Ever Banega: l’Inter è già pazza per il suo tuttocampista

Ever Banega: l’Inter è già pazza per il suo tuttocampista

Può già meritare la palma di migliore acquisto nerazzurro dell’estate 2016 Ever Banega, fosse solo per il costo speso da Ausilio per il suo cartellino: zero euro. Poca spesa ma tanta resa per questo autentico folletto del centrocampo, descritto così da La Gazzetta dello Sport:

“Banega, in nazionale, ha una storia che è iniziata in America, nel 2008, e in America ha vissuto l’ultimo capitolo, che poi non sarà l’ultimo. E durante questa storia ha fatto l’interno di centrocampo (alternandosi con Pastore), il trequartista, il regista. Non chiedetegli di rincorrere l’avversario o di mordergli le caviglie, non fa per lui. Ma tutto il resto sì. All’occorrenza, pure il playmaker davanti alla difesa, anche se il rischio di vederlo sacrificato in un ruolo non suo sarebbe alto. Perché il paradosso è che Banega non è né un vero regista né un semplice rifinitore, ma proprio la capacità di saper fondere le caratteristiche migliori di uno e dell’altro ruolo lo rendono un giocatore che l’Inter, nelle passate stagioni, non aveva. Ecco perché de Boer, nonostante sia arrivato solo da qualche giorno, gli disegnerà il centrocampo a sua misura, proprio come fece Emery a Siviglia”.

“Aveva perso Rakitic, cercava una soluzione, trovò questo argentino pieno di tatuaggi, che era tornato a casa (era di proprietà del Valencia) ma che grazie al Newell’s Old Boys non riuscì a guadagnarsi un posto al Mondiale brasiliano del 2014. Risultati immediati, efficaci, bellissimi: due Europa League vinte, due volte MVP della finale. Partiva da trequartista, ma una sola maglia gli stava stretta: ecco perché rispuntava anche trenta metri più dietro, a dettare il passaggio. Un giocatore, due anime, a cui capitò persino a fare la guardia a Iniesta durante una finale di Coppa del Re. In questa estate da giramondo, invece, Banega si è ritrovato a fare festa a Basilea col Siviglia, a vedere la figlia Romanella appena nata a Valencia da una foto su Whatsapp (lui era a Chicago con la Seleccion), a disperarsi nello stadio di East Rutherford per la seconda Coppa America persa di fila, a sudare a Brunico con la Primavera, domenica a Verona. Sempre in giro, proprio come fa in campo. Esattamente la cosa che gli riesce meglio”.

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