Gabigol: “Ritorno a gennaio? Voglio vincere con l’Inter. A Milano c’era tanta pressione, ma non ho mai mollato”

Gabigol: “Ritorno a gennaio? Voglio vincere con l’Inter. A Milano c’era tanta pressione, ma non ho mai mollato”

Il giovane fantasista del Santos, di proprietà dell’Inter, parla del proprio futuro: “Il mio cartellino appartiene ai nerazzurri. Non dimentico il supporto dei tifosi italiani”

di Daniele Najjar, @Daniele_najjar

Dire che Gabigol all’Inter non abbia rispettato le attese è forse un eufemismo. Il giovane brasiliano, arrivato a Milano nel 2016 ed accolto come il nuovo Ronaldo, ha collezionato solo scampoli di partite, con un gol all’attivo, contro il Bologna. Dopo più di un anno in prestito al Santos in Brasile, sembra essersi ritrovato. Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Gabigol parla del proprio futuro: “Sono giovane, ho tanti obiettivi da raggiungere. Uno di questi? Vincere con l’Inter. C’erano tante aspettative. Ho dato sempre il 100%, purtroppo non è bastato. Qui va tutto alla grande, sono felicissimo. Gioco nel club che mi ha cresciuto e che ho voluto nuovamente. Il 31 dicembre terminerà il prestito, a quel punto vedremo. Il mio contratto con l’Inter è valido fino al 2021″.

Gabriel, le cose ora vanno bene.

“Non ho mollato, nemmeno nei momenti più difficili. Adesso non voglio fermarmi”.

Ora è diventato un esempio.

“Il Santos ha una grande tradizione coi giovani. Tanti arrivano in prima squadra, come accadde a me nel 2013. Cerco di aiutarli mettendo a disposizione un po’ della mia esperienza. E aver fatto il capitano è stata la realizzazione di un sogno”.

Il prossimo?

“Ne ho molti, ho solo 22 anni. Voglio aiutare il club a crescere, poi spero che le cose avvengano naturalmente. Ho già giocato in nazionale, non solo all’Olimpiade. Punto stabilmente alla Seleçao”.

Gabigol-CR7 4-0: cosa dice?

“Si riferisce agli ultimi gol? I tifosi scherzano sui social, taggano i nostri profili per far vedere ciò che dicono di noi, ma prendo tutto come un gioco. Penso solo al Santos, conosco le mie potenzialità, ero certo di far bene con questa maglia”.

Cosa non funzionò a Milano?

“Dopo l’Olimpiade c’era molta pressione su di me. Tifosi e media si aspettavano tanto. Ho fatto il massimo per adattarmi all’Italia, ma le cose non sono andate bene. Detto ciò, non mollo di un centimetro e penso al futuro. La stagione deludente di Milano sarà utile per la mia crescita”.

Tornando indietro, direbbe ancora sì all’Inter?

“Sì. È un top club, ha vinto tutto a livello internazionale e molti brasiliani hanno fatto la storia con i nerazzurri. Non ho avuto dubbi nell’accettare la loro proposta, nonostante ce ne fossero molte altrettanto importanti”.

Per il pubblico è stato un idolo.

“Non dimenticherò mai il loro affetto. Mi hanno sempre sostenuto. Anche io sono un tifoso, ho sempre seguito in tv le partite dell’Inter”.

Un’Inter oggi diversa dalla sua.

“La Champions sarà fondamentale, so quanto mancava a club e tifosi”.

A fine anno si dovrà discutere del suo futuro.

“Ho un contratto fino al 2021 e sono tranquillo. Ora penso al Santos e a dare il massimo”.

Porte chiuse al ritorno?

“Il mio cartellino è loro, io voglio vincere con l’Inter”.

Perché non ha preso in considerazione un prestito in Serie A?

“C’erano varie possibilità, ma volevo solo il Santos. Ero sicuro che sarebbe stata la scelta ideale, solo così sarei tornato ai miei livelli”.

Che serviranno, chissà, per convincere Spalletti.

“Ci fu un colloquio quando arrivò all’Inter, poi io andai via. È un grande allenatore con tanta esperienza, ha a disposizione una squadra forte e c’è tutto per fare bene in Italia ed in Europa”.

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