Cuper: “Porterò sempre l’Inter nel cuore. 5 maggio? Ancora oggi non riesco a darmi una risposta”

Cuper: “Porterò sempre l’Inter nel cuore. 5 maggio? Ancora oggi non riesco a darmi una risposta”

L’ex allenatore nerazzurro ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport

di Raffaele Caruso

Hector Cuper, ex tecnico nerazzurro e attuale ct dell’Egitto che parteciperà al Mondiale in Russia, è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport per ricordare le emozioni provate durante la sua esperienza sulla panchina dell’Inter: Squadra che porterò sempre nel cuore. Voglio bene ai tifosi, mi hanno trattato in modo straordinario. La nostra Inter forse non era spettacolare dal punto di vista del gioco, ma lo stadio era sempre pieno: raramente in carriera ho visto un ambiente così caldo. Anzi, mai: San Siro esaurito è impressionante, unico al mondo”.

– Poche gioie, tante delusioni:  “Si riferisce al 5 maggio e alla semifinale Champions contro il Milan nel 2003? Nessun titolo, vero, ma vado orgoglioso di quanto fatto. Abbiamo cambiato la mentalità dopo stagioni complicate. Poi con Mancini e Mourinho l’Inter vinse tutto, probabilmente anche grazie alla nostra base. Certo, mi sarebbe piaciuto vincere qualcosa, ma sono comunque soddisfatto”.

– Il 5 maggioPartita incredibile, dura da spiegare. Ancora oggi non riesco a darmi una risposta”.

– I problemi con Ronaldo: Ripeto: non conta il singolo, ma il gruppo. I fuoriclasse possono farti vincere con la giocata, ma cosa farebbero senza gli altri dieci? Pensate alla nostra Inter: Toldo in porta, Cordoba, Materazzi e Zanetti in difesa, Di Biagio a centrocampo, quando c’era bisogno Kallon e Ventola in attacco. Solo per citarne alcuni. Conta la squadra, lo ripeterò sempre, fino alla morte”.

– Il rapporto con Moratti: “Fui esonerato dopo il 2-2 di Brescia, ma nessun rancore. Il Presidente è una grande persona, tra di noi il rapporto è sempre stato ottimo”.

– Il miglior risultato ottenuto a Milano: “Aver ridato fiducia dopo tanti anni complicati. La gente tornò di nuovo a crederci: “Possiamo vincere ancora”. Con noi è iniziata un certo tipo di crescita”.

– Calciopoli: “Ci rimasi molto male. Diamo tutto sul campo, poi all’esterno accadono certe cose… Vien da pensare: “Si sputa sangue per cosa?”. Per fortuna alla fine la giustizia fece il proprio corso e i problemi furono risolti”.

– L’Inter di oggi: “Sono cambiate tantissime cose, oggi è un altro club. Ma possono arrivare in Champions League, inoltre c’è Luciano Spalletti: una garanzia, l’uomo giusto per l’Inter. E vorrei dare anche un consiglio.  Lasciamo lavorare Luciano in tranquillità. A volte manca la pazienza e si pretende tutto e subito, complicando il lavoro. Spalletti è l’allenatore ideale per questo progetto, bisogna continuare con lui. Con la speranza di vedere l’Inter in alto, dove merita. Il prima possibile”.

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