AVV. TORCHIA – “Si tratta di puro antagonismo sportivo – sostiene il legale nerazzurro – portato nelle aule dei tribunali. L’Inter non c’entra nientela posizione della Juventus è inammissibile e infondata. Dal Tar ci aspettiamo che faccia il suo lavoro”. 

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