Perché Juventus-Inter è il Derby d’Italia? Viaggio alle origini tra aneddoti e curiosità

Perché Juventus-Inter è il Derby d’Italia? Viaggio alle origini tra aneddoti e curiosità

Le origini della rivalità tra Inter e Juventus sono da ricercare nel passato e il termine “Derby d’Italia” le sintetizza nella maniera migliore

di Alessandro Pompa

L’avvicinamento alla sentitissima partita contro la Juventus prosegue e venerdì sera assisteremo al 170esimo Derby d’Italia, il match giocatosi più volte nella storia del panorama calcistico italiano, vale a dire ogni anno da quando esiste il girone unico eccezion fatta per la stagione 2006-2007 quando la Juventus venne retrocessa in serie cadetta a seguito dei fatti di Calciopoli. Ma da dove deriva l’appellativo di “Derby d’Italia”?

Juventus-Inter, storia del Derby d’Italia

L’accezione fu utilizzata per la prima volta in ambito giornalistico dal compianto Gianni Brera, il quale coniò il termine nel 1967 per rimarcare l’accesa rivalità tra le due compagini, praticamente assimilabile a quella tipica di una stracittadina. Rivalità che in quegli anni si venne a creare anche a seguito del famoso episodio avvenuto nella stagione 1960-61, quando l’Inter si vide costretta a rigiocare il match in casa della Vecchia Signora che era stato in precedenza sospeso a causa di disorganizzazione nella gestione dell’afflusso della tifoseria allo stadio (moltissimi tifosi stazionavano a bordo campo, ndr), con conseguente vittoria a tavolino per la squadra ospite. Nel re-match i nerazzurri fecero scendere in campo la formazione Primavera (allora conosciuta come formazione De Martino, ndr) in segno di protesta e il match finì con una netta vittoria bianconera per 9-1, che assegnò lo scudetto alla Juve. Da sottolineare come all’epoca dei fatti Umberto Agnelli fosse contemporaneamente presidente della Juve e della FIGC.

Derby d’Italia: Juventus-Inter oltre il calcio

In tutte le rivalità più sentite, però, vi è sempre alla base un contrasto socio-culturale, come ad esempio in River-Boca o Partizan-Stella Rossa, e anche per il Derby d’Italia le cose non stanno poi diversamente, con le dovute proporzioni. Entrambe le città negli anni ’60 facevano parte del c.d. triangolo industriale (insieme con Genova) e nonostante la vicinanza geografica la competizione nell’attrarre capitale umano e finanziario era notevole. Le manie di grandezza e la voglia di prevalere l’una sull’altra hanno alimentato nel tempo luoghi comuni, vicendevole astio e senso di superiorità. Si aggiunga poi che nel 1967 Inter e Juve erano guidate rispettivamente dalla famiglia Moratti e dalla famiglia Agnelli, simboli dell’imprenditorialità delle due città e del capitalismo italiano, e si comprende come nessun termine fu mai più azzeccato di “Derby d’Italia”.

Derby d’Italia, i veleni di Juventus-Inter

Nel corso del tempo poi, il termine è stato associato anche ad altri aspetti, uno su tutti il fatto che entrambe le squadre sono state per lunghi anni le uniche due ad aver sempre giocato nella massima serie e ad aver vinto il maggior numero di campionati di Serie A. E’ in particolare negli ultimi 20 anni, però, che la rivalità tra i due club si è inasprita, a seguito dell’altrettanto celebre episodio dell’aprile 1998, quando l’arbitro Ceccarini negò un rigore piuttosto palese ai nerazzurri per un fallo di Iuliano su Ronaldo. Il resto è storia recente, dalle condanne di Calciopoli alle polemiche che ne seguirono, tra cui l’assegnazione all’Inter di uno dei due scudetti revocati alla Juventus.

Nonostante, quindi, le radici storiche dell’espressioni “Derby d’Italia”, si può comprendere come tale termine sia adeguato anche oggi a descrivere i sentimenti che giocatori, società e, soprattutto, tifosi vivono alla vigilia del match più sentito dell’anno. Sentimenti che ancora una volta saranno riversati sul terreno di gioco dando vita ad un grande spettacolo sia dentro che fuori dal campo.

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