Cambiasso: “La terza stella juventina? La matematica non è un’opinione”

Cambiasso: “La terza stella juventina? La matematica non è un’opinione”

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Chiaro e con un tocco di sana pragmaticità, Cambiasso ha parlato a tutto campo della stagione appena passata e dell’Inter che verrà. In una lunga intervistata al Corriere dello Sport, l’argentino ha toccato vari punti e pensato a chiarire alcune cose prima di tutto le critiche ricevute dalla squadra per mancanza di fame: “Secondo voi Jordan, Federer, Nadal o gli All Blacks possono perdere la voglia di vincere? Chi è abituato a vincere, soffre di più quanto non ci riesce“. Seguito anche quest’estate dal Galatasaray, l’argentino ha dichiarato di voler restare in nerazzurro poiché pensa di poter dare ancora molto alla squadra e rifiuta le critiche ricevute nei mesi scorsi quando era stato definito un intoccabile: “Sentivo dire che io ero intoccabile, eppure sono stato fuori nella partita decisiva di Champions contro il Marsiglia, a Torino contro la Juve e l’anno prima contro lo Schalke ?04“. Alla domanda sui clan argentini presenti nello spogliatoio Cambiasso ancora una volta mette a tacere le voci dichiarando con chiarezza: “La storia dei clan è stata tirata fuori da Ibrahimovic, nel suo libro che parlava di tante cose. Quando uno dice che i clan ci sono, fa molto rumore. Se poi altri 100 sostengono il contrario, fanno meno rumore. E? come allo stadio: 10 che fischiano si sentono di più di 100.000 che rimangono in silenzio. All’Inter ci sono legami normali di amicizia come in tutte le aziende“. Chiaro come al tormentone sul numero di scudetti juventini: “Non capisco perché non mi chiedete quanti ne hanno vinti il Milan, il Genoa o il Torino. Quando ci sono i numeri, non c’è una risposta soggettiva. La matematica non è un?opinione“. Le ultime parole vengono invece spese per Palacio che lo ritiene un giocatore molto utile alla causa nerazzurra e che è migliorato molto sotto il punto di vista realizzativo. Avendo indossato poi la maglia di un grande club come il Boca Juniors non avrà poi – sempre secondo Cambiasso – problemi di pressione a Milano.  

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