Il papà di Gagliardini, al Meazza con tutta la famiglia: “Il gol che non avrebbe mai voluto fare”

Il papà di Gagliardini, al Meazza con tutta la famiglia: “Il gol che non avrebbe mai voluto fare”

Alessandro Gagliardini era presente al Meazza, con moglie e figlia, per assistere il figlio Roberto che sfidava il suo recente passato

Appuntamento speciale per Roberto Gagliardini quello di ieri a San Siro. Sul campo c’era il suo recente passato, l’Atalanta, società che lo ha cresciuto e fatto diventare il calciatore che è oggi; mentre sugli spalti c’era tutta la famiglia al completo, o quasi. Ecco come La Gazzetta dello Sport narra il pomeriggio di Inter-Atalanta vissuto dalla famiglia Gagliardini: “Ha commentato il padre Alessandro: «rivedendo la sua espressione dopo il gol è come se dicesse “so di aver fatto qualcosa di giusto e sbagliato insieme”». Presente al Meazza insieme con la figlia Giulia, la fidanzata di Roberto, Nicole, e i suoi genitori. E la mamma Rosanna? In tribuna, anche lei, ma insieme con le mamme di Caldara e Conti nelle vesti di inviate della trasmissione «Quelli che il calcio». Mancava solo il fratello Andrea, impegnato anche lui con una partita di calcio: Verdello-Rhodense 1-1, campionato di Eccellenza lombarda, girone B, in palio punti per evitare i playout. Al gol di Roberto, mentre lui nasconde per un attimo il volto dentro il collo della maglietta, la sorella Giulia esplode in un pianto dolcissimo, al fianco del padre Alessandro che si trattiene. È stata la festa della famiglia Gagliardini, travolta dall’affetto del popolo nerazzurro anche nel garage del Meazza. «Siamo riusciti solo a scambiare due chiacchiere veloci con Roberto – svela Alessandro – perché era un continuo fotografare e chiedere autografi». Ma è stata una domenica di festa anche per il padre perché «finalmente sono riuscito a fare una foto con un mio idolo, Javier Zanetti». Tanto per capire come Roberto viva questo momento, basta chiederlo al genitore: «Con l’entusiasmo misurato e i suoi silenzi che lo contraddistinguono». Meglio così, aggiungeremmo volentieri noi. Tranciare le radici con se stessi è la corruzione più frequente nel mondo del calcio. «A fine gara lo staff dell’Atalanta e i suoi compagni lo hanno abbracciato» – ricorda il padre».

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