Dall’Empoli all’Inter, il viaggio nel calcio di Luciano Spalletti: la voglia di bello non si smarrisce mai

Dall’Empoli all’Inter, il viaggio nel calcio di Luciano Spalletti: la voglia di bello non si smarrisce mai

Oggi il tecnico nerazzurro spegne 59 candeline e vuole condurre l’Inter in Champions

di Raffaele Caruso

Oggi Luciano Spalletti compie 59 anni e La Gazzetta dello Sport ha voluto rendergli omaggio ripercorrendo le tappe più importanti della sua carriera.

L’anima dell’allenatore di Certaldo rimane la stessa che lo ha fatto iniziare ad allenare le giovanili dell’Empoli, passare attraverso soddisfazioni, pause, rilanci e conferme. Spalletti compie oggi il suo primo compleanno da allenatore dell’Inter. Un po’ di nerazzurro nel destino ci dev’essere stato, visto che la prima volta che la incontrò (25 gennaio 1998) la fermò al Castellani con l’Empoli. Un 1-1 firmato Carmine Esposito e Alvaro Recoba (leggendario arcobaleno da metà campo).

Fin dal principio Spalletti insegue e pretende un calcio bello da vedere, organizzato ed efficace. Ecco perché a Luciano è risultato sempre più semplice applicare le sue idee a squadre che non fossero principesse, ma piuttosto a ranocchie che potessero tramutarsi in tali con il lavoro. A Empoli prima salva i toscani, poi li porta dalla C alla B, dalla B alla A fino a salvarli. Dopo Empoli c’è la Sampdoria (esonerato,richiamato e alla fine retrocesso in B), il Venezia (un doppio esonero in una stagione, Maurizio Zamparini presidente), l’Udinese per la prima volta (salva i friulani) e quindi l’Ancona subentrando a Fabio Brini e salvandola in B. Il salto lo compie tornando a Udine nel 2002, portando i bianconeri prima in Coppa Uefa e poi in Champions League.

Il giro d’Italia della sua idea di calcio arriva a Roma nel 2005. E la prima versione giallorossa piace anche all’estero. Spalletti piace e piace perché le sue squadre si riconoscono: serve tempo, è vero, ma alla fine ottiene. A Roma vince due volte consecutive la Coppa Italia e una Supercoppa nazionale. Non poco visto che sono gli anni in cui l’Inter torna protagonista assoluta. Poi il progetto completamente diverso a San Pietroburgo: lo Zenit ha le disponibilità economiche per chiedere successi immediati. Dal 2009 al 2014 vince due volte il campionato russo, una volta ciascuna la Coppa e la Supercoppa nazionale.

Torna a Roma, al posto di Rudi Garcia, portando i giallorossi al terzo posto e al secondo l’anno scorso. La sua idea ora appartiene all’Inter, non più travolgente quando la affrontava da romanista. Ora Luciano, con i nerazzurri, deve fare una sintesi di crescita graduale e necessità di successo. Il che significa accesso alla Champions.

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