Proprietà straniere, parla Fassone: “Approccio diverso, ma la passione è la stessa”

Proprietà straniere, parla Fassone: “Approccio diverso, ma la passione è la stessa”

L’ex AD di Inter e Napoli ha analizzato l’approccio delle proprietà straniere al nostro calcio

di Rinaldo Chiappini

Da qualche anno il calcio italiano sta aprendo le porte a nuove proprietà straniere, staccandosi dalla vecchia concezione di club a conduzione familiare. La prima società ad avere un presidente straniero è stata la Roma, che inizialmente fu guidata da Di Benedetto per poi lasciare le redini a James Pallotta. Da quel momento in poi sono arrivati Erick Thohir, Zhang Jindong e infine Yonghong Li, attuale presidente del Milan. Sull’argomento è intervenuto Marco Fassone, che intervistato dalla Gazzetta dello Sport ha così commentato l’avvento dei capitali esteri nel nostro calcio: “Nella nostra Serie A Milan, Inter e Roma hanno presidenti che si fanno vedere poco in Italia, dando ampie deleghe ai loro manager. Ciò non vuol dire che non mettano passione nel mondo del calcio, ma lo fanno senza cercare la visibilità tanto cara ad alcuni presidenti. I rapporti umani che avevo con Massimo Moratti e Aurelio De Laurentiis non sono paragonabili a quelli che ho oggi, ma sono realtà diverse da accettare: i presidenti stanieri amano parlare poco e fare i fatti”.

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