Cattelan: “Folle criticare Icardi. Spalletti? Umanamente un grande, siamo vicini di casa e ci siamo promessi che…”

Cattelan: “Folle criticare Icardi. Spalletti? Umanamente un grande, siamo vicini di casa e ci siamo promessi che…”

L’intervista del giovane ed eclettico conduttore sul settimanale Fuorigioco

di Antonio Siragusano

Il giovane e bravo conduttore televisivo Alessandro Cattelan, è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport, all’interno del nuovo settimanale Fuorigioco. Naturalmente, tra le tante domande nei suoi confronti non si poteva non parlare di Inter, considerata la sua nota vicinanza ai colori nerazzurri.

ICARDI – “Folle criticare Mauro, poteva fare quello che voleva, si è innamorato di una donna e a 20 anni, quando molti colleghi non sanno neanche allacciarsi le scarpe, ha cresciuto tre figli non suoi. Lo sfoggio del lusso? Non mi risulta che quei soldi li abbia rubati, quindi ha il diritto di farne ciò che vuole. Cessione? In queste cose non entro, ma se sono sopravvissuto all’addio di Ronaldo posso digerire qualsiasi cosa. Non che non mi affezioni, tanto che Cancelo alla Juve mi fa girare le scatole, ma alle bandiere non credo più”.

 SPALLETTI – “E’ un grande, umanamente e tecnicamente. Serviva uno come lui, dopo anni senza una guida forte in panchina. Siamo quasi vicini di casa, ci siamo promessi di fare conoscere e giocare le nostre figlie che sono coetanee”.

CATTELAN TIFOSO – “Ma la mia passione prescinde dai risultati. Andavo a San Siro anche nel gelo di gennaio per la Coppa Italia. Il Ninja è un grande, dicono che gli piaccia la vita notturna ma io sono per la libertà. Basta che poi uno renda in campo. E sto già lavorando per avere Nainggolan a EPCC”.

INTERISTI EPCC –Nei vari programmi sono venuti a trovarmi D’Ambrosio, Borja Valero, Perisic, Gagliardini. Con Roberto abbiamo fatto un bello sketch perché non segnava mai e abbiamo studiato un’esultanza propiziatoria simulando il gesto di uno che mescola la polenta. Ha subito fatto gol a Cagliari e poi con l’Atalanta. Visto che però dopo si è fermato di nuovo, lo aspetto in TV per ridargli la carica”.

MADRID 2010 – “Ero a Madrid. E sento quella Coppa più mia di un Arnautovic. In tutte le partite interne allo stadio ed esterne in tv ho avuto di fianco l’amico Gibba, sempre con gli stessi vestiti e lo stesso cibo. Peccato che prima della semifinale col Barcellona lui sia dovuto andare in Brasile. Panico! Allora compro due biglietti e mi faccio dare il suo giubbotto che metto sul seggiolino accanto al mio al Meazza. Amici furibondi perché volevano quel biglietto ma non se parlava nemmeno!”.

LAZIO-INTER – “Da un po’ amo vedere le partite dell’Inter da solo a casa, ma avevo appena fatto il rogito ed era il secondo giorno in quella nuova. Ho temuto che, in caso di sconfitta, avrei ‘bruciato’ la casa, quindi ho accettato un invito da amici pensando: “Se proprio va male non vedrò più gli amici…”.

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