Handanovic: “Inter squadra speciale. Schmeichel e mio cugino i mei idoli, voglio vincere con i nerazzurri”

Handanovic: “Inter squadra speciale. Schmeichel e mio cugino i mei idoli, voglio vincere con i nerazzurri”

Samir Handanovic si racconta: il portiere nerazzurro, ai micorofoni di Sport 360, parla del proprio ruolo, dell’impatto con il mondo nerazzurro e dei due “idoli” d’infanzia.

marchetti inter

Ai microfoni di Sport360, Samir Handanovic analizza il proprio percorso in nerazzurro, soffermandosi sull’impatto con il mondo Inter e sul presunto interesse di alcuni top club europei:

L’Inter è una squadra unica, speciale, stimolante e con classe. Mi sono sempre ispirato a mio cugino Jasmin ( Handanovic, ex portiere di Mantova ed Empoli ed attualmente in forza al Maribor, n.d.r.): è più grande di me di sei anni e vedendolo giocare mi sono innamorato del ruolo, crescendo un altro punto di riferimento è diventato Peter Schmeichel grazie al suo modo di stare in porta ed ai suoi lunghi e potenti rilanci che davano la possibilità ai compagni di creare pericoli nella parte opposta del campo. Era inoltre un portiere che amava rischiare uscendo dalla porta, era molto avanti per il modo di intendere il ruolo a quei tempi“.
Sull’arrivo in nerazzurro: “Sono arrivato all’Inter in un momento di passaggio, con una nuova proprietà e dei nuovi giocatori. Questo mi ha molto motivato, ma ho dovuto fare i conti anche con un massiccio turnover all’interno dello staff. E’ stato strano, ma nel calcio è normale vivere momenti di insuccessi. I complimenti di Pagliuca? Fa sempre piacere ricevere i complimenti da un portiere del passato, soltanto loro sanno cosa vuol dire stare tra i pali. Ogni parata che ti fa vincere una partita o cambia il corso di una gara è molto importante. Mi chiamano Batman? Mi piace, come ogni bambino amavo quel cartone animato. Il tempo trascorso in porta è qualcosa alla quale ti abitui, sei da solo per tantissimo tempo. Tra noi portieri dell’Inter c’è un grande legame e molto rispetto reciproco, ci aiutiamo tutti a vicenda“. Continua soffermandosi sul rapporto e sui metodi di lavoro del preparatore dei portieri Adriano Bonaiuti: “Nutro molto rispetto nei confronti di Bonaiuti, lo ammiro sia come persona che come preparatore dei portieri. Penso che il suo modo di intendere il ruolo sia molto avanti, sia sotto l’aspetto tecnico che sotto quello mentale. Questo mi ha fatto cambiare il modo in cui mi alleno ed il modo in cui penso, il suo approccio al lavoro è molto difficile da spiegare in poche parole, è molto dettagliato. E’ straordinario, dallo sviluppo fisico del portiere allo studio della posizione, sino alla grande intensità negli allenamenti”. Il portiere nerazzurro concede anche qualche breve cenno sul mercato: “Sapere dell’interesse di squadre importanti fa sempre piacere, vuol dire che si è lavorato bene ma voglio lavorare tanto sul piano personale e vincere qui, all’Inter. Pressione? C’è sempre pressione quando si lotta per grandi traguardi, fa parte della vita di ogni sportivo, è importante riuscire a gestirla“.
Chiude soffermandosi sulla stagione che verrà: “Scudetto? Un club come l’Inter deve competere per grandi obiettivi ogni anno, ma non si può mai dire cosa succederà. Ve lo dirò dopo, quando accadrà“.

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