Domenghini: “L’Inter non giocherà mai bene per un motivo ben preciso, ma ora è arrivata la fortuna”

Domenghini: “L’Inter non giocherà mai bene per un motivo ben preciso, ma ora è arrivata la fortuna”

L’ex ala italiana ha vinto l’europeo del ’68 ed è stato vice campione del mondo nel ’70. Con l’Inter ha vissuto il periodo d’oro della gestione Angelo Moratti

di Paolo Messina

Angelo Domenghini, vecchia gloria dell’Inter e del calcio italiano in generale, ha preso una posizione ben precisa in merito alle ultime vittorie dell’Inter. La manita di successi ha conferito linfa nuova e rinvigorito tutto l’ambiente, ma la strada è ancora lunga. L’opinione dell’ex calciatore è stata raccolta da TuttoMercatoWeb.

“Ora è stato trovato il modulo giusto ed è arrivata anche la fortuna, c’è anche la buona sorte perché Handanovic doveva essere espulso e – sentenzia Domenghini –  il gol di Icardi era in fuorigioco. Quando le cose vanno bene, tutto ruota a tuo favore. E’ un’Inter competitiva, che con Nainggolan è molto più forte e equilibrata. Gli esterni vanno un po’ a corrente alternata ma Candreva è il più forte di tutti, anche di Perisic“.

I nerazzurri, fortuna o meno, hanno imboccato la via giusta. Essere pronti a lottare per obiettivi di una certa importanza è tutt’altro che facile, ma l’Inter sembra aver raggiunto la giusta condizione fisica e mentale per gettarsi a capo fitto nella parte centrale della stagione: “Quando si vince la strada è giusta. Poi bisogna vedere – continua il campione d’Europa ’68 con l’Italia – che cosa succede quando arriva un ko. Manca ancora il gioco, che va a sprazzi e non lo troveranno nè col tempo né con la grandine. I calciatori non sono adatti a giocare bene. Icardi là davanti fa il palo di ferro, sta fermo come un semaforo e così non si può costruire il bel gioco. Icardi dovrebbe andare in appoggio ai centrocampisti, dare un aiuto per farli respirare e invece è sempre bloccato in area”.

Sul discorso scudetto, il pensiero dell’ex ala destra si affianca all’idea comune agli addetti ai lavori e agli appassionati di calcio in generale: “La Juve è un’altra cosa, ha un gioco e calciatori diversi. L’Inter potrà arrivare seconda o terza o quarta ma cambierà poco. Conta arrivare primi”.

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