Icardi senior racconta: “Mauro professionista serio. Prandelli lo preferiva a Balotelli ma lui…”

Icardi senior racconta: “Mauro professionista serio. Prandelli lo preferiva a Balotelli ma lui…”

intervista icardi

Juan Carlos Icardi, papà del bomber nerazzurro Mauro, è intervenuto ai microfoni di El Grafico per raccontare la storia professionale del figlio. Questo quanto riportato da Tuttomercatoweb.com:

“Il suo futuro era chiaro sin da quando era piccolo; non sarebbe diventato un Lionel Messi o un Cristiano Ronaldo, ma avrebbe fatto il calciatore professionista. Gli piaceva il calcio, e dove giocava segnava. Da quando aveva cinque anni è stato capocannoniere in tutte le categorie. Al Vecindario ha segnato più di 500 gol, e la partenza da lì offriva molte possibilità. Per nove mesi ho parlato con direttori sportivi, osservatori, allenatori. A 14 anni dal Barça ci mandavano magliette firmate da Lionel Messi, dall’Atletico Madrid palloni con l’autografo di Sergio Aguero, lo voleva anche il Siviglia. Abbiamo scelto La Masia perché lì era più controllato. È un giocatore molto professionale negli allenamenti, del resto al Barça gli hanno insegnato che se c’erano da fare 20 flessioni non ne doveva fare 19 ma 21. E nel gioco si vede: forte nel colpo di testa, molto rapido nel leggere l’azione e nel tocco di prima. Nel Barcellona ha sviluppato una tecnica impressionante. Quando giocava nella Samp, finiva gli allenamenti con le caviglie gonfie, perché lui toccava la palla di prima e i difensori intervenivano quando ormai il pallone era sparito. E poi è uno sportivo nato, oltre che un ragazzo serio e responsabile, che ha carattere, molto carattere. E che sa bene quello che vuole”.

Nel suo racconto Icardi senior ha anche svelato un retroscena legato al rifiuto alla Nazionale italiana: “Sarebbe stato titolare in Brasile, Cesare Prandelli glielo aveva comunicato; lo avrebbe messo davanti a Mario Balotelli nelle sue gerarchie. Nell’Under 19 italiana avrebbe avuto anche il taxi per andare in aeroporto ma non ha voluto andarci; io gli dissi che comunque partecipare a quel torneo non gli avrebbe precluso la Nazionale argentina, ma lui non sentì ragioni”.

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