Inter-Fiorentina, Mancini: “Gara bella e pericolosa. Servirà attenzione e cinismo”

Inter-Fiorentina, Mancini: “Gara bella e pericolosa. Servirà attenzione e cinismo”

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InterFiorentina è a tutti gli effetti uno scontro diretto. Nella gara di domani al Giuseppe Meazza si sfideranno la prima contro la seconda in classifica. La squadra di Paulo Sousa, infatti, è l’unica che è stata in grado di tenere il passo dei nerazzurri e si trova a sole tre lunghezze di distanza. Alla vigilia del match ha parlato, in conferenza stampa, Roberto Mancini. Queste le sue parole:

FIORENTINA – “Ha iniziato bene, come noi. Sarà una bella partita, anche loro giocano bene. Hanno tanti giocatori bravi tecnicamente, per questo è una squadra fastidiosa da incontrare. La Fiorentina gioca bene. Per batterla bisogna fare una grande partita, stare molto attenti perché sono pericolosi in attacco. Bisognerà sfruttare le occasioni che avremo: sarà una gara difficile per entrambe le squadre. E’ una partita aperta”.

GIOCO DELL’INTER – “Non so se giochiamo male. Spero di continuare a sentir questo il più a lungo possibile. Non mi interessa ciò che si dice. Sono in grado di giudicare se si gioca bene o male,s e si fanno errori. Non credo che alla quinta di campionato, possano esserci squadre che giocano in modo perfetto. La squadra ha la mentalità giusta, gioca sempre. io rispetto tutte le opinioni ma mi tengo la mia. Per me stiamo giocando bene, abbiamo giocatori nuovi”.

ASPETTATIVE – “I giocatori che giocano all’Inter sanno che le aspettative sono tante, anche quando non si part come favoriti per la vittoria finale. Non credo che abbiano una grande pressione, sanno che hanno cominciato bene, hanno lottato, sudato e sofferto quando c’era da soffrire. Bisogna continuare così”.

NUMERO 10 – “Ljajic può essere il classico numero dieci. Ha delle qualità tecniche importanti, però deve conoscere meglio squadra e compagni, sta cercando di capire che San Siro è San Siro. E’ difficile trovare uno stadio dove sia difficile giocare come San Siro, in Italia non credo ci sia uno stadio dov’è difficile giocare come San Siro”.

LUOGHI COMUNI- “Credo che in Italia si va per luoghi comuni, come quando si inizia a dire “Melo è un picchiatore e va espulso”, “L’Inter gioca male” o “Mancini non può allenare perché non ha il patentino”. La gente parla anche se non sa quel che dice. Io non ho mai detto ai miei giocatori “Giochiamo male”. Il fatto che la squadra sia solida, che fino ad oggi sia andato tutto bene fa piacere e significa che abbiamo lavorato bene. Bisogna guardare anche la sostanza: se sei la squadra che ha tenuto il maggior possesso palla e che, nella gara, fa il maggior numero di tiri, credo che meriti di vincere. Capita anche che fai meglio degli altri e non vinci. Per il momento sono contento. Dobbiamo migliorare l’aspetto del gol perché non si possono vincere tutte le partite 1-0, deve migliorare l’aspetto difensivo, il palleggio, tutto deve migliorare”.

VERONA – “Ci ha messo in difficoltà perché ha cambiato cinque giocatori rispetto alla gara precedente e quindi erano più freschi, noi eravamo troppo lunghi e troppo stretti. Poi quando abbiamo cambiato, siamo entrati in partita e da lì in poi il Verona ha avuto difficoltà a giocare come i primi minuti. In campo ci sono anche gli avversari e anche loro cercano di fare il massimo”.

DIFESA – “Miranda e Murillo sono i due centrali titolari, sappiamo che Medel può farlo. Avere la possibilità di decidere tra diversi giocatori e dare la possibilità a qualcuno di riposare è una cosa molto positiva. Un posto a Medel lo troverò sempre, può giocare anche di mezzala. Difesa a tre? Quando staranno tutti bene sarà possibile”.

ICARDI – “Sta bene. Contro l’Hellas ha fatto meglio rispetto a quanto fatto col Chievo. Sta migliorando fisicamente”.

ENTRARE NELLA STORIA –Sono già entrato nella storia dell’Inter, vincendo e con le 17 vittorie consecutive. La storia si fa se uno vince titoli, non se vince sei partite consecutive”.

MODULO – “Non è importante: i giocatori devono riuscire a fare il massimo sia con un modulo che con un altro”.

ANTI-INTER – “Credo che ci sono tre squadre molto più attrezzate dell’Inter per vincere il campionato: Juventus, Roma e Napoli. Il fatto che ora siano dietro è una casualità”.

 INTER DI MANCINI – “Io avevo in mente una squadra fisica perché anche quello è una cosa che conta. Poi, allo stesso tempo, abbiamo anche giocatori tecnici come Ljajic, Jovetic, Biabiany, Telles. Anche Melo è un giocatore tecnico anche se è un macellaio (ride, ndr). Si tratta di giocatori fisici e tecnici allo stesso tempo”.

RUMORE DEI NEMICI – “Tutti hanno nemici. A volte si critica per invidia, per cattiveria o stupidità. Credo che l’Inter stia cercando di giocare a calcio e di fare del proprio meglio. Non è facile perché contro l’Inter la maggior parte delle squadre si difendono in 10 nella propria metà campo. Se nelle 5 gare l’Inter ha possesso palla per oltre il 63% con una media di tiri molto alta e ne subisce pochi qualcosa sta facendo. Non siamo certo il Barcellona, ma spero che l’Inter possa ancora migliorare e dobbiamo lavorare per migliorare”.

OBIETTIVO – “Firmare per il terzo posto? Non firmo mai per arrivare terzo, quarto o quinto. Le grandi quadre devono avere come obiettivo l’obiettivo massimo. Poi, alla fine, si vedrà”.

FAVORITA – “La Juventus è la squadra che ha vinto gli ultimi quattro scudetti, credo che possa considerarsi una delle favorite. Ci sono squadre che hanno le stesse qualità della Juventus. E’ squadra solida che può vincere tante partite di fila”.

MERITI MANCINI – “Ringrazio Moratti che ha detto che ho l’80% dei meriti per i risultati. Se le cose andranno bene i meriti saranno prima della società, poi dei giocatori e solo alla fine dell’allenatore. Per me l’importante è raggiungere l’obiettivo, non i miei meriti”.

THOHIR – “L’ho visto ieri, era soddisfatto”.

JUAN JESUS – Sta bene, sta recuperando.

ERRORI – “Contro il Verona abbiamo commesso due errori: uno quando hanno fatto il contropiede e preso la traversa. Non eravamo pizzati e sono riusciti ad andare al tiro. L’Inizio della gara non mi è piaciuto, ma ci poteva stare. Il Verona ha iniziato bene anche perché, cambiando cinque giocatori, erano più freschi”.

TOTTI – “Sono felice di vederlo ancora giocare e segnare. Gli faccio gli auguri per il compleanno. E’ un grande campione”.

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