Altobelli: “Sono vecchio, l’Inter può lottare anche per lo scudetto, Icardi…”

Altobelli: “Sono vecchio, l’Inter può lottare anche per lo scudetto, Icardi…”

intervista altobelli

Alessandro “Spillo” Altobelli compie oggi 60 anni. Una cifra importante. Bandiera dell’Inter e Campione del Mondo azzurro, con i nerazzurri ha vinto anche uno scudetto e due Coppe Italia, impreziosite da 209 gol in 466 presenze, si racconta ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

FESTEGGIAMENTI – “Sono vecchio. In questi giorni sono qui a Sonnino, il mio paese. Oggi, a partire dalle 15, facciamo un’amichevole, Magistrati contro gli Amici di Spillo. Per preparare tutto ho incontrato anche tanti bambini. Mi hanno salutato come se fossimo negli Anni 80, come se mi avessero visto ieri allo stadio”.

IL POTERE DI SPILLO – “Anche di You tube… Alcuni genitori mi hanno detto che questi bambini sono andati a vedere i video delle mie azioni, dei miei gol. Non mi conoscevano. Ora un po’ di più. Ho scoperto ancora una volta di più, in questi giorni, come la gente mi apprezza: non per le vittorie ma per la serietà e l’esempio che sono stato per tuttiChe dico a chi non mi conosce? Direi di fare di tutto per potermi conoscere. La mia forza è sempre stata la normalità”.

VECCHI AMICI – “Gli Amici di Spillo sono campioni del Mondo, interisti, juventini, amici. Dovrebbero venire Conti, Antognoni, Beccalossi, Muraro, Graziani, Marini, Gentile, Candela, Tacconi, Marcolin, Ezio Greggio… E altri”.

GOL INDIMENTICABILI – “Certo che il più importante è quello del Mondiale, e guai se non fosse così, mica capita a tutti di segnare nella finale vinta ai Mondiali. L’altro? Non uno, tre: la tripletta alla Juventus, Inter-Juve 4-0. E il quarto l’ho fatto fare io a Muraro”.

DIFFERENZE CON IL PASSATO – “Quando mi chiedono di fare paragoni fra giocatori dico alt, fermi tutti: tutti troppo diversi da altri, epoche differenti. Cosa avevamo più noi e cosa più quelli di oggi? Io dico che il periodo più difficile per giocare a calcio è stato quello dal 1975 al ‘90: bisognava avere tutto, tecnica, cuore, sacrificio, testa, completezza. Dal ‘90 in poi ha cominciato a imperare il fisico: chi corre di più fa carriera. Calcio di allora più lento? Falso. Esempio: Tardelli forse non correva? Tardelli forse non aveva tecnica, agonismo, colpi, cattiveria? Era un fenomeno, un centrocampista simbolo di un’epoca. Poi Oriali…”.

SIMBOLO – “Di serietà, onestà, per l’aver fatto calcio come fosse un lavoro: la gente mi avrebbe dato il proprio portafoglio, si fidava e si fida. In cosa non sono migliorato? Da calciatore non ero possente ma avevo le mie qualità al posto giusto. Caratterialmente non mi sono mai sdraiato davanti a nessuno. Fieramente“.

INTER IN TESTA – “Squadra costruita bene, Mancio ha fatto un gran lavoro su fase difensiva e personalità. E siamo in testa. E magari miglioriamo anche”.

ICARDI – “Problemi? Vorrei avere io i suoi problemi (sorride)… Mancini pretende molto da lui, ma lui andrebbe servito meglio. Se capita questo e se lui segue Mancio, beh, diverrà il centravanti numero 1 al mondo. Mauro ha numeri e qualità, la squadra lo deve aiutare a sprigionarle ancora”.

SCUDETTO – “Ad inizio stagione dissi che quest’Inter era da terzo posto. Lo dico ancora ma adesso mi dà più l’idea che si possa lottare anche per il titolo“.

NAPOLI-INTER – “Mica facile? Si ricorda la Juve l’anno scorso? Ha vinto scudetto e Coppa Italia, è stata in finale di Champions. Però ha perso a Parma. Nel calcio succede di tutto, si ricordi… Di tutto”.

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