CorSera – Questione stadio: “L’Inter dice no all’idea del Milan su San Siro”

CorSera – Questione stadio: “L’Inter dice no all’idea del Milan su San Siro”

assessore bisconti

Situazione difficile in casa Milan. Il nuovo stadio, infatti, sembra essere passato da certezza a grande punto di domanda. In particolare dopo la possibile revoca da parte di Fondazione Fiera del bando che i rossoneri hanno vinto per la ristrutturazione dell’area del Portello. Come spiega l’edizione odierna de Il Corriere della Sera – Milano, questa incertezza potrebbe ripercuotersi anche sull’Inter, che invece sognava uno stadio San Siro interamente nerazzurro:

“Sia il Milan, sia l’Inter, sognano uno stadio di proprietà ed escludono per il lungo periodo di continuare la convivenza al Meazza. La seconda: nessuna delle due, al momento, è disponibile ad investire centinaia di milioni per una «casa» comune. La terza: senza un progetto concreto di trasloco di una delle due squadre, San Siro è condannato a essere ancora per molti anni terra di contesa e priva del rilancio che sarebbe prezioso. All’orizzonte, il déjà vu. Il Milan, che pure ha altre opzioni possibili (l’area Falck di Sesto e in subordine Assago e area delle caserme a Baggio), avrebbe riproposto anche di recente ai nerazzurri di lasciare campo libero al Meazza. Ma l’Inter, che ha uno studio di fattibilità da 120 milioni sul tavolo e fino a ieri era convinta di portarlo avanti (da sola), ha risposto picche. Il copione si protrae a fasi alterne da anni e rischia di produrre il solito stallo. In superficie i lavori congiunti in vista della Champions League. Ma sullo sfondo la domanda: quale delle due squadre se ne va? Nessuno pare considerare che insieme, per il bene di Milano, si potrebbe giocare più in grande. Immaginando lo stadio in una linea ideale che lo congiunga all’ex Trotter, fino al Palalido e al Bosco in città, le potenzialità sono enormi. Lo aveva ipotizzato, anni fa, Stefano Boeri. Il Meazza, stadio «bifronte», con un lato dedicato per ciascuna delle due fedi. E intorno il «quarto anello», che non doveva insistere sul terzo, ma all’esterno. Con un distretto verde per il tempo libero; un’area di oltre un chilometro quadrato a vocazione sportiva”.

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