Capello: “Allenare l’Italia? No, basta: ho fatto la mia ultima esperienza in Cina. In Nazionale manca il talento”

Capello: “Allenare l’Italia? No, basta: ho fatto la mia ultima esperienza in Cina. In Nazionale manca il talento”

L’ormai ex tecnico dello Jiangsu Suning parla ai microfoni di Radio 1

di Daniele Najjar, @Daniele_najjar

E’ giunta al termine l’esperienza in Cina di Fabio Capello, ex tecnico dello Jiangsu Suning, club di proprietà della famiglia Zhang. Il 28 marzo 2018, dopo appena 3 partite di campionato (in cui aveva totalizzato una vittoria e 2 sconfitte), ha infatti rescisso consensualmente il contratto. Lo stesso Capello, ha parlato della sua esperienza ai microfoni di Radio 1: “Molto interessante. Un calcio ed un mondo diverso. Ho trovato difficoltà nella comunicazione, perchè i cinesi parlano poco le lingue”.

Sul livello della Serie A Capello dice: “C’è poca qualità, credo che tutti possano imparare da quelli più bravi. Se tutti i giocatori top vanno nelle squadre straniere, il calcio italiano non ha grandi giocatori da cui imparare. Io da giovane copiavo da campioni come Suarez”.

Sulla Nazionale poi, è categorico sul suo possibile ritorno: “Ho già detto no. Ho già fatto esperienza con Inghilterra e Russia. Ho fatto la mia ultima esperienza con Suning in Cina. L’ho lasciata in buone condizioni. Ora basta mi diletto a fare il commentatore, un ruolo in cui si vince sempre. Mancini? Noi allenatori siamo molto bravi con giocatori di buon livello. Credo che in questo momento all’Italia manchino dei leader che facciano la differenza. Mancini ha carisma, ma mi sembra che manchino i talenti. Nuovi talenti? Se non fai giocare i giovani, non puoi capire se sono adatti. Il salto nel giocare in Nazionale è molto grande. Ci sono giocatori grandi in Serie A che poi in Nazionale spariscono”.

Riguardo a top player come Ronaldo e Messi: “Ieri ho visto la partita del Real Madrid. Quando è uscito Cristiano Ronaldo hanno cercato di fare qualcosa di pericoloso, ma con molta più difficoltà. Lo stesso vale per Messi. La qualità di questi giocatori permette anche chi è vicino a loro di fare meglio”.

Sulla Champions, con le italiane chiamate ad imprese quasi impossibili: “Difficile rimontare per le italiane. Aldilà della rimonta, anche nella prossima partita sia Real che Barcellona partono già dall’1 a 0 con i giocatori che ha. Non do molte possibilità alle italiane, anche se mi dispiace”.

Riguardo al futuro del calcio italiano: “In Italia si fa fare tattica a 12 anni. In Spagna fino ad una certa età ci si allena solo con la palla. Servono insegnanti che sappiano allenare la tecnica”.

Sull’esperienza alla Roma: “Fatica enorme. Allenare a Roma è molto difficile: ci si esalta facilmente.  Roma è bellissima, ma ha questo problema. Dopo lo Scudetto, per sei mesi hanno continuato a far festa”.

Sulla lotta scudetto: “La Juventus ha solidità mentale, mi sembra che il Napoli stia perdendo il gioco frizzante e bello che ha mostrato nella prima parte del campionato fino a poco fa. La Juve è favorita”.

Una battuta su Zidane: “Ha carisma e personalità. Gode di credibilità agli occhi dei giocatori. A volte prende decisioni che magari sono contrarie al pensiero della squadra”.

Parlando poi dei migliori prospetti per il dopo Messi-Ronaldo: “Mbappè è un giocatore che mi piace molto. Ha un grande futuro e ricorda Cristiano Ronaldo. E poi c’è Neymar che come qualità può essere paragonato a Messi come fantasia e qualità”.

In chiusura, in studio lo salutano “sperando in una sorpresa su un’altra panchina”. E Capello, sorridendo, chiude: “No no no, basta basta”.

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