Éder: “Suning? Se vuole può prendere Messi. In questa Inter avrei avuto più spazio, ma non mi pento della mia scelta”

Éder: “Suning? Se vuole può prendere Messi. In questa Inter avrei avuto più spazio, ma non mi pento della mia scelta”

Il centravanti dello Jiangsu ha raccontato i suoi primi mesi in Cina

di Antonio Siragusano

Sarà il grande ex di Empoli-InterÉder Citadin Martins, oggi attaccante dello Jiangsu Suning. La scorsa estate aveva lasciato l’Inter per cambiare drasticamente la propria vita e trasferirsi in Cina, in un campionato diametralmente opposto a quello italiano. Eppure, l’italo-brasiliano farebbe ancora oggi la stessa scelta, soprattutto dopo l’inizio da goleador all’impatto con il calcio asiatico. Ecco la prima parte della sua intervista, rilasciata questa mattina sulle pagine de La Gazzetta dello Sport.

Eder, lei quel gruppo l’ha lasciato e nelle sue parole non c’è traccia di pentimento.
“In questa Inter forse avrei avuto più spazio anche se è arrivato Lautaro, in Italia potrei ancora giocare in diverse squadre. Però dopo 12 anni ho avuto l’opportunità di conoscere un altro calcio e un altro mondo, e ho avuto voglia di farlo”.

E dunque non si è pentito.
“No: da Nanchino con un’ora di treno sei a Shanghai, nei supermercati trovi prodotti italiani. Ho solo due problemi: la lingua e la guida. Infatti il mio traduttore è anche il mio autista: se anche non mi venisse il mal di testa per i clacson, fra traffico e cartelli illeggibili non potrei mettermi al volante”.

Sì, ma il calcio?
“Non è un calcio di un altro pianeta. Lavezzi me lo disse subito: ‘Guarda che non sarà una passeggiata’. Infatti. Meno qualità che in Italia, ma allenatori stranieri che preparano bene le squadre e un gioco ‘inglese’: attacchi, difendi e corri, corri, corri. Allenamenti tosti, dunque: in campo vanno tre stranieri e otto cinesi, se atleticamente non sei al loro livello non fai la differenza”.

Lei l’ha fatta subito: 11 gol e 7 assist in 16 gare con lo Jiangsu, ma la Champions solo accarezzata.
“Nel prossimo campionato non potremo accarezzarla e basta: lo Jiangsu, fatte le proporzioni, non ha nulla di meno dell’Inter, a partire dagli impianti, dunque per Suning quello è l’obiettivo minimo. E Zhang si sente tanto, anche se si vede poco. Io due volte: mi volle a cena a casa sua appena arrivato allo Jiangsu e poi venne al campo per parlare alla squadra dopo il caso Ramires, che per andare al Benfica non si era presentato agli allenamenti. ‘Io qui voglio solo gente seria, che tiene al nostro progetto. E da domani Ramires se vuole si allena con la squadra B’. Loro sono così”.

Loro sono così, e poi?
“Visto da dentro, si ha più netta la sensazione dell’impero che è Suning. E hanno tutto per portare l’Inter all’altezza di quell’impero: è diventato un affare di famiglia, non in senso economico, e per loro la famiglia è tutto. Quando comprarono l’Inter dissero cose precise: sono esattamente quelle che stanno facendo. Hanno parlato di crescita: non hanno promesso scudetto e Champions subito, o di far arrivare Messi”.

Prego?
“Guardi: Suning se vuole può sognare e far sognare chiunque e qualunque cosa, nel calcio. Anche Messi, sì: la questione fiscale è importante per chi gioca in Spagna e se Ronaldo è venuto alla Juve…”.

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