Verso Milan-Inter, il derby social va ai rossoneri

Verso Milan-Inter, il derby social va ai rossoneri

Sommando i like dei diversi canali delle due squadre, i nerazzurri perdono il confronto

di Antonio Siragusano

Nell’intervista di ieri, Cordoba diceva: “Devi andare in campo e farti un mazzo così, coi like il campionato non lo vinci”. Possano quindi stare tranquilli i tifosi nerazzurri, se nel confronto tra i canali social delle due squadre, quelli gestiti dal Milan hanno un seguito quasi tre volte superiore rispetto a quello dell’Inter.

Come riporta La Gazzetta dello Sport sulle pagine dell’edizione odierna, di storie da raccontare ce ne sarebbero molte: dalla sfida degli account Instagram chiusi e poi riaperti (Donnarumma in estate durante la telenovela contratto, Santon un mese fa causa insulti), da Gattuso che non ha i social a Spalletti che vi si affaccia timidamente, le social-wags  – tra cui domina incontrastata Wanda Nara (3 milioni di follower su Instagram, il marito si ferma a 2,9) – e le interessanti escursioni dei due dirigenti Mirabelli e Zanetti.

Dalla sua, però, l’Inter può vantare di essere stata tra le prime società ad aver intuito le potenzialità della comunicazione digitale: per volere della famiglia Moratti fu il primo club a dotarsi di un sito nel 1995, quest’oggi raggiunto da circa 12,3 milioni (terza squadra in Italia) e non se ne sta con le mani in mano: cresce di circa il 6% al mese. Inoltre, nel periodo di ‘Inter Bells’, generava su Facebook 6.870 interazioni per post: nessuno in Italia faceva lo stesso.

Se diamo uno sguardo alla distribuzione geografica della fanbase (disponibile solo su Facebook), ci si imbatte nel fenomeno Indonesia: nella patria di Thohir il Milan ha più follower che in Italia (molti di più, circa 3,5 milioni contro 1,9) e per la stessa Inter rappresenta il secondo bacino. Qui, l’ostacolo maggiore è rappresentato dalla lingua: il Milan pubblica in italiano, inglese, cinese e sta provando con spagnolo e arabo; l’Inter è più poliglotta, con 8 idiomi in più e, occasionalmente, anche vietnamita, thai, francese, turco e tedesco. La Cina, invece, è un’altra cosa. Facebook e compagnia sono bloccati, i social locali spopolano e la corsa all’oro è tutta lì. Specie per le milanesi, che hanno tutte e due una proprietà cinese e stanno spingendo forte. Entrambe su Weibo, ad esempio, sono ben lanciate (nel duello vince il Milan di circa 100mila persone) e provano a stupire.

Per quanto riguarda i singoli, Donnarumma in Brasile ha più likes di Bonaventura in Italia, Gagliardini ha una base solida di follower argentini, Bonucci strapiace in Algeria, la pagina Facebook di Icardi per ogni fan argentino ne ha 6 italiani. In una classifica complessiva (Facebook-Twitter-Instagram) spicca un duello che stasera vedremo spesso: i 5,9 milioni di Leonardo contro i 4,7 di Mauro. Poi Rafinha, s’è fatto un bel patrimonio ai tempi del Barcellona, e Calhanoglu ha aperto al Milan interessanti prospettive turche. Al settimo posto ci sarebbe Hachim Mastour, che ha un seguito virtuale da 1,7 milioni. Più di André Silva, Miranda, Suso e Perisic, per dire.

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